Approccio alla stampa

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Approccio alla stampa

Messaggioda guarrellam » 21/02/2011, 19:33

Ciao a tutti,stavo cercando un'approccio alla stampa,più metodico.
Tempo fà,sentivo parlare del trovare in stampa il "giusto" bianco,
passando poi a trovare il contrasto,cambiando i filtri.
Che nè pensate?Esistono metodi alternativi?


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda etrusco » 21/02/2011, 23:13

Ciao,
si, esistono metodi o meglio approcci più scientifici alla stampa, io non li chiamerei alternativi, anzi....i metodi "alternativi" sono quelli casuali ovvero "provo, poi riprovo e infine penso che sia giusto"... :-)

Detto ciò non è semplice in poche parole cercare di spiegare quali siano le tecniche più metodiche per arrivare ad una stampa di qualità.

Posso provare a darti qualche consiglio, considerando che anche io sto cercando un mio "METODO" meno casuale e più sistematico.

1 - Studiare, tanto.... in CO non si improvvisa, o meglio si può improvvisare ma i risultati sarebbero sicuramente mediocri
2 - Esponi per le luci e controlla le ombre con il contrasto

Questa seconda frase sembra banale, però ti assicuro che non lo è. E' come la più famosa frase "esponi per le ombre e sviluppa per le alte luci", dietro a questa frase c'è praticamente un mondo (sistema zonale, sensitometria, esposizione, previsualizzazione)

Invece nella frase "Esponi per le luci e controlla le ombre con il contrasto" si racchiude tutta la filosofia legata ad una stampa di qualità, con metodi e le tecniche moderne, legate soprattutto al controllo delle ombre attraverso il controllo del contrasto e scelta dei giusti tempi per il controllo delle alte luci.

Come fare per controllare le ombre con il contrasto?

- Iniziare ad usare una scala dei tempi logaritmica (f/stop) e non lineare come si fa di solito
- iniziare a prendere pratica con tecniche quali la stampa "split grade"
- iniziare a ragionare in termini di sensitometria anche applicata alla stampa (non solo al negativo) quindi alla carta che si utilizza
- iniziare a comprendere come reagisce la carta a contrasto variabile usando i filtri dicroici dell'ingranditore (o i filtri classici)

Ad esempio, non sapevo che usando la scala dei tempi logaritmica (f/stop) esiste una correlazione tra aumento del tempo di esposizione e relativo contrasto, per cui ad ogni incremento di 1/3 di stop corrisponde un incremento di 1/2 di gradazione del contrasto ovvero:

18'' -> gradazione 2
18'' + 1/3 stop -> gradazione 2 1/2
18'' + 2/3 stop -> gradazione 3

e cosi via... tale ragionamento vale solo per le ombre.

In questo modo se fai un provino a scalare usando sempre 1/3 di stop avrai la possibilità di valutare anche come la carta reagisce nelle ombre in termini di contrasto e quindi scegliere il tempo migliore ed il contrasto migliore.

Insomma la possibilità di rendere meno casuale le nostre sessioni in CO c'è, esiste ed è stata non solo documentata ma anche scritta ed applicata......

Ultima cosa, rendere meno casuale la sessione in CO è un obiettivo che a mio avviso tutti dovrebbero cercare di raggiungere, per evitare sprechi e per ottenere stampe di qualità.
Però non cerchiamo di banalizzare troppo con la teoria una passione che è fatta anche di amore, errori e poesia, altrimenti ci conviene riprendere in mano photoshop....

Ciao


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda guarrellam » 22/02/2011, 18:08

provino a scalare usando sempre 1/3 di stop ............

Ma come faccio ad impostare,1/3 di stop,sull'obiettivo dell'ingranditore,Etrusco?


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda etrusco » 22/02/2011, 19:42

Quando parlo di 1/3 di stop mi riferisco ai tempi non all'obiettivo.....per l'obiettivo devi scegliere un diaframma ed usare quello (f/8 o f/11)

La tabella dei tempi in f/stop la trovi a questo link: http://www.waybeyondmonochrome.com/WBM2 ... ureEd2.pdf ....... pagina 26


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda Emanuele » 24/02/2011, 10:49

Piccolo intervento per illustrare il mio modo normale di lavoro, assolutamente meno metodico e non alternativo alle cose giustissime scritte da Etrusco; ma, in compenso, molto pratico, secondo me. ;)

Mi servo di un esposimetro da camera oscura (un Paterson), ma non con la lettura media suggerita dalle istruzioni (a cosa servono le sofisticate letture multizonali, a media ponderata, etc. delle fotocamere, se poi torniamo alla lettura media in fase di stampa?). Preferisco piuttosto individuare una zona del fotogramma che ritengo essere rappresentativa del grigio medio (o zona V), ed ivi fare la lettura, con l'esposimetro opportunamente calibrato per il tipo di carta adoperato. Scelgo quindi il filtro di contrasto ad occhio, sulla base del provino. Il procedimento, in genere, funziona bene ed è rapido; naturalmente, una volta trovata la corretta combinazione tempo/diaframma/contrasto, per i successivi fotogrammi è di norma sufficiente un'analisi comparata ad occhio del provino, ricorro all'esposimetro solo per i casi più difficili.
Il sistema va bene anche per decidere delle mascherature o bruciature da fare, generalmente sugli ingrandimenti; in questo caso, procedo ad una lettura delle singole zone critiche del fotogramma.
E' naturale che non sempre è possibile individuare l'area di grigio medio; allora, procedo al classico provino scalare.


