Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

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vngncl61 II°
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Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda vngncl61 II° » 11/11/2017, 11:45

zorki-4.jpg
La mia zorki 4, ha la calotta, il ritardatore ed i tamburi tendine dei modelli del '57, il corpo principale del'61, l'autoscatto e la slitta della cornice della lente di correzione del '65.
La Zorki 4-4k è una fotocamera a telemetro sovietica prodotta dal ‘57 al ‘78, deriva dalle Zorki e Fed a telemetro degli anni ‘30 e ‘40, a loro volta copie delle Leica a vite. La differenza tra la 4 e la 4K è nella leva di carica, tutte le indicazioni nel post sono applicabili anche alle Fed 3-4-5, che si differenziano, meccanicamente, solo per la mancanza del freno tendine e del 1/1000".
DSCF3548.JPG
Il freno tendine delle zorki, è la molla a lamella vicino la camma
metallica dell'albero principale.


La base telemetrica è pari a circa 40mm, sufficiente per ottiche fino a 135mm, il mirino ha un ingrandimento, dipendente dalla correzione diottrica impostata, molto prossimo all’1/1, è abbastanza luminoso, mostra il campo inquadrato da un 50mm e non ha riferimenti per la parallasse.
Il telemetro non è particolarmente contrastato ma sufficiente nella maggior parte dei casi. I tempi vanno da 1” ad 1/1000” più B e T. il contapose va impostato ed azzerato manualmente. E’ priva di esposimetro.

Come tutte le Leica a vite, e derivate, il tempo va impostato solo ad otturatore carico.

La qualità generale è decisamente non paragonabile alle fotocamere occidentali, e varia molto da esemplare ad esemplare. Solitamente i più vecchi, oltre ad esser molto meglio rifiniti, sono anche meglio assemblati e regolati, nel corso degli anni le fotocamere hanno subito un decadimento progressivo arrivando ad essere, specialmente quelle dotate di leva di carica, decisamente inaffidabili.
Le prime serie avevano la progressione non geometrica dei tempi, le cornici intorno alla finestrella del mirino e del telemetro, le scritte incise, il rivestimento in vulcanite e gli occhielli per la tracolla.
Nel corso degli anni sono state eliminate le scritte incise, comprese quelle della ghiera dei tempi, rendendo spesso illeggibili i tempi, tolte le cornici, il prisma del mirino è stato ridotto, eliminati gli occhielli ed al posto della vulcanite è stata usato un rivestimento sintetico spigato,anche la dimensione della cassa in lega d’alluminio è stata ridotta, l’attacco per lo stativo è passato da 3/8” ad 1/4”. Nonostante sia massiccia e pesante, e poco aggraziata, d’altronde appartiene ad un epoca in cui era la funzione a definire la forma, non è affatto robusta, anzi.

I pregi ed i difetti principali sono quelli di una qualsiasi telemetro.

Pregi
Ritardo allo scatto ridotto rispetto ad una reflex a specchio ribaltabile.
Luminosità del mirino indipendente dalla apertura dell’ottica usata.
L’immagine nel mirino è sempre a fuoco.
Permette di scattare, a mano libera, con tempi mediamente più lenti di quelli di una reflex.

Difetti
Difficoltà di maf con soggetti privi di riferimenti o particolarmente frastagliati.
Obbligo di mirini supplementari se si utilizzano focali diverse dalla normale.
L’immagine inquadrata non coincide perfettamente con quella ripresa, specialmente alle brevi distanze.

Problemi della fotocamera.
Il tiraggio reale non coincide con quello nominale, e varia da esemplare ad esemplare, in genere la fotocamera ha la maf regolata leggermente davanti al piano di fuoco, questo maschera problemi di collimazione dell’ottica, dato che la pdf si estende maggiormente dietro il piano di maf.
Raramente l’allineamento verticale e quello orizzontale del telemetro coincidono, di solito quello orizzontale è abbastanza preciso.
In molti esemplari più recenti, la slitta collegata alla lente correttrice delle diottrie “balla” rendendo complicata la maf.
DSCF3547.JPG
La lente di correzione delle diottrie, anche se non visibile ad occhio, in questo esemplare il lasco tra slitta e sede di scorrimento è notevole.

La molla principale del ritardatore tende a perdere d’elasticità, falsando i tempi lenti.
DSCF3545.JPG
Il ritardatore con la molla principale, nei primi modelli tutti i meccanismi erano nichelati, garantendo una miglior tenuta all'umidità. Intorno alla lente del telemetro è visibile la ghiera per regolare l'allineamento verticale.

