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Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Messaggioda DanieleF » 07/10/2013, 18:11

Ciao a tutti!

Allora: primo post di domande: presumo ce ne saranno molti altri da parte mia: vi chiedo già scusa che farò domande dalle risposte scontate o semplicemente domande stupide, ma presumo sia giustificato da parte di chi è praticamente all'inizio :-)

Allora: vi spiego la mia situazione attuale: io stampo nella mia ENORME camera oscura (1 metro per 1 metro e 10) e ho notato una cosa che mi manda fuori di testa relativamente alla resa della carta fotografica ILFORD. (rulli sviluppati tramite negozio in laboratorio per cui "standard" a seconda di marca e tipo del rullino presumo)

Probabilmente la risposta alla mia domanda è ovvia, ma la faccio lo stesso: in pratica io faccio i classici provini per trovare la corretta esposizione/contrasto con
ILFORD MGIV MULTIGRADE IV RC DELUXE MGD 44M (scatola 10,5X14,8 cm) (perla) codice 93A501
Quando decido che i parametri vanno bene (solitamente per sfinimento ovvero perché non trovo quello che voglio ma non ce la faccio più e il nervoso mi è salito a livelli difficilmente controllabili) stampo su
ILFORD MGIV MULTIGRADE IV RC DEUXE (17,8 X 24 cm) (perla) (non presenta indicazioni MGD 44M) - codice MG4RC44M

Ok: in sostanza il risultato della stampa è SEMPRE diverso da quello del provino. In stampa la carta è molto più "bianca" e il tutto risulta essere molto chiaro (quindi tutte le impostazioni precedentemente trovate non sono assolutamente applicabili a questa nuova carta). In sostanza alla fine butto via la stampa del 28X24 oppure cerco di modificare i tempi di esposizione "casualmente" per cercare di ottenere qualcosa di simile al provino SENZA risultato.

A questo punto ho iniziato a ricavare la carta da provini direttamente dalla 18X24 ma la resa della carta non mi piace: è sempre molto contrastata ovvero i bianchi tendono a rimanere molto bianchi mentre i neri tendono a scurirsi molto.


Secondo voi
1 - è normale che usando le due carte i risultati siano così diversi (a memoria, anni fa stampavo nello stesso modo e i risultati erano praticamente identici tra le due carte...anche se non ricordo se realmente usavo le stesse che uso oggi)
2 - come posso rendere più "stampabile" la carta 18 X 24 senza avere stampe molto contrastate oppure molto molto impastate (se abbasso il contrasto dell'ingranditore)?


Grazie!



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Re: ..::Carte ILFORD: DIVERSA RESA TRA PROVINI E STAMPE::..

Messaggioda Silverprint » 07/10/2013, 18:32

La carta fotografica è un materiale "vivo".
Nel tempo cambia, e non mai proprio uguale neanche da lotto a lotto.

I provini vanno necessariamente fatti sulla carta su cui dopo si stamperà... salvo aver comprato carta dello stesso identico lotto e che questa sia stata conservata nello stesso identico modo dalla produzione all'uso (in pratica mai). :)

Questo spiega le differenze che vedi tra un pacco e l'altro. La carta più nuova è più contrastata, invecchiando si ammorbidisce, e dopo un tot di tempo (estremamente variabile) si vela.

Per scegliere bene esposizione e contrasto prova a seguire queste indicazioni (cop-incollate da un vecchio post...):

Cosa non fare: scegliere una gradazione di contrasto a sentimento, fare un provino a scalare, scegliere un tono che ci garba (cioè esposto decentemente per quella gradazione), esporre, poi a seguire mascherature e bruciature di correzione.... È di fatto come fanno i più. :wall:

Cosa fare: si parte sempre dal provino scalare, molto meglio se fatto su tutta l'immagine e non su una striscetta.

