Denominazione carta fotografica

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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alexmare93
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Denominazione carta fotografica

Messaggioda alexmare93 » 22/05/2014, 16:31

Mi ripresento per l'ennupla volta per assillarvi, stavolta, sulle carte fotografiche:

Scorgo tra i vari negozi online che ci sono differenti denominazioni che vengono date ai prodotti, un esempio:

ILFORD MG IV 25M 10X15/100 F.;
ILFORD MG IV 44M 10X15/100 F.;
ILFORD 24M SEMI-MATT 13X18/100 III;
ILFORD 1M LUCIDA 18X24/100 F. II

eccetera eccetera...

Ciò che riesco a capire (basandomi sulla conoscenza che ho sviluppato finora) è:

"Nome" - "multigrade o gradazione fissa" - "?" - "formato" - "quantità di carta"...

Quello che mi chiedo, soprattutto per le gradazioni fisse, è:
-cosa mi significa la M?
-Semi-matt...?
-In quali ambiti è meglio usare la multigrade piuttosto che la fissa e quando il contrario?


Alessandro

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ciauz

Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda ciauz » 22/05/2014, 19:00

Ciao,
come hai visto ogni marca (anche se tu esemplifichi solo qualcosa della Ilford) ha la sua catalogazione. L aprincipale comunque è tra FB (baritata - fiber base) e RC (politenata).
Poi se vai su ad es. ( e lo cito solo per gli esempi - c'è una sezione dedicata, nel forum, ai siti online) http://www.ars-imago.com/-c-23_926.html vedi per le varie carte (tra le più utilizzate - anche se ovviamente non tutte) le caratteristiche.

"In quali ambiti è meglio usare la multigrade piuttosto che la fissa e quando il contrario?"
la multigrade ha la caratteristica di poter essere gestita come se avesse durezza variabile tra 00 e 5 a seconda dei filtri utilizzati (multigrade oppure quelli presenti in una testa a diffusione a colori ad esempio).
Puoi, in fase di stampa, utilizzare più filtri per gestire zone diverse come se fossero di grado diverso.
Quella a grado fisso invece... è a grado fisso per l'appunto.
In soldoni, quando usi la multigrade, con un pacco puoi stampare fotografie che necessitano caratteristiche diverse tra loro. Con il grado fisso dovresti avere a disposizione vari pacchi (uno per grado).

Sulla qualità e sulla differenza tra multig e fisse.. lascio la parola a che ne ha sperimentate un pò..

hth



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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda effegi61 » 23/05/2014, 9:05

Ciao,
Se usi Ilford ti consiglio di vedere le sigle qui:
http://www.ilfordphoto.com/products/pro ... hic+Papers
sono anche ben spiegate, poi i vari distributori riassumono un po' a modo loro (non tutti), ma comunque fa fede la codificazione ufficiale Ilford.
Per quanto invece riguarda la scelta tra gradazione fissa e multigrade, le Ilford sono le uniche di cui posso dire qualcosa usando praticamente io solo quelle, questo per vari motivi (alcuni validi altri assolutamente meno validi di cui adesso non e' il caso di inoltrarsi).
Oltre a quello che ha detto Ciauz, a cui non ho nulla da eccepire, oltre che a sottolineare una cosa per me importantissima:
Puoi, in fase di stampa, utilizzare più filtri per gestire zone diverse come se fossero di grado diverso.

posso aggiungere che e' possibile utilizzare la tecnica "Split", (anche questa la uso praticamente sempre) che sostituisce in soldoni lo sviluppo a due bagni di Anseliana memoria....
Poi un osservazione, non so quanti abbiano avuto la stessa impressione: partendo da un buon negativo, stampabile senza tanti problemi e utilizzando delle carta a grado fisso diciamo da 0 a 5 (trovarle!), otterremo senza troppa fatica sei buone stampe, semplicemente con un interpretazione diversa, da una morbidissima ad una molto dura, entrera' poi in gioco la sensibilita' dell'osservatore a dire quale sara' la piu' "azzeccata", ma tecnicamente saranno tutte "buone". Con carta multigrade invece "l'ottenere senza troppa fatica una buona stampa" e', secondo me, ovviamente a seconda del negativo, relegato ad un piccolo scarto di filtraggio; non che non si riescano ad ottenere delle buone stampe con gli estremi di contrasto dell'esempio precedente, ma solo con numerosi interventi di bruciatura e mascheratura; mi sono dato anche una spiegazione, semplicemente nelle multigrade c'e' meno argento e quindi viene meno la capacita' "compensatrice" della carta, penso sia proprio una questione di "spessore". Che ne dite?
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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda Silverprint » 23/05/2014, 10:03

Nelle multigrade c'è più argento. Forse sarà per quello... :)

La quantità di argento non c'entra. La spiegazione dei diversi comportamenti (parlando molto in generale) è nelle diverse curve caratteristiche, che alle volte, ma non sempre, hanno andamenti diversi, più "compensatori" (piede più lungo, spalla più ripida) con le carte a gradazione. Anche il variare della curva al variare del fattore di sviluppo può essere diverso tra le varie carte. Altra cosa generalmente diversa tra le due tipologie è il contrasto (Iso Range) che nelle multigrade è (di solito) più elevato.


