1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

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Elmar Lang
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1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda Elmar Lang » 12/03/2017, 10:20

Salve,

con l'Italia ancora segnata dai disastri della II Guerra Mondiale, numerose aziende misero in campo le loro menti migliori, per cercare di occupare settori produttivi destinati al benessere della popolazione.

Anche l'industria foto-ottica, nata dalla riconversione di aziende destinate allo sforzo bellico, si mise immediatamente all'opera, sia riproducendo, che creando ex-novo, con stile, creatività e perizia tecnica.

Tra i tanti, per restare nel nostro settore, vorrei ricordare che quest'anno ricorrerà il 70° anniversario della presentazione della Rectaflex alla Fiera Campionaria di Milano.

Essa, la prima reflex al mondo con visione diretta e raddrizzata attraverso il mirino, fu un capolavoro tutto italiano, nato dall'inventiva d'un vulcanico avvocato -Telemaco Corsi- e dall'ingegno dei tecnici che egli seppe radunare attorno a sé. Forse non tutti sanno che la meraviglia per questa creazione, colpì tutto il mondo.

Pur tra mille difficoltà, a Roma fu creata un'azienda modernissima, dotata di macchinari allora all'avanguardia e ricca di un personale tecnico tra i più capaci e dotati di creatività.

Il destino, non riservò alla Rectaflex la fortuna che avrebbe meritato e le colpe di ciò possono essere attribuite alle più varie circostanze, da cui l'azienda stessa e la sua proprietà non furono estranee.

Però, chi oggi di noi impugna una fotocamera reflex, è bello che possa sapere che le radici di ciò che usa per la sua professione o il suo hobby affondano nel terreno del nostro Paese.

E.L.


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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda chromemax » 12/03/2017, 16:21

Grazie della segnalazione, era una cosa che ignoravo. magari puoi dirci di più oppure potrebbe essere un bel argomento per un articolo per il blog...



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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda Elmar Lang » 12/03/2017, 22:34

Salve ancora,

credo che sulla Rectaflex si sia detto e soprattutto scritto moltissimo: i due bei volumi di P. Hervé-Pont (il primo a pubblicare uno studio sistematico sulla fotocamera) e poi l'opera ancor oggi la più autorevole, scritta da Marco Antonetto: "Rectaflex - La Reflex Magica" (Lugano, Nassa Watch Gallery, 2001), che è anche un libro editorialmente validissimo oltre che un piacere da sfogliare.

In quei due volumi, si può venire a sapere tutto o quasi su quella magnifica e sfortunata fotocamera.

Io ho voluto rammentare questo importante anniversario, perché credo nel valore della conoscenza della storia, perché non possiamo proiettarci verso il futuro, se non conosciamo ove affondino le nostre radici.

Nel mio piccolo, la fotografia in famiglia è sempre stata presente, specie grazie al mio nonno materno, "fotoamatore evoluto" sin dai tempi della I Guerra Mondiale. Lui -pur ferreo estimatore delle fotocamere Zeiss Ikon- fu tra i primi possessori della Rectaflex che, lavorando a Milano, vide già quale prototipo alla citata fiera del '47.

Onestamente, non so quale fosse il modello o serie della sua fotocamera, che a quanto ne so, cedette ancora nel '62. Però negli album delle sue foto che mia madre conserva ancora, numerose di esse, al retro recano l'annotazione dei dati di ripresa, con indicata la Rectaflex e l'ottica montata caso per caso: Schneider, S.O.M.-Berthiot, o Angénieux.
Ancora, conservo vivo il ricordo di quando, da bambino, durante una passeggiata in giro per Roma col nonno, egli si incontrò con l'avv. Corsi, si sedettero in un caffè in Galleria Colonna e parlarono a lungo di cose per me incomprensibili, mentre io mi gustavo un'aranciata. L'avvocato aveva una valigetta con fotocamera ed ottiche varie, il nonno, la sua inseparabile Contax ed un'altra macchina che onestamente non ricordo. Dopo quell'incontro, il nonno mi disse che quel signore era "...l'inventore della Rectaflex, una bella macchina, che ora non fanno più".

Per questo, e faccio rimando ad altra discussione iniziata molto tempo addietro, non ho saputo resistere dall'acquistarne una, ben funzionante, trovata in Germania ad un prezzo decisamente conveniente. Un'altra, di recentissima acquisizione, è in attesa di venire restaurata.

La Rectaflex aveva anche un'altra caratteristica, che per una reflex del suo tempo fu "futuribile": lo specchietto a ritorno istantaneo!... pur mediante un sistema estremamente semplice.

Buona serata,

E.L.


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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda F994 » 13/03/2017, 0:58

Io ho avuto l'onore ed il piacere di averne usata una appartenente ad un abbiente amico collezionista per esporre un rullo.
Le prime caratteristiche che si notano sono la "modernità" della macchina, la robustezza e l'eleganza del design.
L'unico esempio di reflex interamente progettata e costruita in Italia. La sua storia è stata tristemente travagliata anche per una serie di problematiche scoperte solo in fase di commercializzazione, purtroppo fu una realtà che non seppe adattarsi al mercato, in cui nonostante le carte in regola l'azienda non fu abbastanza aggressiva e pretenziosa.
Quasi quasi faccio uno squillo al mio amico per farmela prestare di nuovo.



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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda emigrante » 13/03/2017, 7:09




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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda Elmar Lang » 13/03/2017, 8:26

F994 ha scritto:Io ho avuto l'onore ed il piacere di averne usata una (...).
Quasi quasi faccio uno squillo al mio amico per farmela prestare di nuovo.