La molla a v della camma di sgancio della seconda tendina, specialmente in caso di uso intensivo, tende a saltare dalla sede, in questo caso la seconda tendina parte contemporaneamente alla prima.
Le molle dei tamburi delle tendine sono “mosce”, facendo viaggiare le tendine a velocità più bassa del dovuto, spesso provocano anche la non completa chiusura delle tendine.
DSCF3549.JPG
Le viti di regolazione delle molle delle tendine, se sfuggono dal cacciavite durante la regolazione nel 90% dei casi si sganciano, rendendo obbligatorio lo smontaggio completo per ripristinarle.


Sono tutti problemi non difficili da risolvere, tranne uno, spesso le fotocamere hanno problemi di uniformità d’esposizione, molti tentano di risolvere aumentando la coppia delle molle dei tamburi, così facendo stressano al massimo la meccanica, portandola ad usura precoce, e riducono il problema, ma non lo risolvono.
L’unico modo, serio, per risolvere il problema è smontare completamente la fotocamera, tendine comprese, estrarre le molle dai tamburi, lavare a fondo il tutto e lubrificare con grasso a bassa viscosità, di tipo totalmente sintetico.
Per chi va bene la fotocamera?
Vista la tipologia, e l’assenza di esposimetro sarebbe bene fosse usata da una utenza esperta.
Vale la pena prenderne una?
Se la si trova a prezzi bassissimi, la si può “testare” e, almeno apparentemente, funziona si, altrimenti è meglio lasciar stare, sconsiglio di prenderne una con l’intento di farla revisionare, una revisione che dia la certezza di una perfetta efficienza non è affatto garantita, e comunque viene a costare parecchio.
Personalmente ne ho una che va benissimo, ricavata dall’assemblaggio di componenti provenienti da diverse fotocamere, ma quando ho necessità della certezza dei risultati...non la prendo nemmeno in considerazione. :D


Nicola


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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda lamanorbu » 11/11/2017, 13:41

Revisione bella e completa, complimenti! Anch'io ho un debole per le telemetro russe... Quest'estate mi sono comprato una FED 3 + Industar 61 per la cifra esorbitante di 19 euro. A mio avviso, viste le quotazioni recenti, conviene la FED 3 rispetto alla Zorki 4 (che costa quasi il doppio pur non offrendo molto di più); è chiaro che si parla in ogni caso di cifre irrisorie. A parere mio se si cerca una telemetro russa di qualità conviene orientarsi sulle Kiev.



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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda Madmaxone » 11/11/2017, 14:32

Progetto grandioso quello di recensire le macchine all'interno del Forum e poi farne partire una discussione.
Per la Z4 taccio! Ci ho fatto solo un rullo di prova ( versione anni sessanta) e non ne è uscito niente di sufficiente.
MAF poco contrastata e necessità di esposimetro esterno non adeguato alla situazione in cui mi trovavo.
Però......fascino Maschio da vendere.
Ecco, per me, scattare con la Z4 e' come farsi la barba con un "rasoio a mano libera".
Complimenti a chi sa utilizzarla.



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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda adrian » 11/11/2017, 17:10

COMPLIMENTI



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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda ammazzafotoni » 11/11/2017, 17:53

Interessante iniziativa!



vngncl61 II°
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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda vngncl61 II° » 11/11/2017, 20:00

lamanorbu ha scritto:Anch'io ho un debole per le telemetro russe.

Io no, m'è passato usandole e riparandole.

lamanorbu ha scritto:A parere mio se si cerca una telemetro russa di qualità conviene orientarsi sulle Kiev.

A parer mio, telemetro russe di qualità non ce ne sono, a parte forse la Drug, di difficile reperibiltà, le Kiev hanno più problemi delle Zorki, con l'aggravante della enorme complessità costruttiva, che ne complica la riparazione.

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Grazie per i complimenti, ma il merito è di Stefano, alias Isos1977.


Nicola


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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda franzbulg » 11/11/2017, 20:22

Letto con soddisfazione! E poi mi ha aiutato a prender definitivamente congedo da una FED B 5. Nuova che più nuova non si può: acquistata dal proprietario oltre cortina quando la cortina c’era ancora (per poco, 1988) e mai usata. Presa in mano nel 2015, fatto un rullo, a metà del quale si stara il telemetro, qualche fotogramma mangiato durante l’avanzamento, e pose sui tempi lenti piuttosto sballate. La borsa pronto cucita un po’ spartanamente profuma però ancora di cuoio.


