Bergger PMK

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ammazzafotoni
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Bergger PMK

Messaggioda ammazzafotoni » 27/11/2015, 18:03

Ciao

Ho scoperto poco fa sulla pagina FB della Bergger (di cui oggi ho preso il primo pacco di carta ) che producono un prodotto, il PMK, che, se ho capito bene, ingiallisce selettivamente la pellicola favorendo l'abbassamento (?) del contrasto in stampa.
Qualcuno l'ha provato?
Cosa e come lo fa, praticamente?



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chromemax
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Re: Bergger PMK

Messaggioda chromemax » 27/11/2015, 19:09

Il PMK, e praticamente tutti gli altri sviluppi che usano pirogallolo o catecolo, rientra in quella categoria di sviluppi definiti come staining/tanning (non saprei come tradurre con una sola parola l'inglese staining... "macchianti", "mascheranti"? :-o ).
Questi tipi di sviluppo producono una colorazione della gelatina in maniera proporzionale al grado di ossidazione, quindi più pronunciata nelle alteluci, meno nelle zone d'ombra. La colorazione in genere è giallo/bruna per il pirogallolo e giallo/verde per il catecolo. Inoltre hanno un effetto indurente sulla gelatina sempre in funzione al grado di ossidazione (e quindi di annerimento) che crea una sorta di effetto bordo tra le aree di diverso annerimento, che aumenta l'acutanza (controluce si nota bene il rilievo della gelatina che "disegna" l'immagine del negativo).
La colorazione (stain) produce una densità che va a sommarsi a quellaprodotta dall'argento metallico.
La colorazione (stain), al contrario dell'argento metallico, non è completamente opaca alla luce, per cui con questi sviluppi si ha un'eccellente tenuta delle alteluci, che tendono a non tapparsi. A questa caratteristica si aggiunge anche un effetto di abbassamento di contrasto soprattutto sulle alteluci (molto leggero in verità) dovuto alla colorazione giallognola più presente nelle aree scure del negativo. Oggettivamente i toni medio-chiari e le alteluci hanno una resa percettibilmente diversa in stampa rispetto ai negativi trattati con sviluppi tradizionali.
Il tanning (indurimento della gelatina) crea un aumento della acutanza (definizione apparente) che in qualche caso potrebbe rivelarsi eccessivo e sgradevole, soprattutto nei forti ingrandimenti.
Questa serie di sviluppi generano una grana bella grossa e brutta, anche se la colorazione, che va a coprire gli interstizi tra un granulo e l'altro, tende a diminuire in maniera sensibile la grana nelle alteluci (si ha una stampa a "grana variabile" un po' come nel colore).
La grana evidente è il motivo pricipale che relega questi sviluppi alle pellicole di formato medio/grande.
[edit] non ho mai usato il PMK.



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Re: Bergger PMK

Messaggioda ammazzafotoni » 28/11/2015, 13:31

Grazie mille Cromemax!
Magari forse questo PMK non ha l'indurente...



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chromemax
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Re: Bergger PMK

Messaggioda chromemax » 28/11/2015, 17:19

L'effetto "indurente" è una sorta di mordenzatura della gelatina causata dai prodotti di ossidazione del pirogallolo e del catecolo (e in misura minore anche dall'idrochinone, parente stretto del pirogallolo), quindi l'indurente non è aggiunto allo sviluppo ma è una caratteristica intrinseca di questi sviluppi.
Il PMK, il cui nome sta per Pyro-Metol-Kodalk (pirogallolo, metolo, sodio metaborato) è stato formulato da Gordon Hutchings dopo quasi vent'anni di sperimentazione e ha dato di fatto l'avvio alla riscoperta degli sviluppi tanning/stain, che erano stati dimenticati per quasi tre quarti di secolo, con un fiorire di nuove e vecchie formulazioni (PMK, Pyrocat-HD, ABC, Rollo-pyro, WD2D, tanol, perscisol, ecc, ecc.)
La formula del PMK è libera e si può miscelare a casa da chimici sfusi. E' anche commercializzato da varie ditte (tra cui anche la Bergger) per chi non vuole avere a che fare con le "polverine".



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Re: Bergger PMK

Messaggioda guazzora » 29/11/2015, 17:47

Welà chromemax (di cui continuo ad ingorarne il nome), io utilizzo a spot gli sviluppi al pirogallolo ed alla pirocatechina, il primo per il paesaggio, il secondo sinceramente non so più dove vada utilizzato... coma, mi interessa principalmente il pirogallolo. Allo scopo di contenerne la micidiale reazione in fase di miscelazione delle componenti, che lo rende estremamente sensibile alla temperatura, io ci metto un cicinin di Metolo. Una dose minima, che però lo contiene, ed inoltre rende i negativi più "normali" in termini di colorazione. Dopo tutti questi anni però mi sono rotto di continuare a prepararmi il pyro, quindi è un po' che sto pensando di provare il PMK. Tu qui però dici che fa la grana evidente, e variabile, ..... è così evidente ? Se così fosse allora questo PMK non sarebbe tanto adatto al paesaggio ... ???



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Re: Bergger PMK

Messaggioda ammazzafotoni » 30/11/2015, 9:08

chromemax ha scritto:L'effetto "indurente" è una sorta di mordenzatura della gelatina causata dai prodotti di ossidazione del pirogallolo e del catecolo (e in misura minore anche dall'idrochinone, parente stretto del pirogallolo), quindi l'indurente non è aggiunto allo sviluppo ma è una caratteristica intrinseca di questi sviluppi.
Il PMK, il cui nome sta per Pyro-Metol-Kodalk (pirogallolo, metolo, sodio metaborato) è stato formulato da Gordon Hutchings dopo quasi vent'anni di sperimentazione e ha dato di fatto l'avvio alla riscoperta degli sviluppi tanning/stain, che erano stati dimenticati per quasi tre quarti di secolo, con un fiorire di nuove e vecchie formulazioni (PMK, Pyrocat-HD, ABC, Rollo-pyro, WD2D, tanol, perscisol, ecc, ecc.)
La formula del PMK è libera e si può miscelare a casa da chimici sfusi. E' anche commercializzato da varie ditte (tra cui anche la Bergger) per chi non vuole avere a che fare con le "polverine".

Continuo a sorprendermi di continuare a sorpendermi di constatare di quanta cultura siano dotati gli utenti di questo forum!
Grazie Cromemax!





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