Alyssia Monks

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Re: Alyssia Monks

Messaggioda Silverprint » 14/07/2012, 17:05

:D Nicola! Grazie per i complimenti O.T.! :D


Io mi diverto a, anzi adoro proprio (perversioni...) rimescolare le carte (fa sempre bene, imho)... porta pazienza e perdonami se puoi... :ymdevil: :D

Quello che volevo provare a fare è separare il piano del giudizio personale da termini che chiamano l'assoluto. Vale a dire che va benissimo avere una cattiva opinione o provare persino disgusto per gli iperrealisti, ma che forse sarebbe meglio evitare di usare come metro di giudizio la categoria ARTE. Insomma, non si va da nessuna parte a forza di "questa è ARTE, questa NON è ARTE", il paradosso vorrebbe mettere l'accento su questa improduttiva battaglia linguistica e ridare dignità al giudizio personale! Purtroppo anche personalizzare la categoria "questo, per me è/non è ARTE, non aiuta... anzi, sposta la discussione a livello di vocabolario.
Normalmente quando si sente usare la parola ARTE (maiuscolo) si esce dall'onestissimo e rispettabilissimo, giustamente sacrosanto, ma opinabile giudizio personale cercando di richiamare un qualcosa che dovrebbe essere più grande e meno opinabile, ma così facendo si ammette l'inferiorità del giudizio personale rispetto ad una categoria astratta (non mi piace!) e per di più si casca in errore, sia dal punto di vista metodologico che storico.
Si casca in errore ogni qual volta si vuole usare la parola ARTE per delimitarne i suoi confini. In altri termini e portando il tuo esempio, chissà per quanti a suo tempo le opere di Mirò NON saranno state ARTE?
Se poi proprio ci si voglia esercitare nel trovare una definizione di ARTE, valida per tutti e per il futuro, ovvero come categoria bisognerà accettare che essa sia la più inclusiva possibile, vista l'esperienza storica e la, per ora, illimitata umana fantasia... ma una definizione tale alla fine sarebbe inutile :ymdevil:

Lo stesso atteggiamento provocatorio è dietro alla questione che ho posto sulla primogenitura; primogenitura che in effetti è questione assai spinosa nel mondo dell'arte (minuscolo). Insomma tante volte il "remake" è meglio dell'originale (o almeno molti possono ritenerlo tale)... come la mettiamo? Vale più l'idea in sé o il saperla realizzare bene?

Ritornando allo specifico dell'iperrealismo, un cattivo tecnico fotografico (perché per fare molta della roba del genere la fotografia bisogna masticarla proprio bene), che fosse assai bravo col pennello cosa dovrebbe fare? Essere obbligato per legge ad imparare la tecnica fotografica? :ymdevil:

Il discorso è divertentissimo se penso alla prospettiva storicamente ribaltata! Un tempo erano i pittori che dicevano ai fotografi, "se non sai dipingere lascia perdere..." =)) =))


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Re: Alyssia Monks

Messaggioda Silverprint » 14/07/2012, 17:17

Tornando a Mirò e Close (giudizi personali, l'arte non c'entra)...
Mirò lo detesto da quando ho messo a confronto gli schizzi con le opere, ci sono rimasto malissimo. Trovo poco interessanti un po' tutti gli astrattisti classici, quelli con Mondrian come riferimento per la modalità realizzativa (sintesi). Lo trovo un esercizio di stile un po' vuoto. Preferisco l'informale che si svincola finalmente dal riferimento al reale (Mirò lo fa solo in apparenza, vedere gli schizzi). Close, che ci posso fare, dal vivo, molte opere mi hanno colpito e NON perché ha abili mani.


