domande di un giovane neofita

Discussioni sugli accessori per il formato 35mm

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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda NikMik » 05/04/2013, 22:47

VonRajoria ha scritto:Vi ringrazio tutti, specie Joeanty per le chiare delucidazioni riguardo alle esposizioni notturne...

Comunque ero tentato di comprarmi un esposimetro, solo che poi c'ho rinunciato dato che leggendo qua e la sul web, tutti dicono che i vecchi esposimetri servono a poco e funzionano male, e che è meglio scattare il più possibile per allenare l' occhio...
Ma ora che mi dite che in realtà non è così, che esposimetro mi consigliereste?


è già stato detto qualcosa di simile, ma lo dico anch'io: dopo venticinque anni di fotografia (ventiquattro di diapositive e uno di bianco e nero) non riesco ancora a esporre a occhio (con le diapositive, che sono molto esigenti, meno che mai, sfido chiunque a esporre a occhio in situazioni complicate con le Velvia 50...); forse con pellicole tolleranti come la Tri-x si può provare, ma... perché soffrire? Comunque c'è il fatto che un buon esposimetro da solo può costare anche il doppio di un corpo reflex meccanico anni settanta, con l'esposimetro ad aghetto, bellino e facile da capire, incorporato (e poi io lo trovo comodo...). Esempio: con un centinaio anche meno di euro Olympus Om-1 (macchina che io adoro), o Nikon FE, o Pentax MX (forse un pelino più cara), o Nikon FE2, (un po' più cara); oppure ti puoi comprare a una settantina di euro una Nikkormat FTn che è più pesante dei modelli precedenti, ma è un capolavoro e ha la chicca di avere oltre che nel mirino anche sulla calotta l'aghetto dell'esposizione, così puoi esporre senza mettere la macchina all'occhio, focheggiare a stima, puntare e scattare di rapina, quando serve rapidità di esecuzione... Poi se ho capito male le tue esigenze mi scuso. Quando parlo delle reflex meccaniche perdo la capacità di sintesi perché mi piace averle, mi piace usarle e mi piace parlarne...

... Post scriptum: rileggendo meglio, vedo che hai una Om-1... sì, ti conviene prendere l'adattatore per le pile... oppure farti ritarare l'esposimetro come ho fatto io. Oppure prenderti una OM2n, che puoi usare sia in manuale che a priorità di diaframmi, ed è comodissima da usare con il Flash Olympus T20 (o uno di potenza superiore, mi pare si chiami T39 o qualcosa di simile), perché ha un esposimetro particolarissimo (anzi, ne ha due, uno che si attiva in manuale e uno in automatico) che in priorità di diaframmi, se la luce cambia improvvisamente mentre stai scattando corregge l'esposizione anche MENTRE L'OTTURATORE È APERTO DURANTE LO SCATTO (cosa inaudita per l'epoca) e inoltre i Flash T20 e T39 sono fatti per lavorare in automatismo con l'esposimetro automatico della OM2n (c'è una levetta con cui puoi selezionare l'opzione di lasciar fare tutto alla macchina). A me (le pochissime volte che ho usato il flash in situazioni notturne) la OM2n è stata una salvezza. Funziona con due pile normali S44 da 1,5 volt. In manuale funziona come la OM1. Mi taccio.



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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda VonRajoria » 05/04/2013, 23:19

NikMik ha scritto:
VonRajoria ha scritto:Vi ringrazio tutti, specie Joeanty per le chiare delucidazioni riguardo alle esposizioni notturne...

Comunque ero tentato di comprarmi un esposimetro, solo che poi c'ho rinunciato dato che leggendo qua e la sul web, tutti dicono che i vecchi esposimetri servono a poco e funzionano male, e che è meglio scattare il più possibile per allenare l' occhio...
Ma ora che mi dite che in realtà non è così, che esposimetro mi consigliereste?


