Capire il sistema zonale

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Capire il sistema zonale

Messaggioda manalog » 21/05/2013, 14:20

Ciao a tutti, vorrei capire sia in teoria che in pratica il funzionamento del sistema zonale di Ansel Adams e capire se e come potrebbe migliorare le mie fotografie in bianco e nero.
Purtroppo non ho trovato su Internet una guida ben fatta che spieghi bene il sistema e al momento non posso permettermi 150€ di libri di Ansel Adams pertanto ho soltanto letto quà e là.
Mi sembra di aver capito che il sistema zonale dice questo:
quando inquadro un oggetto ed espongo mediante l'esposimetro ottengo un grigio medio al 18%, ora se io volessi rendere quell'oggetto veramente bianco, dovrei spostarlo ad esempio in zona X sovresponendo di 5 stop, viceversa se volessi ottenere ad esempio dei grigi più profondi dovrei spostarlo in zona II e così via e questo l'ho capito.
Tuttavia ho delle domande:

Per prima cosa, come faccio ad ottenere zone diverse per diverse parti della foto? Ad esempio avevo trovato su Internet una fotografia fatta seguendo il sistema zonale in cui la panchina era nerissima (diciamo zona I o II) mentre i muri sullo sfondo erano almeno in zona VIII. Come si può ottenere un'esposizione così variegata?

La seconda domanda è: utilizzando un esposimetro non spot (e che quindi espone per tutta la scena) se io volessi ottenere un oggetto nella foto in zona III dovrei andare vicino a quell'oggetto ed esporre per quello? Viceversa come fare con un esposimetro semispot(che ha la Canon FTb)?

Per finire, se io volessi un muro in zona X ce lo posso mettere ma così il resto della foto non sarà tutto esageratamente sovraesposto?

Scusate la mia confusione.



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Re: Capire il sistema zonale

Messaggioda Silverprint » 21/05/2013, 14:44

Bravo Matteo!

Soldi risparmiati! Adams si capiva da solo, e quando si piaceva bastava... :ymdevil: :))

Scherzi a parte, il nocciolo del Sistema Zonale è nel vecchio detto "esponi per le ombre, sviluppa per le luci".

Detto in pillole concentratissime...

Il comportamento delle pellicole al variare del tempo di sviluppo non è lineare: aumentando il tempo di sviluppo le parti che hanno preso più luce si anneriscono molto (moltissimo) più di quelle che hanno ricevuto poca luce, si produce cioè sul negativo un aumento di contrasto, o (è la stessa cosa) una riduzione della latitudine di posa. Viceversa quando si diminuisce il tempo di sviluppo del negativo, si produce una riduzione del contrasto ed un aumento della latitudine di posa.

È possibile sfruttare questo comportamento delle pellicole per adattarle al contrasto della scena ripresa, riducendo lo sviluppo per le scene ad alto contrasto, ed aumentandolo in quelle di contrasto basso.

Il Sistema Zonale fornisce un metodo pratico per valutare il contrasto della scena ed adattarvi il tempo di sviluppo del negativo (in base ai proprio gusti). È necessario fare alcuni esperimenti e test preliminari... Purtroppo sono un po' noiosi e bisogna essere precisi, e molti si arrendono subito :( E un peccato perché i vantaggi sono notevolissimi.


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Re: Capire il sistema zonale

Messaggioda manalog » 21/05/2013, 15:05

Bene, finalmente ho capito cosa significa "esponi per le luci, sviluppa per le ombre"!
Che tipo di esperimenti andrebbe fatto?



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Re: Capire il sistema zonale

Messaggioda Silverprint » 21/05/2013, 15:19

Sei coraggioso e perseverante?

Potresti provare a leggere qui: rivelatore-tri-x-400-lezioni-di-fotografia-t3018.html

È un buon inizio. Faticoso (35 pagine) però...


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Re: Capire il sistema zonale

