Analogico e scanner

Discussioni sugli scanner per l'acquisizione digitale dei rullini fotografici

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Re: Analogico e scanner

Messaggioda davidpn » 27/03/2018, 16:12

chromemax ha scritto:Non ho ancora trovato nessuno che mi spighi in maniera convincente del perché si dovrebbe stampare a contatto un Pictorico


mi riferivo alla stampa a contatto di un negativo di grosse dimensioni, per esempio un 8x10, ovvero una situazione nella quale tra la carta e il negativo non c'è nessun elemento ottico, cosa che invece, in misure diverse, troviamo sia nel caso di proiezione del negativo da un ingranditore, che di acquisizione tramite uno scanner. che poi questo o quel sistema abbiano potenzialità diverse non lo metto in discussione.

ad ogni modo, mi sembra di intendere che il tasto del procedimento ibrido sia abbastanza sensibile, ma non ho bandiere e battaglie da portare avanti e procedo di volta in volta secondo il sistema che trovo più efficiente per quel che mi interessa fare, quindi nessun problema : )



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Re: Analogico e scanner

Messaggioda davidpn » 27/03/2018, 16:26

-Sandro- ha scritto:
davidpn ha scritto:
Volendo fare i puristi a oltranza, e di nuovo in linea puramente teorica.


Volendo fare i puristi ad oltranza, ed in linea totalmente pratica, c'è da fare solo una cosa: dello stesso negativo colore far fare una stampa totalmente tradizionale (ingranditore e sviluppo RA4) e poi affidarla alla scansione (fatta da sé o dal laboratorio) e farla stampare in digitale.

Il raffronto delle due stampe fornirà validi ed inoppugnabili elementi di giudizio, tutto il resto, ma proprio tutto, è soltanto aria fritta.


non penso di aver detto questo, e ho fatto stampare parecchi negativi con il procedimento tradizionale. il percorso è già imboccato e non ho alcuna ragione per cambiarlo, e difatti non era questo il punto di quanto dicevo nel commento. molto banalmente, vedevo molta attenzione alla "regola d'arte" nel procedimento di stampa tradizionale, e non c'è nulla di discutere, e una certa sufficienza nel considerare quello di digitalizzazione del negativo, come fosse un processo semplice dove basta premere un bottone e quel che arriva arriva.

il confronto tra i due non era quindi meglio questo meglio quello, a ognuno il suo. era un rimarcare il fatto che come ci possono essere stampe tradizionali fatte da cani, lo stesso può valere per una scansione, perché entrambe passano attraverso l'intervento di un operatore umano.



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Re: Analogico e scanner

Messaggioda Chimico88 » 05/04/2018, 9:26

Alessandro_Roma ha scritto:Ciao a tutti,
questa domanda a dire il vero l'ho già posta in un altro contesto, ma decisamente diverso... Facebook e l'esito è stato disastroso, nel senso che, vuoi perché posso aver scritto male io, vuoi che possono aver capito male gli altri, fatto sta che invece che aiutarmi a capire, si è scatenato un inutile putiferio
Spero che qui non succeda, perché non ho intenzione di criticare, ma come già detto, vorrei capire

Il tema è lo scanner legato alla fotografia analogica, che è un qualcosa che io non riesco a capire.

Parto da un assunto, tanto per fare gli accademici (forse inutilmente) e cioè che ciò che è analogico, resta tale fino a quando non diventa digitale. Detto questo, vi chiedo di spiegarmi che senso ha usare lo scanner per scannerizzare negativi, invece che stamparli sotto l'ingranditore.
Secondo me, ripeto secondo me, quello che nasce analogico tale dovrebbe restare e dire di scattare in analogico per fermarsi al rullino credo sia una mezza fotografia
Proverei a definirlo un processo ibrido, che fonde due tecnologie che, in teoria, sono una l'opposto dell'altra.

Non voglio criticare chi scannerizza, vi prego non alziamo un polverone che non avrebbe senso, piuttosto vorrei capire a cosa porta questo passaggio. Sicuramente costa molto meno che stampare, sicuramente ci vuole molto meno tempo che stampare, sicuramente ci vuole molto meno spazio che stampare
Ma la domanda che mi continua a ronzare in testa è... ma se il tuo fine è digitale, perché non usare una modernissima D850 o quel che l'è e partire subito da digitale? La scansione, per quanto perfetta, non introduce degli artefatti? Insomma, non voglio tirare in ballo i miei trascorsi universitari, ma per digitalizzare devi passare per una frequenza di campionamento ed un convertitore ADC, che sono tutti passaggi che introducono una perdita...

Sono ben consapevole che la stampa non è altro che una istanza del negativo e che al cambio di un parametro, ad esempio da carta politenata a baritata, si ha completamente un'altra immagine, ma "almeno" si resta nei processi propri della tecnologia.

