I negativi sono resistenti (a modo loro)!
Se non altro se ne stanno al buio e al chiuso. Quindi i rischi sono più dovuti alle condizioni ambientali (caldo, umidità, attività chimica) che altro. In generale sono molto più a rischio i negativi che transitano per la camera oscura.
I miei primi negativi hanno ormai 30 anni, e da ragazzino non ero certo precisetto. Stanno li, come nuovi. Nei pergamini per qualche anno. Ora nel polietilene (Print File), ma solo perché ho ri-provinato l'archivio vecchio. Ho stampato anche lastre e negativi vecchi e vecchissimi. In generale ho trovato più spesso danni meccanici (graffi, abrasioni, tagli) che chimici. Tra i danni chimici i più comuni sono le impronte digitali! Nel tempo e con certe emulsioni sono assolutamente indelebili! A volte ho trovato del "bronzing" (contaminazione chimica ambientale), ma il danno non è sempre visibile sulle stampe.
Ricapitolando sui porta-negativi (trattazione rapida - argometo noioso!

)
Pergamino:Sono anti-staici e traspiranti. Le immagini se non visibili sono per lo meno riconoscibili (comodo quando si stampa)
Di contro devono essere rimossi per fare i provini a contatto (inutile e dannoso tocchiciare), sono pericolosissimi se inavvertitamente si bagnano (in camera oscura il rischio c'è) ci si attacca il negativo e salvarlo può essere laborioso o impossibile.
Se non certificati possono presentare acidità (se di cellulosa non tamponata con alcali) che può causare danni a lungo andare. Lo stesso vale per la qualità delle cere.
Polietilene, MylarCi si possono fare i provini a contatto senza rimuovere i negativi (meno manipolazione), ore di lavoro in meno se se ne hanno grandi quantità, ma se si ha l'abitudine di guardarli col lentino (noiosooo) si vede che non sono nitidissimi. Se ci cade una goccia si asciuga e via, ma se entra dentro fa un macello...
Purtroppo non sono traspiranti c'è quindi un remoto rischio di formazione di condensa con sbalzi di temperatura (mai visti...)
Se certificati sono sicurissimi dal punto di vista chimico.
Plastiche trasparenti e opache non archival (PVC):Molto rischiose per la presenza di molteplici sostanze volatili potenzialmente dannose per le emulsioni. Unico vantaggio è che costano poco, pochissimo (sono lo standard dei laboratori commerciali).
Carta di cotone 100% "museum quality"La soluzione migliore per la conservazione a lungo termine, ma non pratici se usati in camera oscura: bisogna scartabellare per cercare il negativo, rischiosi se bagnati.