Dagli occhi del monte Gazzo

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gannjunior
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Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda gannjunior » 10/08/2016, 14:16

22 Giugno 2016.

Il monte Gazzo (a Genova) è per me, oggi, un ottimo (e direi anzi, comodo) posto per fare delle corse in salita e allenare il trail running, compatibilmente con le mie ernie lombari. In occasione degli scatti che seguono ero in uno dei momenti "down", di blocco parziale. ( ma ero in fase di recupero). Era un mercoledì e ho deciso di fare una camminata rilassante lungo il mio percorso, portandomi dietro la macchina fotografica.
Il Gazzo, per chi lo conosce, permette una visuale privilegiata di Genova. Qualcosa che va oltre a una panoramica della città: una visuale che può raccontare un po' di storia. Almeno per chi è nato lì.

Non racconterò una storia bella. Forse delle grandi città ci vengono raccontate solo le storie belle (che ci sono). Ma la storia di Genova, nello specifico sul suo territorio (e non si esaurisce certo qua), è una storia di cui non andare fieri. È una storia che lascerà solo problemi alle future generazioni. È una storia che ci fa riflettere su come sia troppo facile attribuire all'eccezionalità delle precipitazioni (vere) più recenti i disastri alluvionali. È una storia che ci conferma quanto la lungimiranza ci stia stretta. È una storia che ci ricorda quanto poco ci vogliamo bene non rispettando il nostro ambiente. È una storia che ci ricorda quanta storia ci sia e non si veda guardando la nostra città soltanto al "piano terra" senza cambiare prospettiva. È una storia che ci ricorda come ogni città abbia i suoi scheletri e che solo chi ci ha vissuto li conosca davvero nel profondo..

Dalla piccola terrazza in cima al monte, sopra la chiesa:

1. Guardando a sinistra si scorgono in lontananza i promontori del levante della città. Sestri Ponente è li sotto ai piedi del Gazzo e una parte del Porto di Genova, della sopraelevata, il "Matitone"... Si vede anche la Lanterna (le dimensioni della versione web ovviamente non rendono giustizia). Tornando ai piedi del Gazzo si può intravedere una delle gallerie che fanno parte del progetto del Terzo Valico, che sta cambiando questa zona e che vedremo meglio più avanti...
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2. Siamo sempre sulla terrazza e girando lo sguardo a destra ci troviamo in parziale controluce. Sono le 20.30 e da qui a poco la luce comincerà a scendere rapidamente. Si vede chiaramente la zona di Voltri, del VTE, poi si vedono Arenzano, Varazze...sovrastati dalle montagne che superano tutte i 1000mt e si uniscono con l'Alta via dei monti Liguri..
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3. Si scende, da una delle possibili strade, la "direttissima", che, nello sterrato, in 1,5km ci porta giù in città, facendo 400mt di dislivello.
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4. e 5. Lui è Stefano. Per chi bazzica la "direttissima", lui è l'uomo del Gazzo. Credo che lo cammini ogni giorno. Ci ho parlato spesso ma non so perchè lo cammini ogni giorno. (anche se forse lo posso intuire). Ascolto solo quello che lui vuole raccontare. Io scendevo e lui saliva. E poi ho pensato, di colpo, che avrei sempre voluto fargli un ritratto, un viso così interessante ma non c'era mai stata l'occasione. Non ci sarebbe mai stata. Perchè sul Gazzo non ci vado per fotografare. Quella sarebbe stata l'occasione. Lo era. Lo è diventata. Anche se io ero partito per fotografare quello che il Gazzo racchiude, quello che si può vedere dal Gazzo...
Mi fermo, mi giro: "Stefano! ti posso fare una foto?". "Ma no dai, io non vengo bene". "Ma tu sei il Gazzo, sei il più grande e sei sempre qua, lo rappresenti". "Va bene dai, se ti fa piacere, ma io non sono il Gazzo, il Gazzo è di tutti noi, di chi vive qua, di chi come te ci viene a correre"...
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5. Sono sceso ancora e con me anche la luce, siamo prossimi alle 21. E non posso più permettermi di chiudere molto il diaframma mantenendo tempi accettabili. (L'avevo spalancato solo per fotografare Stefano). Questo scatto l'ho fatto perchè mi piaceva l'imponenza del palo dell'alta tensione e i suoi fili (che tra poco ritroveremo) che ti "portano" sulla città. Forse la foto così piccola non fa capire bene cosa intenda. E poi ho fatto questo scatto perchè mi piacevano quei fumi sull'orizzonte e perchè la Lanterna si distingueva meglio.
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6. Scendo ancora, adesso il segno del Terzo Valico è ben visibile compresa la galleria degli Erzelli. E' tutto sulla diagonale dei nostri cavi, quelli di prima, quelli del palo dell'elettrodotto. Lì sotto si vede bene anche lo storico ponte della ferrovia (della linea Genova-Ovada-Acqui) in zona Panigaro che sovrasta il torrente Chiaravagna.
Sulla destra, un poco più distante si vede anche un pezzo del viadotto della A10, il ponte Morandi che domina il Polcevera, uno dei due fiumi più grandi di Genova e la cui storia di disastro lo precede (l'alluvione del '70..).
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7. Non mi muovo dalla posizione di prima. (per chi conosce la direttissima, sono al di là del filo spinato, sull'orlo del burrone). Sposto solo la mia visuale e guardo in basso. C'è una delle zone relative alle attività estrattive della calce fatte sull'intero monte Gazzo. Per chi non lo sa si potrebbero realizzare degli scatti dedicati al solo monte Gazzo, riprenderlo da 4 visuali differenti per mostrare come sia stato letteralmente spolpato nel corso degli anni. (guardate la foto di chiusura che lo mostra da distante). L'attività estrattiva ha sconvolto completamente la vallata di Panigaro, un tempo ricca di mulini per la macinazione di granaglie. L'attività estrattiva della calce, ricordo come fosse ieri, era ancora molto attiva fino alla mia adolescenza: era normale sentire il rumore delle esplosioni controllate per le estrazioni.
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8. Ancora non mi muovo (anche perchè sono su un precipizio e soffro di vertigini!), basta sollevare a questo punto la macchina poco sopra i cantieri per scorgere nell'angolo a sinistra in alto la disarica di Scarpino che cela i suoi rifiuti là sotto e il cui percolato ormai permea tutta la valle in modo indivisibile (quasi invisibile) e irrecuperabile.
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9. Aggiungo a titolo meramente informativo una foto del monte Gazzo da distante, non fatta con la stessa macchina fotografica e non fatta quindi nella stessa sessione. E' uno scatto recuperato in archivio, fatto durante una corsa, fatto, guarda caso, dalle parti di Scarpino. Solo per dare un'idea di come sia il monte Gazzo visto dall'esterno per chiudere questa carrellata, mostrando da distante ciò su cui abbiamo "camminato" insieme nelle foto precedenti.
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Tutte le foto (esclusa l'ultima) le ho realizzate con una Plaubel Makina 67 e l'80 Nikkor f2.8, con un rullo Ilford HP5+ 120 sviluppato in casa il giorno dopo. (il mio 3°rullo da quando ho preso questa macchina !)