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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda Scordisk » 11/11/2017, 23:54

Bella iniziativa!

Utilizzare oggi le camere telemetriche, che non obbligatoriamente debbano essere sovietiche, ma che per me per esempio, sono d'obbligo, mi ricorda alle allegre circostanze quando vedevo i piloti degli aerei per trasporto passeggeri, infilarsi nei biplani per uso agricolo e acrobatico, ad elica, e godersi il fine settimana con vento nella faccia.

Perché, usare le foto-camere semplici, per uno che è ormai esperto con macchine complesse e costose, rappresenta ricordarsi se stessi e applicare tutti quelli piccoli accorgimenti che uno si tiene nel mignolo del maestranza.

Oggi è difficile dare valutazioni alle foto-camere sovietiche amatoriali, per svariati motivi, cito alcuni importanti:

- utilizzando gli esemplari comprati recentemente dall'area ex-sovietica, o quelli dalle bancarelle degli anni scorsi, uno si disilusiona per via di loro scarsa qualità, mentre in verità si trattava dei pezzi prodotti per cosiddetto mercato interno. Ricordiamoci che anche in Italia conoscevamo la produzione per uso nazionale e quella per esportazione.

- nel caso di macchine con 50-60 anni di età, come minimo è necessario effettuare almeno una manutenzione, se non riparazione, e lavarle tutte, come ha scritto il collega e ri-lubrificarle.

- queste categorie di macchine fotografiche avevano dato tantissime soddisfazioni (e delusioni, ma molto meno), ai milioni di persone, rendendoli fotografia economicamente accessibile, nel senso autogestionale. In tanti sono stati capaci di svilupparsi le proprie pellicole e di stamparle sui mini-ingranditori. Non credo che ci fossero stati in tanti dei possedenti delle Bencini dopo II guerra in Italia, equipaggiati con camere oscure.

vngncl61 II° ha scritto:
lamanorbu ha scritto:Anch'io ho un debole per le telemetro russe.

Io no, m'è passato usandole e riparandole..



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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda vngncl61 II° » 12/11/2017, 10:29

franzbulg ha scritto: acquistata dal proprietario oltre cortina quando la cortina c’era ancora (per poco, 1988) e mai usata. Presa in mano nel 2015...


L'ultimo dei miei propositi è quello di difendere le, indifendibili, telemetro ex CCCP, però non si può pretendere di riporre una fotocamera per circa 30 anni e che poi questa funzioni perfettamente una volta caricata con una pellicola, come minimo i i lubrificanti si saranno essiccati, meno lavorano più si degradano, rallentando la meccanica fine del ritardatore, vero è che telemetro e trascinamento delle fed vanno peggio che nelle zorki.
Riguardo la voce che che faceva distinzione tra fotocamere per uso interno, scarse, e fotocamere per uso esterno, buone, è una fesseria, la fotocamera ritratta nel 3d, un vero cesso, meccanicamente parlando, ha questo sul fondello.
DSCF3550.JPG

La mia prima fotocamera "russa", una kiev a telemetro, comprata nuova oltre 40 anni fa, con garanzia italiana e marchio FOS, arrivò guasta, e dopo la riparazione funzionò per soli 2 rulli.


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Re: Consigli per l'acquisto : la Zorki 4

Messaggioda franzbulg » 12/11/2017, 10:48

vngncl61 II° ha scritto:
franzbulg ha scritto: acquistata dal proprietario oltre cortina quando la cortina c’era ancora (per poco, 1988) e mai usata. Presa in mano nel 2015...


L'ultimo dei miei propositi è quello di difendere le, indifendibili, telemetro ex CCCP, però non si può pretendere di riporre una fotocamera per circa 30 anni e che poi questa funzioni perfettamente una volta caricata con una pellicola, come minimo i i lubrificanti si saranno essiccati, meno lavorano più si degradano, rallentando la meccanica fine del ritardatore...


Né io vorrei girare il coltello nella piaga :D . Quasi tutte le mie macchine sono state ferme per decenni prima che le usassi io (è una lunga storia...). L’unica a risvegliarsi male è stata questa povera FED. Una Belplasca (anch’essa d’oltre cortina),ha dormito dal 1978 al 2015 senza soffrire, una Yashica Electro 35 mai usata ha visto poverizzarsi le guarnizioni, ma per il resto ha lo sguardo di un falco. E poi Petri, Konica, insomma tutta la ferraglia che si trova oggidì nel cosiddetto vintage analogico è risorta senza grandi acciacchi.
Vorrà dire che me la ricompro #-o


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