Ciao,
si, esistono metodi o meglio approcci più scientifici alla stampa, io non li chiamerei alternativi, anzi....i metodi "alternativi" sono quelli casuali ovvero "provo, poi riprovo e infine penso che sia giusto"...

Detto ciò non è semplice in poche parole cercare di spiegare quali siano le tecniche più metodiche per arrivare ad una stampa di qualità.
Posso provare a darti qualche consiglio, considerando che anche io sto cercando un mio "METODO" meno casuale e più sistematico.
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Studiare, tanto.... in CO non si improvvisa, o meglio si può improvvisare ma i risultati sarebbero sicuramente mediocri
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Esponi per le luci e controlla le ombre con il contrastoQuesta seconda frase sembra banale, però ti assicuro che non lo è. E' come la più famosa frase "
esponi per le ombre e sviluppa per le alte luci", dietro a questa frase c'è praticamente un mondo (sistema zonale, sensitometria, esposizione, previsualizzazione)
Invece nella frase "Esponi per le luci e controlla le ombre con il contrasto" si racchiude tutta la filosofia legata ad una stampa di qualità, con metodi e le tecniche moderne, legate soprattutto al controllo delle ombre attraverso il controllo del contrasto e scelta dei giusti tempi per il controllo delle alte luci.
Come fare per controllare le ombre con il contrasto?
- Iniziare ad usare una scala dei tempi logaritmica (f/stop) e non lineare come si fa di solito
- iniziare a prendere pratica con tecniche quali la stampa "split grade"
- iniziare a ragionare in termini di sensitometria anche applicata alla stampa (non solo al negativo) quindi alla carta che si utilizza
- iniziare a comprendere come reagisce la carta a contrasto variabile usando i filtri dicroici dell'ingranditore (o i filtri classici)
Ad esempio, non sapevo che usando la scala dei tempi logaritmica (f/stop) esiste una correlazione tra aumento del tempo di esposizione e relativo contrasto, per cui ad ogni incremento di 1/3 di stop corrisponde un incremento di 1/2 di gradazione del contrasto ovvero:
18'' -> gradazione 2
18'' + 1/3 stop -> gradazione 2 1/2
18'' + 2/3 stop -> gradazione 3
e cosi via... tale ragionamento
vale solo per le ombre.
In questo modo se fai un provino a scalare usando sempre 1/3 di stop avrai la possibilità di valutare anche come la carta reagisce nelle ombre in termini di contrasto e quindi scegliere il tempo migliore ed il contrasto migliore.
Insomma la possibilità di rendere meno casuale le nostre sessioni in CO c'è, esiste ed è stata non solo documentata ma anche scritta ed applicata......
Ultima cosa, rendere meno casuale la sessione in CO è un obiettivo che a mio avviso tutti dovrebbero cercare di raggiungere, per evitare sprechi e per ottenere stampe di qualità.
Però non cerchiamo di banalizzare troppo con la teoria una passione che è fatta anche di amore, errori e poesia, altrimenti ci conviene riprendere in mano photoshop....Ciao