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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda chromemax » 23/05/2014, 10:07

La tecnica "Split", che è quella di ottenere una variazione continua di contrasto con una doppia esposizione con un filtro morbido e uno contrastato è più utile quando si usano i filtri e si vuole ottenere una gradazione intermedia (ad esempio una 2 e 3/4) ma la stessa cosa si può fare usando ad esempio una testa colore o alcune (non tutte) teste VC per ingranditore. La cosa ineressante, che è quella a cui forse efegi si riferiva, è il fatto di poter cambiare il contrasto di alcune parti all'interno della stessa immagine, ad esempio eseguendo una bruciatura usando un filtro di contrasto più alto o più basso per dare maggiore enasi ad alcune parti dell'immagine, cosa chiaramente impossibile con le carte a gradazione fissa.
A ben guardare una differenza tonale tra le carte MG e quelle a contasto fisso c'è ma non credo sia dovuta alla maggiore o minore presenza di argento (imho la storia della quantità d'argento è una claim pubblicitario un po' troppo sopravvalutato) ma al fatto che le carte a gradazione fissa hanno un andamento della curva caratteristica più rettilineo (e quindi una distribuzione tonale più uniforme) rispetto alle carte MG la cui risposta alla luce è data dall'interazione di due o più emulsioni che non sempre è pefettamente coordinata.



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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda effegi61 » 23/05/2014, 10:41

Bene, al di la del fatto del piu' o meno argento, e del fatto che la vera ragione sia la diversa curva caratteristica delle carte del quale Silverprint e chromemax mi hanno persuaso, mi fa piacere che il "fenomeno" sia "condiviso" anche da altri stampatori...
Riguardo alla tecnica split, intendo una cosa leggermente diversa, molto velocemente : utlizzo di base solo due filtri il 00 ed il 5. faccio il provino prima con lo 00 per andare a cercare il minimo annerimento oltre il bianco carta e poi con il 5 ( su un altro pezzo di carta) per andare a cercare il massimo nero oltre al quale non c'e piu' variazione; ovviamente i due provini si fanno scegliendo rispettivamente due zone "furbe" dell'immagine proiettata.... L'assunto, che poi e' veritiero al 99%, e' che poi le due esposizioni sommate su un unico pezzo di carta non si disturbano a vicenda; per successivi piccoli aggiustamenti di contrasto, se aumento il tempo con il 5, diminuisco quello con lo 00, ( attenzione che la sensibilita' della carta non e' la stessa tra i due). Poi addizionali bruciature con filtri intermedi su parti parziali dell'immagine sono sempre possibili, anzi quasi sempre obbligatore.
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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda Silverprint » 23/05/2014, 10:43

Sì, appunto quella è la tecnica split.
Ciauz, invece si riferiva all'uso localizzato e sulla stessa stampa di diversi contrasti. Una parte stampata con un grado e interventi sulle varie parti dell'immagine con altri contrasti. È una tecnica possibile solo con le multigrade (°), mentre gradazioni intermedie sono raggiungibili anche con le carte a gradazione intervenendo sui rivelatori e sul fattore di sviluppo.

(°) C'è anche chi lavora la carta a gradazione a pennello, con sviluppi diversi, è una tecnica sofisticata, ma con grandi difficoltà nell'ottenere ripetibilità.


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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda chromemax » 23/05/2014, 11:04

Aggiungo anche, non me ne voglia effegi61 :) , che è stato dimostrato con dati oggettivi che l'uso della tecnica split non dà nessun vantaggio rispetto all'uso di una singola esposzione con una testa colore a filtrazione continua, ma è più lenta e macchinosa. Gli interventi localizzati con contrasto diverso si possono fare anche senza usare lo split ma ci sono certe situazioni (rare) invece in cui farlo con lo split è più comodo, quindi imho è una tecnica che è bene conoscere perché può risultare utile ma ai fini pratici non porta migliorie rispetto alla stampa "tradizionale".



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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda effegi61 » 23/05/2014, 12:01

Bah chromemax, non saprei, spesso i modi per raggiungere un obiettivo possono essere diversi, sicuramente la tecnica split e' "macchinosa" su questo non ci piove; riconosco che quando ogni tanto mi metto a stampare su gradazione fissa...mi rilasso! Comunque oramai per me lo split e' un must, faccio tutto, anche le bruciature parziali solo con lo 00 ed il 5 (infatti gli altri filtri sono nuovi) magari nei miei negativi le situazioni rare sono piu' numerose che nei tuoi. Comunque senza inventarmi l'acqua calda propongo a chi interessa il link ad un articolo di uno che senz'altro spiega meglio di quanto potrei fare io; e' anche possibile che il tipo di immagine "classica" di questa tecnica che sarebbe buon dettaglio nelle ombre e basso contrasto nei mezzi toni, (tanti grigi) sia il tipo di stampa che di piu' si adattava all'idea che volevo dare ad alcuni soggetti; ma beninteso si puo' sempre cambiare.
http://www.nadir.it/tecnica/DOPPIA_ESPO ... ia-esp.htm
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Re: Denominazione carta fotografica

Messaggioda Silverprint » 23/05/2014, 12:08

Certo.

L'unica precisazione è che è sempre assolutamente e matematicamente possibile ottenere lo stesso identico risultato con un unica esposizione selezionando l'opportuna filtratura. Con le teste BN ed i filtri la stampa split non è l'unico modo per fare gradazioni intermedie, mentre con le teste colore la variazione di contrasto è continua. Alle volte è più pratico ottenere il risultato in un modo, alle volte in un altro.


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