Densità ZONA 8

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Re: Densità ZONA 8

Messaggioda chromemax » 18/09/2011, 1:36

Secondo me Adams non sarebbe d'accordo con te'. Il regolo zonale e' solo espressione piu'"materica" di tutta la sensinometria del propio "metodo",(come lo chiamava Adams) semplicemente perche' sono solo gli occhi che verificano la propia stampa finale. Anch'io quando raramente provo qualche nuova pellicola o sviluppo faccio dei test e ricavo la D con densitometro e mi disegno le curve, ma poi questi dati sono sempre sterili senza una stampa .Ti cito un mio personale esempio: la tmax 100 Kodak con una densita 1,2 in zona VIII mi da in stampa un grigio chiarissimo con pocchissimi dettegli senza contrasto. Con la stessa identica D nella stessa zona L'ilford Fp4, pur dandoti lo stesso grigio chiarissimo mantiene un dettaglio sicuramente "pelato" ma senza dubbio superiore per quantita' e contrasto rispetto alla Tmax. Insisto su questo perche' e' solo la successiva stampa che verifica tutto questo. A riguardo abbiamo l'esempio scritto da paolob74 pocanzi, il quale con una D di 1,2 in zona VIII ( e quindi teoricamente ottimale) ottiene nella pratica delle alte luce tappate che necessinato di bruciatura.


Forse mi sono espresso male ma io non ho mai detto che si deve poi prescindere dalla stampa, ho detto che si può tarare un sistema a prescindere dal regolo. E anche dall'esempio che porti, premesso che non si scappa che una D 1,2 sul negativo produce una stessa densità sulla stampa da qualsiasi negativo, basta guardare le curve delle pellicole (con sviluppi "normali") per rendersi conto della caratteristica che riporti; la T-Max è più dritta sulle alteluci e le parti in luce della texture di Zona VIII si spostano ben in alto il limite dello stampabile ma sul negativo le alteluci sono ben contrastate. La FP-4 è più arrotondata, le stesse parti chiare della texture di Zona VIII sono un po' meno dense e vengono registrate dalla carta appena sotto il bianco base e risultano più visibii, ma le alteluci sono meno contrastate. Una piccola bruciatura alla T-Max scurisce appena il valore medio della zona ma, riportando nella soglia stampabile il chiaro della texture, genera delle alteluci con una brillantezza e uno "snap" che la FP-4 non riesce ad avere.
Preferire una caratteristica o l'altra dipende dalla sensibilità del fotografo, altrimenti se fosse tutto solo densitometro, curve e regolo la fotografia sarebbe abbastanza 'na palla



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Re: Densità ZONA 8

Messaggioda ometto » 18/09/2011, 2:20

""""Preferire una caratteristica o l'altra dipende dalla sensibilità del fotografo, altrimenti se fosse tutto solo densitometro, curve e regolo la fotografia sarebbe abbastanza 'na palla"""

Pienamente e assolutamente d'accordo ma, adesso scusatemi il letto chiama...
Buonanotte a tutti..



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Re: Densità ZONA 8

Messaggioda Silverprint » 20/09/2011, 11:47

Aiutooo!!! :D

Scrivete veloci!

Risposte Random alle varie questioni.

La taratura del Sistema Zonale sarebbe da farsi visivamente. La cosa è assolutamente necessaria la prima volta.
Solo dopo che si sia trovato per un determinato insieme (ingranditore, ottica, carta, sviluppo, etc) il tempo ottimale per avere le zone (come piacciono a noi) si può anche misurare la densità del negativo per risparmiare tempo (quello della stampa) e ritrovare il tempo di sviluppo giusto con altri tipi di pellicola, altri rivelatori (salvo poi incocciare problemi di misura).
Parlare di valori numerici in astratto non ha senso, neanche se li ha scritti Anselmo. Per altro la taratura del SZ che suggerisco l'ha scritta lui... Insomma cominciare dalla fine (i numeretti) non è proprio il massimo.


Numeretti, misure e problemi relativi.


Il DR dynamic range di una carta è grossomodo deducibile dal valore ISO-R (la R sta per range). La misura OVVIAMENTE la hanno fatta i tecnici della casa con metodi visivi e strumentali e con l'ingranditore che avevano sotto mano. Il valore cambia un po' con l'invecchiamento della carta (più invecchia più è morbida), con la tecnica di sviluppo e con la partita della carta e va inteso come valore medio (assai) generico.

La taratura dei densitometri può (facilmente) non essere precisa e andrebbe periodicamente verificata su una scala graduata certificata (ben conservata...).

Il metodo usato per la misura ha grande influenza. Io personalmente misuro (poco) col sondino Wallner sul piano di proiezione. Ho trovato che così metto un po' in conto tutto il sistema e per me (per come ragiono io e siccome ho tanti ingranditori diversi) è più utile anche se molto meno "assoluto". La verifica in stampa la faccio comunque. Altrettanto utile trovo la comparazione visiva sulla scala graduata (certificata), costa poco, si fa in fretta ed è più preciso di quanto si immagini.

Il regolo zonale va fatto assolutamente su una superficie con texture (la misura però sarà più difficile perché necessariamente è una media). Senza texture hai voglia a trovare la zona III o la VIII...

Anche io ho trovato che in genere la zona VIII è intorno a 0,90 (il metodo di misura ha comunque la sua influenza), ad ogni modo se ci si prende la briga di paragonare le schede tecniche delle vecchie carte a gradazione con le nuove (MG specialmente) si trovano valori ISO-R ben diversi: circa 100 sulle nuove, circa 120 sulle vecchie. Il che corrisponde grossomodo alla necessità di avere una zona VIII con valori numerici più bassi.

Io personalmente "sto in fissa" con la zona IX (e la modulazione delle alte luci, in genere), ovvero sono elastico nel valore da dare alla zona VIII e mi scelgo quello che mi da facilmente una zona IX (che ogni tanto sparisce). Insomma la taratura di fino è anche una questione di gusti e di "zone limitrofe".

Casi di densità misurata uguale e risultato visivo diverso.... Casi strani! :-o Forse spiegabili, errori di procedura (da verificare) a parte. Ho notato che con rivelatori pellicola che producono un consistente ri-deposito dell'argento (rivelatori con molto sodio solfito, sviluppi rigenerati, etc) a parità di densità misurata si possono ottenere densità di stampa più basse (specialmente con ingranditori a condensatore), ovvero stampe più contrastate di quanto ci si aspetterebbe. Il fenomeno è variabile assai (il rideposito non è misurabile) e penso di difficile verifica. Si potrebbe spiegare con un maggior "riempimento" delle parti dense che accentui l'affetto Callier... boh. Verificate voi, io odio i rivelatori con tanto solfito e rigenerati :D :D

Beh... basta, ciao!


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Densità ZONA 8

Messaggioda zioAlex » 20/09/2011, 12:37

grande Andrea!! ^:)^


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