Ci sono tre casi possibili:

A) Il contrasto scelto è troppo basso; B) è troppo alto; C) è giusto... disse Lapalisse! :D

Osservando il provino scalare si presentano in questo modo:

A) Per fare i toni chiari che si desiderano serve meno tempo di quello che occorre per fare i toni scuri, ovvero se col tempo che fa venire bene i toni scuri i toni chiari non sono abbastanza chiari, ovvero se col tempo necessario per ottenere i toni chiari che si desiderano gli scuri non sono abbastanza scuri.
Vuol dire che si sta stampando su carta di contrasto troppo basso. Il contrasto della carta va quindi alzato mettendo un filtro magenta più intenso. Si procede per gradi (rifacendo ogni volta un nuovo provino scalare) fino a quando non si trova un filtro con cui per ottenere i toni scuri desiderati e i toni chiari desiderati serva lo stesso tempo di esposizione.

B) Viceversa. Se per far venire i toni chiari giusti occorre un tempo più lungo di quanto serve ai toni scuri per venire scuri abbastanza vuol dire che si sta stampando su carta di contrasto troppo alto. Si abbassa il contrasto usando filtri magenta meno intensi, o via via filtri gialli sempre più intensi.

C) Il contrasto è giusto! Ovvero per fare i toni chiari e quelli scuri giusti o come ci piacciono (che è lo stesso) occorre lo stesso tempo!


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Re: ..::Carte ILFORD: DIVERSA RESA TRA PROVINI E STAMPE::..

Messaggioda DanieleF » 07/10/2013, 18:44

Grazie.

Probabilmente si tratta proprio di una questione di tempo o meglio di vecchiaia della carta.
In sostanza, a questo punto mi conviene utilizzare sempre la carta da stampa (come avevo iniziato a fare). L'unica cosa mi spaventa è che la carta è più difficile di quella (a questo punto) più vecchia. Intendo proprio a livello di stampa.

Per quanto riguarda invece la questione dell'immagine chiedo questo: io sono un AMANTE delle fotografie "soft" ovvero di quelle stampe molto "delicate" che non presentano troppo contrasto (ma che nello stesso tempo sono ben definite...e qui penso di aver fatto la classica scoperta dell'acqua calda).
Il fatto è che quando cerco di creare io quel tipo di stampa (IGNORANTISSIMAMENTE diminuendo il contrasto) ottengo una pessima stampa tutta grigia senza neri e senza bianchi.
Mi sapete dare un'indicazione almeno "grossolana" su come ottenere la classica "bella stampa" che cerco: proprio a livello macro intendo. O è una domanda del catxzo?
:-)



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Re: ..::Carte ILFORD: DIVERSA RESA TRA PROVINI E STAMPE::..

Messaggioda Silverprint » 07/10/2013, 19:00

Mi sapete dare un'indicazione almeno "grossolana" su come ottenere la classica "bella stampa" che cerco: proprio a livello macro intendo?

Leggi sopra.

Di solito, se le stampe non assomigliano proprio a quel che si vuole, l'errore è di esposizione e trattamento dei negativi. È verosimile che gli sviluppi fatti presso i laboratori commerciali non siano adatti per realizzare stampe "soft, ma definite".


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Re: ..::Carte ILFORD: DIVERSA RESA TRA PROVINI E STAMPE::..

Messaggioda DanieleF » 07/10/2013, 19:17

si si avevo letto :-)

Pensavo ci fosse una sorta di "regola dell'esperienza" che permette di ottenere una sorta di resa "standard" con alcuni accorgimenti.


Comunque proverò ad effettuare tutte le prove del caso e spero di riuscire ad ottenere qualcosa di veramente bello!

A, un particolare che ho tralasciato: non escludo ASSOLUTAMENTE che ci sia un errore di esposizione nello scatto! Anche quello probabilmente conta.


Comunque grazie mille intanto Andrea!