è già stato detto qualcosa di simile, ma lo dico anch'io: dopo venticinque anni di fotografia (ventiquattro di diapositive e uno di bianco e nero) non riesco ancora a esporre a occhio (con le diapositive, che sono molto esigenti, meno che mai, sfido chiunque a esporre a occhio in situazioni complicate con le Velvia 50...); forse con pellicole tolleranti come la Tri-x si può provare, ma... perché soffrire? Comunque c'è il fatto che un buon esposimetro da solo può costare anche il doppio di un corpo reflex meccanico anni settanta, con l'esposimetro ad aghetto, bellino e facile da capire, incorporato (e poi io lo trovo comodo...). Esempio: con un centinaio anche meno di euro Olympus Om-1 (macchina che io adoro), o Nikon FE, o Pentax MX (forse un pelino più cara), o Nikon FE2, (un po' più cara); oppure ti puoi comprare a una settantina di euro una Nikkormat FTn che è più pesante dei modelli precedenti, ma è un capolavoro e ha la chicca di avere oltre che nel mirino anche sulla calotta l'aghetto dell'esposizione, così puoi esporre senza mettere la macchina all'occhio, focheggiare a stima, puntare e scattare di rapina, quando serve rapidità di esecuzione... Poi se ho capito male le tue esigenze mi scuso. Quando parlo delle reflex meccaniche perdo la capacità di sintesi perché mi piace averle, mi piace usarle e mi piace parlarne...

... Post scriptum: rileggendo meglio, vedo che hai una Om-1... sì, ti conviene prendere l'adattatore per le pile... oppure farti ritarare l'esposimetro come ho fatto io. Oppure prenderti una OM2n, che puoi usare sia in manuale che a priorità di diaframmi, ed è comodissima da usare con il Flash Olympus T20 (o uno di potenza superiore, mi pare si chiami T39 o qualcosa di simile), perché ha un esposimetro particolarissimo (anzi, ne ha due, uno che si attiva in manuale e uno in automatico) che in priorità di diaframmi, se la luce cambia improvvisamente mentre stai scattando corregge l'esposizione anche MENTRE L'OTTURATORE È APERTO DURANTE LO SCATTO (cosa inaudita per l'epoca) e inoltre i Flash T20 e T39 sono fatti per lavorare in automatismo con l'esposimetro automatico della OM2n (c'è una levetta con cui puoi selezionare l'opzione di lasciar fare tutto alla macchina). A me (le pochissime volte che ho usato il flash in situazioni notturne) la OM2n è stata una salvezza. Funziona con due pile normali S44 da 1,5 volt. In manuale funziona come la OM1. Mi taccio.


La OM-2 è il mio sogno, infatti volevo prenderne una, ma le trovavo a prezzi troppo alti per me, quindi mi sono preso una OM-1 dato che l'ho trovata a poco più di 30€... La farei ricalibrare volentieri, il problema è che prima di tutto non saprei a chi rivolgermi, qui a Pavia ci sono 6-7 fotolaboratori ma sono uno più incompetente dell' altro nel campo analogico; poi avrei paura di spenderci troppo, specie se mi rivolgo ai laboratori già citati, che mi fanno pagare 25€ la stampa di 19 fotografie...


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-Contax 159MM con Yashica ML 24mm f/2.8, Zeiss Planar 50mm f/1.4, Zeiss Vario Sonnar 80-200mm, Sigma APO 400MM f/5.6

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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda NikMik » 05/04/2013, 23:39

Mah, allora io ho avuto fortuna con la mia OM2n. La pagai 80 euro e in ottime condizioni! Certo a 30 euro non c'è verso.
Qui a Firenze ci sono ottimi fotoriparatori che te la farebbero senza problemi, la ritaratura dell'esposimetro. Ma se da te non ne hai, o sono ladri, allora ti conviene metterci il chip MR-9 da comprare sulla baia, io lo uso sulla mia Canonet: funziona perfettamente; il vantaggio è che se un giorno prendi un secondo corpo, puoi usare lo stesso chip in un'altra macchina. Devi prendere però con il chip una pila S43 o L43 da 1,5v (più sottili delle S44 o L44), perché così la somma del chip più la pila fanno l'equivalente in dimensioni di una PX 625 (per OM-1, Canonet, Nikkormat FTn, ecc.). Anche quelle le trovi in internet facilmente.



