Ho trattato molto poco il colore ma dalla mia piccola esperienza ho capito che le dominanti colore nella stampa possono essere di 5 tipi:
1. La dominante del lotto di carta in uso
2. la dominante tipica della pellicola che si sta stampando
3. la dominante dovuta alle condizioni di ripresa
4. la domiante causata dalle variazioni di trattamento
5. la dominante dovuta all'effetto di non reciprocità
Tolta la dominane 1, che si corregge facile perché è scritta sul pacco di carta, la 2 e in alcuni casi la 5 possono essere facilmente gestibili con un buon analizzatore colore.
Può esere utile uno scatto ad un cartoncino grigio medio inserito in una scena
standard sia come tipo di illuminazione che come condizioni di ripresa e una volta ottenuta una resa neutra, il pacco filtri rimarrà invariato per tutto il rullo, finché non ci sono casi in cui intervengono le dominanti di altro tipo.
la dominante dovuta alle condizioni di ripresa sono già più difficili da individuare e possono richiedere deviazioni sostanziali rispetto al pacco filtri di base. Scene con colori dominanti, come un prato, sfondi con vegetazione, cielo terso, prime ore della mattina o vicino al tramonto, interni con luce riflessa da pareti colorate, ecc. introducono una dominante che in alcuni casi conviene non correggere perché da forza ed enfasi alla fotografia, mentre in altri può essere fastidiosa. In questi casi l'analizzatore colore serve a poco, dato che non saprà che il tramonto lo si vuole veramente infuocato o che la luce del fuoco del caminetto è meglio che rimanga di un bel tono dorato. Di solito in questi casi l'analizzatore induce una sovracorrezione; troppo giallo se c'è parecchio cielo, troppo magenta se c'è molta vegetazione, ecc. Con l'esperienza si riesce in parte a prevedere questo comportamento, anche imparando a "vedere" il negativo colore.
Le dominanti introdotte da un sistema di trattamento non costante sono le più subdole. Stessa filtratura e stessa esposizione e risultati diversi; diventa difficile anche capire l'origine del problema e si comincia un girotondo di provini che non fa altro che aumentare la confusione. La costanza del trattamento è molto importante, soprattutto la temperatura.
Con le varie tabelle e filtri colorati di visione personalmente ci ho ricavato ben poco; dopo qualche secondo di visione, soprattutto attraverso i filtri più tenui, a me sembrava tutto uguale. Ho trovato molto più utile usare un buon sistema di illuminazione per la valutazione dei provini, molto importante nel colore, e allenare l'occhio alle sfumature cromatiche: io lo facevo con un mixer video, adesso si può fare con qualsiasi software di grafica; si fa un rettangolo di un colore e accanto se ne disegna un'altro e si cerca di riempirlo con un colore il più possibile simile al primo nel minor numero di tentativi (l'uso del contagocce è vietato naturalmente

). In questo modo si "educa" l'occhio a riconoscere sfumature tenui rispetto ad un elemento standard, che in fotografia potrebbe essere un incarnato o un tono neutro.