Messaggioda chromemax » 21/05/2013, 15:39

Manalog, se ci scrivono libri sul SZ è un po' difficile condensare tutto in un forum :)) :)) :))
Il SZ è un sistema di esposizione/sviluppo che razionalizza e quantifica il detto fotografico "esponi per le ombre e sviluppa per le luci".
La base del SZ però è la previsualizzazione: parlare di Zona III o Zona VIII non ha senso se non si ha ben chiaro in mente, cioé previsualizzato, come devono essere sulla stampa questi valori. Per cominciare a previsualizzare può essere utile farsi un regolo zonale (fai una ricerca sul forum e troverai come farlo) e quindi allenarsi a immaginare la realtà che ci circonda come delle stampe in BN. E' un passo importantissimo imho.
Poi il resto è matematica di seconda elementare con un minimo ragionamento dietro.
Zona 0 rappresenta di fatto la base trasparente della pellicola; Zona I il primo annerimento che risulti distinguibile dalla Zona 0. Definita Zona I apro di 1 stop e ho Zona II, di due stop Zona III, ecc.
Dato che l'esposimetro vede (molto all'incirca) tutto come Zona V, se lo punto su un ombra che ho previsualizzato come Zona III otterrò l'esposizione per far diventare quell'ombra Zona V, ma io la voglio più scura di 2 stop (5-3=2), quindi per ottenere quella zona d'ombra come è stata previsualizzata si dovrà chiudere di 2 stop rispetto a quanto letto dell'esposimetro. E questo è anche quello che si suole dire "esporre per le ombre".
Dopo di che si vanno a leggere le parti chiare del soggetto diciamo che sono previsualizzate come Zona VIII. La differenza tra le ombre previsualizzate e le luci previsualizzate è di 5 stop, cioé Zona VIII (8) meno Zona III (3) = 5. Prendendo la lettura esposimetrica delle luci si calcola di quanto è superiore rispetto alla lettura presa sulle ombre (non all'esposizione data cioé la lettura dell'esposimetro meno 2 stop), se la differenza è anch'essa di 5 stop allora il soggetto ha un contrasto normale, il famoso N e si sviluppa per un tempo, precedentemente trovato tramite test, che fa si che la Zona VIII del negativi venga riprodotta in stampa esattamente come noi previsualiziamo la Zona VIII.

illustrazione_sistema_zonale.png


Se accade che la differenza tra le letture esposimetriche delle ombre e delle luci è superiore alla differenza tra le zone previsualizzate allora il soggetto avrà un contrasto alto. Ad esempio se le letture della foto sopra fossero state Zona III 1/125 f2,8 e Zona VIII 1/125 f22, la differenza in diaframmi sarebbe stata di 6 stop, mentre la differenza in zone sarebbe stata sempre di 5 stop, quindi in realtà se si svilupasse normalmente la Zona VIII verrebbe sul negativo come Zona IX; bisogna allora sviluppare un po' di meno (quanto di meno si deve trovare con dei test), in modo da spostare le Zona IX in Zona VIII , quindi togliere una Zona fare cioè uno sviluppo N-1.
Situazione analoga nel caso di un soggetto di basso contrasto, in questo caso Zona III darebbe come lettura 1/125 f4 e Zona VIII 1/125 f 16, con una differenza di 4 stop, Zona VIII meno Zona III dà sempre 5 stop, sviluppando normalmente quella che abbiamo visualizzato come Zona VIII verrebbe sul negativo come Zona VII, quindi bisogna variare lo sviluppo per aggiungere una Zona, quindi uno sviluppo N+1. Se le differenze fossero state più grandi lo sviluppo sarebbe stato N più o meno quanto si devono contrarre o espandere le Zone.
Se si prendono come riferimento delle Zone diverse dalla III e dalla VIII il discorso non cambia; la differenza in stop tra le letture dell'esposimetro deve essere uguale alla differenza tra le Zone per avere un soggetto di contrasto normale: ad esempio Zona II 1/125 f2,8, Zone IX 1/125 f32 differenza in Zone 9-2=7, differenza tra f2,8 e f32 7 stop, in questo caso l'esposizione da dare sarà di 3 stop più chiusa rispetto a quanto letto dall'esposimetro (esposimetro dà zona V, le ombre le voglio in zona II, 5-2=3), quindi sarà sempre 1/125 f8 ma l'esposimetro sarà stato rivolte per leggere delle ombre molto più scure, da Zona II appunto.

Come vedi l'uso di un esposimetro spot è molto utile se si vuole usare il SZ, ma anche con una reflex ci si può avvicinare abbastanza al soggetto per riempire l'area inquadrata solo con quello che ci interessa, oppure scegliere delle aree alternative che abbiano un valore simile, ad esempio in un paesaggio l'ombra di un albero che è fuori dall'inquadratura e vicino a noi può benissimo sostituire l'ombre dell'albero più lonatno che si sta fotografando.
Questo proprio in due paroline veloci veloci, poi non si finisce mai di studiare :)



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Re: Capire il sistema zonale

Messaggioda manalog » 21/05/2013, 19:49

Grazie sei stato molto chiaro :)
Quindi il segreto è quello di esporre per le ombre dopodichè sottoesporre la lettura dell'esposimetro in base alla zona che ho previsualizzato per l'ombra, giusto?
L'esposizione non mi sembra un grande problema, mentre invece lo sviluppo a sistema zonale mi sembra più complesso, più che altro perchè bisognerebbe dedicare un intero rullo ad un solo soggetto... forse sarebbe più applicabile con le pellicole piane.
Domani mi stampo la lezione di Silverprint, spero di capirci qualcosa :)





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