da PIERPAOLO » 30/10/2010, 11:12
purtroppo c'è un problema di fondo di non facile soluzione: l'ottica è una scienza, che nel campo fotografico (per rimanere nel ns orticello) è stata volgarizzata e talvolta banalizzata per essere compresa dal vasto pubblico di appassionati e talvolta anche di addetti al lavoro, non particolarmente portati alle materie scientifiche. Ma per quanto si semplifichi, concetti come il Numero di Abbe, rifrazione e dispersione, le aberrazioni di Seidel, la composizione del vetro ottico, e non ultima l'evoluzione del disegno (ottico), sono cose che, se non si conoscono, diciamo, intimamente, bloccano qualunque altro discorso.Pertanto occorrerebbe sapere SE il proprio interlocutore è preparato e sino a che punto, per affrontare i vari step di conoscenza che, ripeto, non sono immediati, ma procedono di gradino in gradino.
Basta prendere in mano una brochure tecnica della Zeiss, anche in inglese (in tedesco è meglio soprassedere.......) per capire che, i soli preliminari di apertura, sono talmente complessi da far girare la testa. Del resto quando ho avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchere coi tecnici Leica e Zeiss ho immediatamente capito che i concetti informatori e la preparazione di anni passati a discutere di ottica, li pongono (come è giusto, del resto) a parecchi anni luce di distanza da persone come il sottoscritto che, pur nel mio piccolo, ha passato anni a cercare di comprendere questi fenomeni fisici.
Quando il tecnico Leitz è passato alla lavagna, e, in inglese, visto che ero con un gruppo americano di Leica Historica USA, ha iniziato a passare in rassegna IN MANIERA MATEMATICA alcune differenze di rifrazione tra un 35/1,4 con vetri normali e lo stesso in versione asferica, si è creato velocemente un panico tangibile che è degenerato in un tentativo disperato del capogruppo di fermarlo in tempo, prima che si capisse sino a che punto 'un gruppo internazionale di esperti' era in realtà un gruppo di sprovveduti. O forse nelle Aziende, come Leica, vogliono immediatamente far capire che discutere con loro di questi argomenti è cosa vana e ridicola.
E qui poi non parliamo di Geni dell'ottica, come alcuni citati precedentemente, visti con religioso rispetto da tutti i progettisti mondiali.
Per concludere, anni di studio mi hanno fatto comprendere che occorre molta cautela, rispetto e sopratutto modestia, nel giudicare gli obiettivi delle varie case: occorre conoscere bene il periodo produttivo e sopratutto la collocazione sul mercato, parametro che media tutti gli altri. Le ottiche 'assolute' sono pochissime, nelle varie epoche, e quasi sempre sono state dei fallimenti commerciali.
La divulgazione aiuta, ma occorre sempre pensare che è una semplificazione.
Pierpaolo