da Silverprint » 06/02/2012, 15:22
Ciao!
Certamente l'esperienza di stampa ti farebbe toccare con mano, credo comunque che visto che i concetti base sono i soliti (con piccole varianti) anche in digitale (di cui hai esperienza), con un poco ancora di "tribolo" dovrebbero essere comprensibili.
I concetti base sono:
- Contrasto della scena, ovvero intervallo (range) di luminosità tra le parti più scure e quelle più chiare. È misurabile.
- Latitudine di posa del materiale sensibile in uso (sensori compresi). È misurabile e regolabile
- Resa desiderata della scena, ovvero pre-visualizzazione, ovvero quanto e come dell'intervallo di luminosità della scena vogliamo registrare.
I concetti di base si ripetono in fase di stampa, con precisazioni.
- Il contrasto della scena diventa il contrasto del negativo. È misurabile.
- La latitudine di posa diventa quella della carta da stampa. È misurabile ed in parte regolabile.
- Resa desiderata della scena, ovvero realizzazione dell'immagine pre-visualizzata con eventuali interventi di manipolazione locale.
Lo scopo è sempre il solito: controllare la resa finale fin dalla ripresa. Diventa necessario intervenire sin dalla ripresa (regolando esposizione e sviluppo del negativo) quando gli interventi possibili in fase di stampa non renderebbero possibile una resa adeguata o conforme all'immagine pre-visualizzata.
In digitale ci sono piccole differenze:
Ogni sensore (e sistema di gestione) ha una sua latitudine di posa. Per ridurla si opera in post-produzione aumentando il contrasto (nei vari modi possibili). In analogico si sviluppa maggiormente il negativo.
Per estendere la latitudine di posa bisogna agire in ripresa ricorrendo all'HDR (fatto bene, non per fare effettacci), o producendo scatti multipli da montare successivamente prelevandone alcune parti. In analogico si interviene riducendo lo sviluppo del negativo.
In seguito il file deve essere elaborato appositamente per il medium finale, stampa, monitor, video. Se la lavorazione è "fine-art" diventa davvero specifica, per esempio ogni combinazione carta, inchiostri, stampante richiederà specifiche regolazioni.
In analogico è lo stesso, se le esigenze diventano specifiche, diventa necessario fare scelte adeguate in OGNI passaggio: dalla scelta del formato e dell'ottica fino alla lavorazione di una determinata pellicola con uno sviluppo specifico che sarà poi stampato su un certo ingranditore su una certa carta, in un certo modo... etc.etc.
Andrea Calabresi, aka Silverprint