Ho appena concluso il capito sulle curve sensitometriche o densitometriche del "Negativo" di Ansel Adams
Le ho trovate uno strumento decisamente utile se non indispensabile per la scelta della pellicola fotografica adatta e del tipo di sviluppo da utilizzare (n, n+1, n-1, etc...)
In pratica le curve densitometriche mettono in relazione l'esposizione (in scala logaritmica) con la densità del negativo (sempre in scala logaritmica)
La densità del negativo altro non è che la capacità di reagire alla luce della pellicola stessa, per cui alti valori densitometrici equivalgono alle alte luci, bassi valori si riferiscono alle zone in ombra (detto molto semplicisticamente)
zona a maggiore densità = bianchi
zona a minore densità = neri
Le curve sono molto utili per vedere come le densità del negativo siano in relazione con l'esposizione del negativo stesso, per cui con le famose zone di Ansel Adams (0,I,II,III,...IX, X) e soprattutto sono un'ottimo strumento visuale per valutare il contrasto che poi risulterà dallo sviluppo.
Ciò che non mi è molto chiaro è come tali curve possano essere messe in relazione con il mondo digitale, visto che sul web spesso ho sentito dire che la comprensione delle curve densitometriche apre la porta della fotografia, compresa la fotografia digitale....
Qualcuno saprebbe "illuminarmi"?