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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda NikMik » 05/04/2013, 23:52

vngncl61 ha scritto:Chip MR 9? :-o E' un, fetosissimo, diodo schottky da pochi centesimi :D

:-h


Sì, ma il vantaggio è che appunto costa poco e funziona (almeno a me!)... Poi quando ritarano gli esposimetri, non fanno altro che aggiungere un piccolo diodo, solo che lo fanno nel circuito e non lo vedi... Ma forse (anzi sicuramente) c'è qualcosa che mi sfugge... perché lo sconsigli? Ti giuro che sulla mia Canonet mi dà esposizioni perfetto anche per le diapositive, non sbaglia un colpo.



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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda NikMik » 06/04/2013, 0:29

Ah, ho capito. Se uno avesse manualità, certo se lo farebbe da solo; forse in tal caso il nostro amico di Pavia l'avrebbe già fatto; ma, se è come me che non ho mai fatto cose del genere, penso che non si fidi di saldare da solo un diodo trafficando con un minisaldatore nei circuiti esposimetrici della sua amata OM-1.
Io però, parlando di MR-9, mi riferisco non al diodo di per sé, ma a una specie di pasticca vuota venduta su internet, che evidentemnte contiene questo diodo: è una strutturina della dimensione esatta di una pila PX625, ma vuota, che serve a metterci DENTRO una pilina S43 da 1,5v e poi, come se fosse una pila, viene messa nel vano pile e fornisce la tensione adeguata di 1,35v. A me pare comoda, e la uso, ma certo non costa 20 centesimi; in ogni caso a me ha risolto il problema.



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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda chromemax » 06/04/2013, 9:12

In rete si trovano anche le istruzioni per farselo da soli partendo dall'involucro di una vecchia pila al mercurio; certo si tratta di saldare un smd dentro una pila a pastiglia, insomma non il massimo della facilità e della comodità... io ho preferito comprare l'adattatore anche se è un furtarello :D



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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda joeanty » 06/04/2013, 13:29

le soluzioni sono tre:
- Adattatore
- Taratura dell'esposimetro
- Pile ZINC-AIR

la soluzione migliore, secondo me, è usare le pile ZINC-AIR tipo le A675, che presentano un comportamento analogo a quello delle vecchie pile all'ossido di mercurio e una tensione di uscita di 1,4V (quindi solo 0,05 V di differenza, valore in percentuale più basso di quello della tolleranza utilizzata nella progettazione della maggior parte dei circuiti elettronici dell'epoca).

Non sono convinto che la soluzione con il diodo schottky (o con l'adattatore) sia la migliore, almeno per quanto riguarda gli esposimetri interni alle fotocamere.

I diodi non ha un comportamento né stabile né lineare, sia per quanto riguarda la corrente che li attraversa, sia per la temperatura di utilizzo.
Le approssimazioni che si fanno quando si progettano i circuiti partono dal presupposto di lavorare con valori di corrente e tensione per cui le variazioni di comportamento del diodo sono percentualmente trascurabili (es: decine o centinaia di milli A e tra i 5 ed i 12 V), mentre qui parliamo di pochi milli A e 1,35 - 1,55 V

Il diodo ideale dovrebbe presentare una caduta di tensione di 0,15V, costante con la temperatura e l'a corrente assorbita dall'esposimetro, per adattare le classiche SR44 e farle lavorare come delle vecchie PX625.