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Re: Alyssia Monks

Messaggioda franny71 » 14/07/2012, 18:15

io non ci capisco na mazza di Arte, quella con la A maiuscola, nè tantomeno conosco i nomi citati da voi, tranne Mirò, di cui ho visto qualcosa a Barcellona al Palazzo Reale (se é quello di cui parlate poi)...
con la mia cultura da terza media posso solo dirvi che io mi emoziono di fronte a cose che magari voi ritenete orride, però ci provo di continuo a girare per mostre, anche di autori sconosciuti.
anche io ho conosciuto Andrea qui su Analogica, ho visto le sue opere sempre grazie al blog, alcune mi entusiasmano, altre mi emozionano ed altre ancora non le capisco...
ho sempre avuto il culto del bello, ma non ho stereotipi da seguire, seguo solo il mio istinto.
tornando alle origini, l'immagine di apertura mi ha stupito, ma non emozionato.
PS
se non mi avete capito, pazienza, spesso capita anche a me....


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Messaggioda mjrndr » 14/07/2012, 18:17

'un me piasce... Preferisco i CCR

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Messaggioda mjrndr » 14/07/2012, 18:19

mjrndr ha scritto:SRV 'un me piasce tanto ... Preferisco i CCR

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Re: Alyssia Monks

Messaggioda Silverprint » 14/07/2012, 18:29

Nicola, non dubito che quando tu scrivi ARTE ti riferisci a qualcosa di nobile (per sintetizzare al massimo), ma è proprio l'uso delle categorie che a me non quadra. Preferisco e trovo assai più rispettabile, la presa di posizione personale, su qualunque presupposto essa si basi, colto o volgare mi è (da un certo punto di vista) indifferente, rispetto le opinioni (che poi io adori fare il confutatore, è vizio caratteriale, ma confutare è rispetto :p ).

Per il paragone Mirò-Mondrian mi riferisco solo alla modalità realizzativa, ovvero nelle opere di entrambi il segno è as-tratto dal reale attraverso un opera di sintesi estrema, niente altro. Ovvio che lo stile sia molto diverso così come quello che eventualmente le opere trasmettono. Mondrian dichiara sempre l'origine dei suoi quadri, se non altro nei titoli, Mirò non lo dichiara, ma la base la si ritrova negli schizzi. È l'operazione in sé che a me interessa poco e di riflesso poca reazione suscita (né emozione, né meraviglia).

Riguardo la distinzione meraviglia-emozione è interessante (e penso di capire cosa intendi). Difficile da spiegarsi però. Un riferimento potrebbe essere la parola manierismo da associare a meraviglia, o anche ammirazione da intendersi riferita all'abilità dell'esecuzione (virtuosismo), ma questa è la metà "facile" è il resto emozione-empatia che è poco definibile (per me almeno).
Comunque per entrambi i concetti trovo che quando si voglia applicarli ad un oggetto concreto si vada nel soggettivo (bene), ma in questo relativismo non vorrei essere sotto la nefasta influenza del pubblico visto che le mie opere suscitano le reazioni più diverse, da chi proprio non riesce a vederci nulla (neanche il virtuosismo tecnico) a chi passa "ore" davanti ad ogni singola immagine in un lago di lacrime e sospiri e tutte le vie di mezzo... :-\

@Franco... eh... il bello. Che sarà mai? È un altra di quelle parole maledette che toglierei dal vocabolario! Ha anch'essa il vizio di sfuggire dalle persone e volare troppo alto ;)


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Re: Alyssia Monks

Messaggioda franny71 » 14/07/2012, 18:33

il bello è quella cosa "soggettiva" che ti trasmette un' emozione positiva...
almeno per me.
questa è la frase più sintetica che trova il mio cervello per definire il bello.


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Re: Alyssia Monks

Messaggioda Silverprint » 14/07/2012, 18:38

Ottima Franco...

Il "bello" a me preoccupa (seriamente) quando non è soggettivo, ma culturale. Vedi l'uso di un certo tipo di corpi e la loro età in pubblicità (e conseguenze sociali devastanti) e altri infiniti terribili esempi.

Un bello autenticamente soggettivo (fieramente incondivisibile) è una nobile aspirazione, ma tanto occorre lasciarsi alle spalle!


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