Ciao,
Lorenzo
Ultima modifica di gannjunior il 10/08/2016, 16:36, modificato 1 volta in totale.


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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda gioffry » 10/08/2016, 14:53

Bel reportage.



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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda Marco Leoncino II° » 10/08/2016, 15:59

Le mie preferite sono le foto di Stefano (mannaggia a lui quando dice che non rimane bene in foto!) e quelle dei paesaggi che hai ripreso al ritorno durante la discesa: la luce era veramente favolosa. Complimenti per questi scatti, ora cerca di dare loro dignita´ con una bella stampa! Posso chiederti un´informazione? La fabbrica di calce e´ abbandonata o ci lavorano ancora? Possibilita´ di entrare ce ne sono?

Marco



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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda tarkus » 10/08/2016, 16:23

il ritratto è veramente veramente bello!



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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda gannjunior » 11/08/2016, 13:50

gioffry, marco, tarkus

grazie della vostra visita!

Marco, spero di poterli stamapre al più presto!
quando alla fabbrica di calce non mi risulta sia "abbandonata" nel senso di poterci entrare. Appena mi è possibile ci faccio un salto e cerco di capire come funziona ;)


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Re: R: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda stefnerv » 12/08/2016, 1:04

Le foto sono belle ma io non ci vedo nessun raccordo con la descrizione fatta . Cioe' leggendo prima la desceizione e poi vedendo le foto mi aspettavo qualcosa di molto drammatico ! Se era l intenzione di evidenziare un turbamento interiore non sono riuscito a coglierlo . Probabile perche' non conosco la citta e la sua storia non so . La descrizione e' molto forte .



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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda emmeffepi » 12/08/2016, 11:35

Abitando a Sestri P. (quando ci sono...) non posso che apprezzare...però il Morandi non si vede nella foto 7...è dietro la collina degli Erzelli...si vede a sx nella 1;)
Bello il secondo ritratto e la foto "aerea" della cava...da stampare senza se e senza ma


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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda gannjunior » 12/08/2016, 15:52

@emmeffepi
si massmiliano, è vero. nel "comporle" nel msg mi si sono incasinate. provvedo poi ad effettuare l'aggiornamento
grazie del tuo intervento :)
si alcune vanno stampate!

@stef
grazie anche a te del tuo tempo.
Spesso le cose più drammatiche non si vedono. L'intento era dare una spiegazione a quello che normalmente "non" si vede dal Gazzo e che, proprio come ho introdotto all'inizio del post, ci sono cose normalmente non note se non da chi ci vive. L'intento è di spiegare quello che c'è al di là della foto, quello che la foto (ma anche i nostri normali occhi) non può "sapere"..

Il nostro amico Massimiliano appena intervenuto conoscerà via Brigate Partigiane. (centro Genova). E lui, come me, sa benissimo che ci scorre "soltanto" il Bisagno li sotto. Ecco: lì, una persona che arriva dall'esterno, che non ci vive, non lo immaginerebbe mai...Eppure in una delle vie più ampie di Genova hanno ingabbiato uno dei due fiumi più grandi con conseguenze, a monte di questo, che si fanno sentire sempre ogni che piove in modo particolarmente forte...


ciao,
Lorenzo


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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda marcotre » 14/08/2016, 10:41

Bello il tuo post.
Pensa che lavorando a Sestri ho sempre visto il Gazzo dal basso senza averlo mai "compreso".
Se farai delle stampe mi piacerebbe vederle, magari con Massimiliano ☺
Marco



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Re: Dagli occhi del monte Gazzo

Messaggioda Karter » 06/10/2016, 7:46

(*) Ciao. Complimenti x le belle foto... stavo leggendo i vari post su questo forum poi mi sono imbattuto in questo e ho deciso di iscrivermi. Sono Matteo, come te di Genova e come te sono appassionato sia di trail che di fotografia. Sono un ex paparazzo ma ho iniziato a scattare in analogico tanti anni fa. Scatto con Pentax MX totalmente meccanica. Per quanto riguarda la corsa mi alleno spesso dalla parte opposta di Genova. Sto a levante e corro sul monte di sant ilario... chi lo sa magari in futuro ci si potrà conoscere di persona . Ora vado a presentarmi nel trd di presentazione (se c'è). Saluti :-ss




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