"C'è differenza tra una bella ed una buona fotografia. La prima risponde all'estetica, la seconda risponde alla realtà, al racconto veritiero di una storia, scolpita nella lingua della vita e non solo nella forma".
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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda maxnumero1 » 24/02/2011, 21:31

vorrei rispondere e chiedere una cosa,ma ho paura di fare brutta figura,è un discorso molto complesso x me,dovrei stare zitto e continuare a leggere la discussione,ma non ce la faccio
come fate a trovare il grigio medio,in un negativo?
come si usa un'esposimetro da camera oscura?



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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda etrusco » 24/02/2011, 22:12

Per trovare il grigio medio ci sono vari modi, forse parlare di grigio medio non è neanche correttissimo, sarebbe più corretto parlare di densità...
Per cui l'ideale sarebbe l'utilizzo di un densitometro, atto a misurare la densità effettiva del negativo e verificare quale zona corrisponda al grigio medio ossia alla zona V.

Esistono poi dei metodi alternativi, ad esempio c'è la possibilità di analizzare la densità di un negativo usando delle apposite mascherine graduate che consentono di individuare la densità minima e massima di un negativo e comprendere quindi quella che è la reale densità o curva caratteristica, ti consiglio questi link:
http://www.stouffer.net/Reflection.htm
http://www.stouffer.net/Photo.htm#Trans ... Projection

Ultimo metodo è "l'occhio" ossia provare e servirsci della famosa scala tonale divisa in 11 zone di Ansel Adams e verificare quale zone della stampa corrisponde alla zona V.


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda Emanuele » 24/02/2011, 22:21

No, nessun problema, sono domande che ci siamo fatti tutti, all'inizio, e spesso anche ora. ;)

Il grigio medio è, per definizione, la gradazione corrispondente al cartoncino grigio al 18% della Kodak (che non ho, sia chiaro), corrispondente alla zona V del sistema zonale di Adams. Ti allego una pagina tratta da un articolo sull'argomento, per capire visivamente di cosa si tratta. Una volta chiaro il concetto, puoi esercitarti a trovare l'area di grigio medio (densità media, nel colore) sia in fase di ripresa che durante la stampa. Tieni conto che gli esposimetri delle macchine fotografiche sono calibrati per dare una risposta media corrispondente al grigio medio.

L'esposimetro da camera oscura è concettualmente simile ad un normale esposimetro esterno. Il mio (allego la foto) è provvisto di una ghiera graduata, solidale con una feritoia a sezione variabile in corrispondenza della fotocellula, che ti indica il giusto tempo di esposizione, una volta calibrato l'esposimetro per quel tipo di carta. Può essere usato a lettura media, ed in questo caso bisogna porre davanti all'obiettivo dell'ingranditore una maschera traslucida; oppure come lettura spot, cosa che preferisco. Esattamente come le moderne macchine fotografiche.
Allegati
RP Sistema Zonale pag. 6.pdf
(231.69 KiB) Scaricato 52 volte
Esposimetro Paterson.JPG


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda Emanuele » 25/02/2011, 12:41

etrusco ha scritto: l'ideale sarebbe l'utilizzo di un densitometro, atto a misurare la densità effettiva del negativo e verificare quale zona corrisponda al grigio medio ossia alla zona V.

Esistono poi dei metodi alternativi, ad esempio c'è la possibilità di analizzare la densità di un negativo usando delle apposite mascherine graduate che consentono di individuare la densità minima e massima di un negativo e comprendere quindi quella che è la reale densità o curva caratteristica, ti consiglio questi link:


Attenzione, però: in questa maniera individuiamo le aree di grigio medio sul negativo, che sono corrette se corretta è l'esposizione. Ma se il fotogramma risulta sovra o sottoesposto, l'indicazione può essere fuorviante. In questo caso, allora, io analizzo il provino ad occhio per prefigurarmi il risultato corretto, cercando di capire quale area dovrà cadere in zona V nella stampa finale. E' un sistema empirico, ma con un po' di esperienza, e qualche errore, si acquista l'occhio. Eppoi, se un sistema è troppo perfetto, che gusto c'è? Tanto vale andare sul digitale. 8-)


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Re: Approccio alla stampa

Messaggioda maxnumero1 » 25/02/2011, 13:02

una cosa,non capisco,
a cosa vi servono le zone numerate di Ansel Adams?
quando vi siete resi conto che il grigio corrisponde alla zona v,cosa fate?





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