da chromemax » 14/05/2011, 13:20
Mi è capitato di usarlo tempo addietro, quando il mio controllo sull'esposizione e lo sviluppo della pellicola era meno preciso, e il risultato è stato buono.
Questa tecnica può risultare utile per stampare dei negativi molto contrastati e in cui le alteluci siano molto dense e difficili o impossibili da recuperare con una bruciatura senza che si noti l'intervento e quando anche la carta di stampa di gradazione più morbida non riesce a restituire con buon dettaglio le luci o le ombre.
Il principio su cui si basa è l'automascheratura; dopo la prima esposizione lo sviluppo che ha imbevuto la carta è sufficiente per incominciare l'annerimento delle ombre. Quando queste hanno raggiunto un certo tono si esegue una seconda esposizione per le alteluci; l'influenza di questa seconda esposizione sulle ombre già sviluppate sarà molto meno efficace perché "automascherate" dal parziale sviluppo già avvenuto.
E' una tecnica sporca, la base dell'ingranditore o il marginatore si bagnano di sviluppo e devono poi essere lavate molto bene per evitare inquinamenti e anche potenziali pericoli per la salute, e deve essere eseguita con un certo rigore. I due tempi di esposizione, per le ombre e per le luci, devono essere preventivamente calcolati con dei provini, la seconda esposizione per le alteluci interviene anche sulle ombre, sebbene in maniera minore, e questa cosa deve essere presa in considerazione. Inoltre non si arriva ad un buon risultato al primo colpo, e bisogna fare più di una stampa per affinare le varie fasi.
La procedure è la seguente:
Si prende un foglio di carta fotografica non esposto e si immerge nello sviluppo per 4-5 minuti agitando normalmente.
Si toglie il foglio dalla bacinella lasciandolo sgocciolare molto bene, quindi si adagia su un piano e con un paio di fogli di carta assorbente pesante si asciuga la superficie.
Si poggia il folgio di carta imbevuto sul piano dell'ingranditore (io di solito lo proteggevo con della pellicola pvc per alimenti molto ben tesa, che poi buttavo via, evitando così di "inzaccherare" tutto) e con il filtro rosso inserito si posiziona per la giusta inquadratura.
Si esegue la prima esposizione e si aspetta che compaia l'immagine delle parti più scure. Il tempo di attesa è più lungo rispetto a quando l'immagine si sviluppa in bacinella, occore aspettare anche 10-15 minuti, in ogni caso finché le ombre non hanno raggiunto una certa densità.
Quando le parti scure hanno preso corpo si può dare la seconda esposizione, più lunga, per le alteluci.
Si svluppa normalmente il foglio per un paio di minuti in bacinella (carta baritata, la politenata si sviluppa in meno tempo).
Chiaramente tra un'esposizione e l'altra non si deve muovere nulla; carta, ingranditore, diaframma ecc.
Dato che la carta rimane sotto la luce di sicurezza per un tempo assai maggiore rispetto ad una stampa normale, è consigliabile spegnere la luce di sicurezza nei momenti in cui non sia necessario un controllo a vista.
Con questa tecnica il contrasto della carta si riduce, quindi è necessario valutare, cone delle stampe di prova, che gradazione usare; come base di partenza consiglio una gradazione più dura rispetto a quella che ha dato il risultato meno peggiore con la stampa normale.
Risultati simili, ma non uguali, possono essere ottenuti con la pre-velatura della carta da stampa.