Esporre una pellicola ad una sensibilità diversa dalla nominale equivale ad eseguire il push e/o pull descritto da Ansel Adams ne "Il Negativo"
push: espongo ad una sensibilità maggiore della nominale, ossia "tiro" la pellicola (Es Ilford FP4 125@200)
In termini pratici significa che stai dando "meno luce" alla pellicola, per cui in fase di sviluppo dovrai aumentare il tempo.
Aumentare il tempo equivale ad una "estenzione" del negativo ossia ad uno spostamento verso le alte luci, per cui una zona 6 verrà traslata in zona 7, una 7 in 8 e cosi via.
In questo modo aumenta il contrasto generale della pellicola e la gamma tonale della stessa.
Questo processo non influisce sulle zone <= 5pull: espongo ad una sensibilità minore della nominale (Es Ilford FP4 125@100)
In termini pratici significa che stai dando "più luce" alla pellicola, per cui in fase di sviluppo dovrai diminuire il tempo.
Diminuire il tempo equivale ad una "contrazione" del negativo ossia ad uno spostamento delle alte luci verso le basse, per cui una zona 6 verrà contratta in zona 5, una 7 in 6 e cosi via.
In questo modo diminuisce il contrasto generale della pellicola e la gamma tonale della stessa.
Anche questo processo non influisce sulle zone <= 5Detto in questo modo forse non è chiarissimo ed è anche
incompleto e superficiale, per cui ti consiglio la lettura de "Il Negativo" di Adams, la comprensione delle "zone" e l'utilizzo dello sviluppo per "giocare" su tali zone è alla base di una corretta comprensione del processo fotografico BN.
Non ho parlato di un altro concetto fondamentale (
previsualizzazione) perchè la cosa sarebbe forse troppo lunga
