Differenze dal T-MAX

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Alessandro_Roma
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Differenze dal T-MAX

Messaggioda Alessandro_Roma » 20/03/2017, 16:27

Ciao a tutti, ho una domanda che riguarda lo sviluppo della pellicola. In particolare fino ad un paio di settimane fa, ho fatto sviluppare i rullini dal lab dove vado da anni, fino a quando ho deciso di fare io. Loro sviluppano con il T-MAX perché, questione comprensibile, ricevendo ogni tipo di pellicola devono lavorare con uno sviluppo universale
Immagino però che uno sviluppo universale sia un prodotto medio che permetta sì di avere un qualcosa di usabile, ma magari di non ottimizzato per un fine specifico. Il mio scopo è quello di avere, citando il datasheet di Ilford, la "maximum sharpness" dalle pellicole. Per questo motivo la prima HP5 l'ho sviluppata in ID-11 diluito 1+3, sempre seguendo le indicazioni di Ilford stessa
Devo essere sincero, non ho visto sulle stampe una differenza così netta di definizione e volevo capire alcune cose:

1. immagino che la scarsa differenza tra T-MAX usato dal lab e il mio ID-11 1+3 sia legato in primis al formato di stampa, infatti io chiedo stampe 12x18 e 16x24. Su formati maggiori apprezzerei meglio la differenza, oppure si potrebbero ottenere risultati interessanti anche per questi formati?

2. stanti i formati di stampa del punto precedente, ha senso (divertimento a parte di sviluppare in casa) provare altri sviluppi che possano dare risultati di maggiore definizione? Sento parlare, se non la sparo grossa, del Rodinal da questo punto di vista ad esempio. Insomma, rispetto al T-MAX posso sperare in qualcosa di meglio in termini di "sharpness" così come indicata dal bugiardino di Ilford? Se sì, in cosa?

Per completare la questione, uso lenti molto definite, quindi escludo la lente fondo di bottiglia come eventuale calo della nitidezza della foto finale



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marco66
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Re: Differenze dal T-MAX

Messaggioda marco66 » 20/03/2017, 20:53

Io non conosco il tmax ma l' ID11 e' simile-uguale al d76 che uso .
In effetti usarlo a 1+3 e' un metodo per aumentare l'effetto bordo (ovvero nitidezza percepita),ma non e' certo il solo rivelatore responsabile
di una foto nitida e dalla buona risoluzione. Si puo' dire che tutti sono buoni se usati bene.
Devi tener conto di tutto il percorso,dalle buone lenti (che hai),al tipo di film, alle condizioni di luce sulla scena ,alla scelta dell'esposizione ,all'uso
corretto del mezzo di ripresa ( tempi di sicurezza ,resa lente-diaframma) .
Se un formato piccolo non risulta nitido,meno lo sara' uno piu' grande, con lo stesso negativo.



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chromemax
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Re: Differenze dal T-MAX

Messaggioda chromemax » 20/03/2017, 21:53

Le differenze tra sviluppi sono molto meno pronunciate di quanto le dichiarazioni deli fabbricanti potrebbero far supporre ma queste differenze, che pur ci sono, sono facilmente annullate da errori che operano su ordini di grandezza superiori, in primis esposizioni e poi contrasto.
Il T-Max non è uno sviluppo "universale", lo dice il nome stesso, lo è molto di più il D-76.
La nitidezza è un concetto che personalmenente trovo sopravvalutato o, come diceva HCB, è un concetto borghese, e di certo non appartiene al 135mm, tranne le rarissime eccezioni di alcune pellicole se usate a modo.
Rispondendio alle tue domande:
1. Come detto sopra, le diferenze si vedono in una catena di lavoro ben bilanciata e sono più visibili maggiore è il formato di stampa; i formati a cui ti riferisci sono abbastanza piccoli.

2.La definizione appartiene solo in minima parte allo sviluppo, altri fattori incidono in maniera preponderante. Nella fotografia da negativi 24x36 "l'effetto nitidezza" dipende molto dalla nettezza della grana dell'immagine, che in genere è sempre visibile anche nelle stampe di medie dimensioni: tempo bagnato della pellicola ridotto, sviluppi con poco solfito e non preparati con acqua distillata aiutano ad avere una grana dal pattern regolare e nitida.
Oltre le ottiche da ripresa anche le ottiche da ingrandimento devono essere all'altezza; l'ingranditore deve essere perfettamente allineato, meglio con un sistema laser che con le bolle.
Flare... meglio se ridotto al minimo, sia in ripresa ma anche in stampa.
Micromosso: scatto con cavalletto, cavo flessibile e specchio alzato, in camera oscura anche l'ingranditore deve essere perfettamente stabile e con esso anche il locale dove si trova la camera oscura; nei piani alti di un palazzo il passaggio della metropolitana, di un camion o autobus, anche la partenza dell'ascensore, possono causare delle microvibrazioni che incidono sulla qualità della stampa.



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Re: Differenze dal T-MAX

Messaggioda ammazzafotoni » 21/03/2017, 12:04

Alessandro_Roma ha scritto:2. stanti i formati di stampa del punto precedente, ha senso (divertimento a parte di sviluppare in casa) provare altri sviluppi che possano dare risultati di maggiore definizione? Sento parlare, se non la sparo grossa, del Rodinal da questo punto di vista ad esempio. Insomma, rispetto al T-MAX posso sperare in qualcosa di meglio in termini di "sharpness" così come indicata dal bugiardino di Ilford? Se sì, in cosa?


Sono poco esperto, ma ti consiglio di indagare sul termine "acutanza".
Per "divertirti", prova lo Studional (in genere in vendita come "R09 Studio"), dà una bella grana secca e definita (dipende dalla pellicola ovviamente, io lo uso con la Tmax 400), non grossa come il Rodinal ma non assente come coi finegranulanti, e infine non è compensatore.
Se i piacciono le immagini nette e "ordinate", nei toni e nella percezione di nitidezza, al netto di tutti gli altri fattori maggiori già ben esposti, penso sia una buona soluzione.



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