Spero di non averti chiesto troppo.
Assolutamente no Nino, sono ben contento di condividere quello che ho e che posso, così mi dici anche se ho fatto bene
Prima del periodo estivo ho ordinato un po' di carta da stampa, così giusto per vedere che roba c'è in giro; inoltre qualche mese prima avevo preso (per la prima volta) un ingranditore con testa a colori e quindi ho approfittato dell'occasione per fare una serie completa di test sensitometrici sulla carta ed accoppiare le filtrature Y/M alla gradazione. I test sono stati eseguiti stampando per proiezione (testa colore, luce diffusa) una step-tablet stouffer calibrata usando 11 diverse filtrature Y/M. Le strisce sono state lette con densitometro a riflessione Barbieri 450 e i dati plottati su computer. Ti mando il pdf, la tua mail dovrei già averla, dammi un po' di tempo per organizzare i file.
Sulla D-max della carta, il mio ragionamento parte dal fatto che già lo standard ISO (quello del '93, non so se è stato aggiornato) prevede una densità massima utile alla formazione dell'immagine del 90% della densità massima; addirittura da un'altra parte (non ricordo dove, dovrei ricercarla) ho letto che, data l'elevata D-max delle carte moderne, si tiene come ID-max il valore fisso di 1,89 (sempre se non ricordo male) come valore utile sopra il quale, ad un normale livello di illuminazione di visione della stampa, l'occhio umano non riesce a distinguere variazioni di luminosità.
Anche visionando una stampa in controluce o sotto la luce diretta del sole, si vede bene come le ombre si aprano ed appaiano tutta una serie di gradazioni tonali non percepite, o a malapena accennate, ad una osservazione a livelli di illuminazione normali. L'emulsione della carta è stata in grado di registrare questa variazione tonale, ma le limitate capacità di riflessione del supporto ne inibiscono la visione.
Con una carta che ha un bel tratto tra 1,89 e D-max (cioé tra ID-max e D-max) c'è il rischio che il piede e la parte bassa della curva della pellicola cadano proprio in quella zona dove l'occhio non riesce a percepire variazioni tonali; altrimenti comprimo più in basso, ma allora non serve una D-max così alta.
Spero di essere riuscito a spiegare il mio ragionamento, rileggendo il post mi capisco a malapena