Per quel che riguarda la questione sviluppo rullini la mia è una "fobia" legata al fatto che non scatto tanto come vorrei: facendo un rullo ogni tanto ho il terrore di sbagliare a sviluppare e che, alla fine, non ne venga fuori niente. Sicuramente anche farlo fare ad un laboratorio ha il suo rischio, ma per lo meno è sicuramente (spero) più basso rispetto a quello che ci sarebbe con un mio tentativo...ma con il tempo anche quello è un target da raggiungere



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Messaggioda Nadir.76 » 08/10/2013, 11:27

Scusa, dico la mia anche se mi pare una cosa talmente ovvia che mi pare strano che silverprint non ci abbia pensato (quindi sto verosimilmente dicendo una str******).

Lo sai che stampando lo stesso negativo prima su un foglio 10x15 e poi su un foglio 17x24, nel secondo caso devi aumentare il tempo di esposizione, vero?

Sennò ti verrà per forza tutto chiaro .....

La stessa quantità di luce si "espande" su una superficie maggiore (detto in maniera molto poco scientifica), quindi .... ci vuole un maggiore tempo di esposizione! in rete (e mi pare anche qui su analogica) c'è anche una tabella di "adeguamento" dei tempi in funzione del formato utilizzato, anche se va utilizzata con cautela (visto che possono subentrare variazioni anche per il difetto di reciprocità ed altre amenità)

Quello che dovrebbe rimanere uguale (salvo le medesima amenità di cui sopra) è il "rapporto" tra tempo disposizione e mascherature / bruciature. Voglio dire, se su una stampa 10x15 stabilisci un tempo di esposizione di 10s e un tempo per ottenere una certa bruciatura di tuo gusto su una parte della foto di 2s, lo stesso rapporto tra tempo di esposizione di tutto il fotogramma e tempo della parte da "bruciare" dovrà essere utilizzato anche stampando il formato maggiore (una volta individuato il tempo di esposizione corretto per quest'ultimo).

Facci sapere, Nadir :D



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Messaggioda DanieleF » 08/10/2013, 16:39

Certo questo si. Per fortuna non sono così indietro. Non lo dico per fare il gradasso, ma con ironia :-)
L'inquadratura con l'ingranditore la faccio per stampare il 18X24 ma i provini li faccevo con la carta 10X15 per non sprecare carta "grande" da stampa: quando trovavo la gradazione/contrasto e tempi corretti mettevo la 18X24 e il risultato cambia.



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Messaggioda Pacher » 08/10/2013, 16:57

DanieleF ha scritto:L'inquadratura con l'ingranditore la faccio per stampare il 18X24 ma i provini li faccevo con la carta 10X15 per non sprecare carta "grande"

Se non vuoi sprecar carta per i provini usa fogli interi e non strisciette logicamente dallo stesso pacco.

DanieleF ha scritto:quando trovavo la gradazione/contrasto e tempi corretti mettevo la 18X24 e il risultato cambia.

appunto perche la carta non è la stessa, come ti ha spiegato Andrea sopra. :)



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Messaggioda bafman » 08/10/2013, 18:20

DanieleF ha scritto:il risultato della stampa è SEMPRE diverso da quello del provino. In stampa la carta è molto più "bianca" e il tutto risulta essere molto chiaro (quindi tutte le impostazioni precedentemente trovate non sono assolutamente applicabili a questa nuova carta).
[...]
A questo punto ho iniziato a ricavare la carta da provini direttamente dalla 18X24 ma la resa della carta non mi piace: è sempre molto contrastata ovvero i bianchi tendono a rimanere molto bianchi mentre i neri tendono a scurirsi molto.

A me sembra che si stiano mescolando più variabili.
In particolare, a parità di carta e fissati gli altri parametri (altezza colonna, esposizione e sviluppo), una provinatura mi pare mostri sempre più contrasto della foto proiettata, in varia misura a seconda dell'effetto Callier. Sbaglio?
L'ingranditore è a luce condensata o diffusa?



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Re: ..::Carte ILFORD: DIVERSA RESA TRA PROVINI E STAMPE::..

Messaggioda Silverprint » 08/10/2013, 18:32

Bafman... :D

Non sbaglieresti salvo che qui NON si parla delle differenze tra contatti e stampe, ma delle differenze tra una prova di stampa e la successiva stampa, che, appunto, non ci dovrebbero essere.


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