Eh si, a mio parere, una Rectaflex non merita di rimanere prigioniera di una vetrina.

Per questo, rimando volentieri al bel volume di Ivor Matanle, pubblicato anche in edizione italiana, dedicato all'uso in pratica delle fotocamere d'epoca.

E.L.

P.S.: a cosa dobbiamo, l'assordante silenzio del collega Emigrante?


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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda F994 » 14/03/2017, 2:03

Elmar Lang ha scritto:
Eh si, a mio parere, una Rectaflex non merita di rimanere prigioniera di una vetrina.



è vero, è un gran peccato vederla come cimelio da collezione e non come pregevole strumento.

Vi racconto in ogni caso la mia esperienza con questa macchina.
La prima volta che la vidi fu circa 4 anni fa, all'epoca di fotografia ne sapevo ben poco e nonostante tutto tra le tante Canon, Contax e Leica mi passò tutt'altro che inosservata, sarà stato forse il logo, magari un semplice caso.

In ogni caso poco più di un anno fa tornando a casa di questo amico collezionista andai lì con un occhio più critico e l'occhio mi cadde di nuovo sulla bellissima Rectaflex tristemente messa in mezzo a colleghe meno nobili seppur dignitose. Mi raccontò questo amico della storia di questa macchina e della triste sorte dell'azienda, non mi feci sfuggire l'occasione quando mi propose di esporci un rullo.

Me la lasciò quindi col suo obiettivo Officine Galileo 50mm f/2 (etar?), ci buttai dentro una T-Max 400 e le 36 pose finirono in poco più di un paio di giorni. Diedi incoscientemente in pasto il mio rullo esposto a Photosì, ma nonostante tutto il risultato non fu disastroso, ovviamente erano evidenti in alcuni scatti errori di imperizia ma rimasi stupito della qualità ottica di quelle lenti tutte italiane e della raffinatezza e semplicità meccanica di quella macchina, sempre nostrana, che dopo quasi 70 anni non ha mancato un colpo.

Certamente pur essendo una macchina all'avanguardia nella sua epoca e fin troppo ardita per il contesto in cui era stata sviluppata si vedono molti appigli al passato, si veda il dorso removibile assieme al fondello invece che a sportello (comunque spesso utilizzato anche nel decennio successivo) e le manopoline di avanzamento del fotogramma e riavvolgimento zigrinate molto simili ad apparecchi più datati.

Che dire, di certo non è una macchina da uscita domenicale, è sicuramente da ammirare ma anche un apparecchio su cui ragionare ogni minimo dettaglio da quando si posa l'occhio nell'oculare fino allo scatto.

Alla fine del tutto dovetti giustamente riconsegnare la vecchia gloria al legittimo proprietario, fu da una parte un sollievo, portarsi appresso una macchina di quel valore non essendone il proprietario era un fardello non indifferente, dall'altra un probabile e triste "arrivederci", so che un giorno avrò modo di averla di nuovo tra le mie mani e magari sempre con più consapevolezza godermela appieno.



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Messaggioda graic » 14/03/2017, 9:24

Non vorrei sembrare troppo pessimista ma il titolo del post di Elmar Lang mi sembra troppo ottimista
1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

fa pensare che questo "primato" ce lo abbiamo da settant'anni in realtà lo abbiamo avuto per un poco e lo abbiamo perduto da più di sessanta.



Ovviamente comprendo benissimo quello che E.L. voleva dire, ma quello che intendevo era rammaricarmi del fatto che come al solito la pigrizia mentale (e, diciamolo, il braccino corto) degli imprenditori Italiani non riesce a stare dietro all'intelligenza e a volte al genio dei tecnici italiani.


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda Elmar Lang » 14/03/2017, 14:14

Beh, nel caso della reflex a pentaprisma, il primato non si perde: la Rectaflex fu presentata nel '47 (pur con un tipo di prisma diverso da quello poi utilizzato in serie) e gli altri, VEB Zeiss Ikon subito a seguire, vennero dopo.

Quello che andò perduto, anche per scarso coraggio imprenditoriale di settore (giusto per semplificare), fu un'ottima chance di conquistare un ruolo leader nell'industria foto-ottica.

Reflex a parte, la nostra industria ottica, produsse numerose fotocamere assolutamente innovative, quali le Ducati, le ISO (Standard, Reporter, Duplex), le GaMi di Galileo, la Janua (di cui abbiamo parlato in altra discussione), la Gamma e financo la umile, friulana Sonne e tante altre, illustri e meschine.
Quelle a telemetro, poi, spesso relegate nell'immeritato spazio delle "copie Leica", quando spesso gli unici legami con la storica fotocamera tedesca furono il fatto di avere la messa a fuoco appunto a telemetro e l'otturatore a tendina, però adottando soluzioni funzionali e tecniche differenti o anticipatrici di scelte adottate ben successivamente dall'azienda tedesca.

Tornando alla Rectaflex, l'ordine di cessarne la produzione (limitandosi poi ad assemblare il possibile con la componentistica esistente) arrivò proprio allorché l'apparecchio era ormai giunto ad un'altissima affidabilità e perfezionamento.

Interessante, il contributo di F994 sull'uso pratico di una Rectaflex e le impressioni riportate. E' comprensibile l'ansia nell'usare un apparecchio non proprio, per di più se conservato in una collezione.

E.L.


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Re: 1947-2017: settant'anni d'un primato Italiano

Messaggioda F994 » 25/03/2017, 12:25

IMG_20170325_122319.jpg


Piccolo aggiornamento, ne sono rientrato in possesso a tempo purtroppo determinato. Vi terrò aggiornati





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