Ripeto, io ho una visione parziale della cosa, è un mio limite che non mi permette di capire cosa c'è dall'altra parte del muro.

Grazie a tutti per le vostre risposte

Io iniziai a sviluppare rullini e non avendo all’ inizio tutta L’ attrezzatura ( ingranditore e carta ) vedevo il risultato portando le mie pellicole al fotografo che col minilab me le stampava. È vero che passa per il digitale ma se la risoluzione dello scanner è maggiore della grana che il negativo tira fuori allora non ci si accorge che la stampa è digitale dal punto di vista della granulosità della foto e questo consente a chi non ha modo di stampare di vedere se almeno è stato corretto lo sviluppo dei negativi ! Potrebbe essere un metodo veloce ed economico per fare i provini ad esempio !


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Re: Analogico e scanner

Messaggioda Framane » 05/04/2018, 10:39

purtroppo non è così semplice, lo scanner recupera dei dettagli nelle ombre che difficilmente riuscirai a mettere su carta attraverso l'ingranditore, di contro fatica a bucare le pellicole con i supporti tosti (tipo la Delta 3200 :wall: ).
Vale sempre il detto secondo il quale un negativo adatto alla stampa può essere scansionato con successo ma non il contrario!
Se si potesse valutare i negativi dallo scanner avremmo già smesso tutti di fare i provini a contatto da un pezzo ;)



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Re: Analogico e scanner

Messaggioda davidpn » 05/04/2018, 11:54

Alessandro_Roma ha scritto:Parto da un assunto, tanto per fare gli accademici (forse inutilmente) e cioè che ciò che è analogico, resta tale fino a quando non diventa digitale. Detto questo, vi chiedo di spiegarmi che senso ha usare lo scanner per scannerizzare negativi, invece che stamparli sotto l'ingranditore.
Secondo me, ripeto secondo me, quello che nasce analogico tale dovrebbe restare e dire di scattare in analogico per fermarsi al rullino credo sia una mezza fotografia
Proverei a definirlo un processo ibrido, che fonde due tecnologie che, in teoria, sono una l'opposto dell'altra.

Non voglio criticare chi scannerizza, vi prego non alziamo un polverone che non avrebbe senso, piuttosto vorrei capire a cosa porta questo passaggio. Sicuramente costa molto meno che stampare, sicuramente ci vuole molto meno tempo che stampare, sicuramente ci vuole molto meno spazio che stampare
Ma la domanda che mi continua a ronzare in testa è... ma se il tuo fine è digitale, perché non usare una modernissima D850 o quel che l'è e partire subito da digitale? La scansione, per quanto perfetta, non introduce degli artefatti? Insomma, non voglio tirare in ballo i miei trascorsi universitari, ma per digitalizzare devi passare per una frequenza di campionamento ed un convertitore ADC, che sono tutti passaggi che introducono una perdita...


se si limitasse il discorso al bianco e nero anche io penderei per un procedimento interamente analogico, anche se devo dire che almeno in parte ciò sarebbe dovuto alla mia assoluta ignoranza in fatto di stampa digitale bn. non ne conosco le potenzialità e quindi non mi pronuncio.

se però pensiamo al colore, il discorso cambia perché ci sono altri fattori da tenere a mente. per esempio per me incide molto la maggiore disponibilità di supporti per la stampa inkjet, e aldilà delle problematiche relative al procedimento, io per dirne una amo molto le photorag hahnemhule che non hanno, che io sappia, un corrispondente tra le carte "vere".

oltretutto, il discorso secondo il quale tanto varrebbe scattare in digitale dal principio regge fino a un certo punto. potrebbe essere che io sia negato per quel che riguarda la post produzione, ad ogni modo ho sempre faticato ad ottenere in digitale quel particolare tipo di resa che si ha sovraesponendo generosamente una negativa colore come per esempio la portra 400. Riesco facilmente ad ottenere una gamma abbastanza estesa, esponendo per le alte luci con il digitale, ed aprendo le ombre in seguito, ma a livello di mezzi toni quelli della portra hanno immancabilmente una spinta maggiore, li vedo più luminosi e brillanti. Che si tratti di incapacità mia o di virtù intrinseche del supporto non so dirlo con certezza, ma di sicuro mi riesce molto più semplice ottenere quel risultato con la pellicola che con il digitale.

fosse il primo caso, incapacità mia, allora dovrei contrapporre l'eventuale mia pigrizia al costo maggiore del lavorare in pellicola, ma dobbiamo aggiungere a tutto questo la possibilità di avere un supporto fisico archiviato, e non una semplice sequenza di numeri, fatto che mi risparmia a priori l'imbarazzo del dovermi porre quella domanda.





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