Considerando un diodo schottky con caratteristiche adatte alle nostre esigenze, di quelli con cui è possibile lavorare "a casa" con un saldatore stilo (quindi non SMD) e che presenta il comportamento più prossimo a quello desiderato, ovvero il BAT43 (o anche in BAT83).
Per questo diodo a 25°C, la caduta sarebbe di:

- 0,25V se deve erogare 1 milli A (e quindi la tensione disponibile sarebbe 1,25V-1,3V)
- 0,4V se deve erogare 10 milli A (e quindi la tensione disponibile sarebbe 1,1V, con sovraesposizione e/o non funzionamento dell'esposimetro)

Quindi la lettura varia rispetto al variare dell'assorbiento da parte dell'esposimetro.
Ma questo non è un vero problema, visto che un esposimetro assorbono più o meno sempre la stessa corrente, indipendentemente dalla lettura.

Il problema vero si ha con la differenza di comportamento che i diodi esprimono al variare della temperatura.
Facciamo finta che l'esposimetro della mia macchina necessiti di circa 5 milli A per funzionare (valore tipico delle Nikon degli anni 80 e del tutto plausibile anche negli anni 70 per altre marche).
Il range di temperatura in cui utilizzo la mia macchina, va dai -5°C ai 40°C a cui corrispondono rispettivamente circa tra gli 0,35 e gli 0,2 V di caduta a 5 milli A, ovvero l'esposimetro si comporterà bene in piena estate (o nel deserto) e darà letture sovraesposte in inverno o sulla neve.

Di contro, la stabilità di una pila SR44 al variare delle condizioni climatiche è nettamente superiore (se non erro, si parla di uno scarto di 0,05V nello stesso intervallo di temperature), garantendo letture più consistenti.

Ergo, dotandosi solo di un pezzo di cartoncino per evitare che la SR44 "sciacqui" nel vano pile destinato ad una PX625, è meglio compensare l'esposizione in macchina (giocando con l'apposita rotella o con gli ISO) che inventarsi o acquistare adattatori improbabili.

In realtà, la taratura dell'esposimetro non sarà mai precisa per due motivi:

1) La differenza nella misura dell'esposizione cresce al crescere della luminosità della scena

2) La nostra amata MF analogica, che frazione di stop gestisce? Praticamente tutte permettono di impostare la sensibilità ad intervalli di 1/3 di stop, mentre la compensazione dell'esposizione (se presente), può essere frazionata in terzi di stop o mezzi stop: ergo l'esposizione misurata, oltre a risentire del difetto descritto nel primo punto, avrà comunque una tolleranza che varierà tra + o - 1/6 e + o - 1/3 di stop, valori peraltro abbastanza ininfluenti se si scatta in B/N


La creatività è la capacità di immaginare soluzioni non convenzionali rispetto a situazioni che siamo in grado di riconoscere senza difficoltà: l'attenzione viene catturata quando si disattendono le aspettative fondate sulla consuetudine esperenziale.

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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda joeanty » 06/04/2013, 15:31

Infatti tifo per la pila zinco-aria ;)

Il resto riguarda solo delle considerazioni che mi sono divertito a fare tirando fuori i confusi ricordi dell'università :-B


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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda VonRajoria » 07/04/2013, 18:18

uuuh le zinco aria non le conoscevo... credo che ne farò una bella scorta


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Re: domande di un giovane neofita

Messaggioda cocal69 » 08/04/2013, 14:33

qui un'interessante spiega del problema pile, con varie soluzioni ;-)

http://www.butkus.org/chinon/batt-adapt-us.pdf

Ho il probema anch'io nell'esposimetro.... per ora , dopo circa 12 anni che l'ho preso (usato), non ho mai cambiato la batteria, ma .... mi sa che e' tempo di pensarci!!!!


Due cose sono infinite: l'Universo e la stupidita' umana. Sull'Universo ho ancora dei dubbi.
A.Einstein

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