Dubbio stampa
Moderatori: Silverprint, chromemax
Dubbio stampa
Ciao a tutti e in primis grazie a chi mi vorrà aiutare.
Parto con la premessa che vengo dal mondo del digitale ed ho iniziato a scattare a pellicola da un po' di tempo a questa parte (circa 6 mesi).
Come attrezzatura possiedo una Rolleiflex 3.5, la utilizzo sempre su cavalletto e con scatto flessibile, come pellicola utilizzo una Ilford Fp4 e come sviluppo mi attengo ai tempi da bugiardino dell'Ilford Perceptol o dell'ID-11.
Da un po' di tempo a questa parte inoltre mi sono dedicato alla stampa, sempre fatta in casa con un Dusrt M670 BW, con ottica Componon 80 mm e relativo porta negativi, nel porta negativi installato sopra vi è il vetro anti-newton mentre sotto per ora utilizzo la mascherina originale, come carta utilizzo una Ilford RC Pearl o una Ilfrd RC Glossy tutte e due del formato 17,8x24.
Mi diverto un sacco e il mondo dell'analogica mi affascina, cerco di migliorarmi sempre più e con il poco tempo che ho a disposizione anche studiare qualcosa, comunque il problema è questo, osservando le stampe, messe a fuoco ovviamente fatta prima della stampa con focometro, mi sembrano fin troppo "morbide", non so se in analogica il termine è corretto (in caso perdonatemi), ma mi sembrano poco nitide, non micromosse ma appunto un tantinello morbide.
La mia domanda è questa, provenendo io dal digitale ed essendo abituato ad una nitidezza forse esagerata è un problema di abitudine? Ovviamente immagino già che il problema andrebbe risolto visionando le stampe, anche perché ho provate a digitalizzare una stampa ma il software comunque una maschera di contrasto ce la applica sempre.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
P.
Parto con la premessa che vengo dal mondo del digitale ed ho iniziato a scattare a pellicola da un po' di tempo a questa parte (circa 6 mesi).
Come attrezzatura possiedo una Rolleiflex 3.5, la utilizzo sempre su cavalletto e con scatto flessibile, come pellicola utilizzo una Ilford Fp4 e come sviluppo mi attengo ai tempi da bugiardino dell'Ilford Perceptol o dell'ID-11.
Da un po' di tempo a questa parte inoltre mi sono dedicato alla stampa, sempre fatta in casa con un Dusrt M670 BW, con ottica Componon 80 mm e relativo porta negativi, nel porta negativi installato sopra vi è il vetro anti-newton mentre sotto per ora utilizzo la mascherina originale, come carta utilizzo una Ilford RC Pearl o una Ilfrd RC Glossy tutte e due del formato 17,8x24.
Mi diverto un sacco e il mondo dell'analogica mi affascina, cerco di migliorarmi sempre più e con il poco tempo che ho a disposizione anche studiare qualcosa, comunque il problema è questo, osservando le stampe, messe a fuoco ovviamente fatta prima della stampa con focometro, mi sembrano fin troppo "morbide", non so se in analogica il termine è corretto (in caso perdonatemi), ma mi sembrano poco nitide, non micromosse ma appunto un tantinello morbide.
La mia domanda è questa, provenendo io dal digitale ed essendo abituato ad una nitidezza forse esagerata è un problema di abitudine? Ovviamente immagino già che il problema andrebbe risolto visionando le stampe, anche perché ho provate a digitalizzare una stampa ma il software comunque una maschera di contrasto ce la applica sempre.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
P.
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Re: Dubbio stampa
Appunto.
Difficile fare diagnosi senza vedere le stampe...
Qualche supposizione si può fare. La prima l'hai già fatta, e in effetti in digitale l'eccesso di effetti di sharpening in tutti i passaggi del file è un po' un problema e solo lavorandoci molto bene si mitiga. È inerente la tecnologia stessa: per visualizzare serve avere una superficie e la superficie è creata da un calcolo e in prima battuta (creazione della superficie a partire dalle coordinate) può esser tutto tranne che nitida. Quindi ok, certamente le stampe digitali e quelle analogiche appaiono diverse. Però certamente quelle analogiche non appaiono poco nitide!
Altre idee.
La stampa non è a fuoco. Prima dell'uso il focometro va regolato sul tuo occhio, lo hai fatto?
Hai l'obbiettivo dell'ingranditore e/o quello della macchina appannato.
Hai scattato in condizioni di luce difficili, per un ottica d'epoca, e hai del flare.
Per compensare negativi un po' duri (per via dei tempi da bugiardino) stai stampando su gradazioni di contrasto basse o molto basse.
Non regoli bene i parametri di stampa e ti manca contrasto.
Difficile fare diagnosi senza vedere le stampe...
Qualche supposizione si può fare. La prima l'hai già fatta, e in effetti in digitale l'eccesso di effetti di sharpening in tutti i passaggi del file è un po' un problema e solo lavorandoci molto bene si mitiga. È inerente la tecnologia stessa: per visualizzare serve avere una superficie e la superficie è creata da un calcolo e in prima battuta (creazione della superficie a partire dalle coordinate) può esser tutto tranne che nitida. Quindi ok, certamente le stampe digitali e quelle analogiche appaiono diverse. Però certamente quelle analogiche non appaiono poco nitide!
Altre idee.
La stampa non è a fuoco. Prima dell'uso il focometro va regolato sul tuo occhio, lo hai fatto?
Hai l'obbiettivo dell'ingranditore e/o quello della macchina appannato.
Hai scattato in condizioni di luce difficili, per un ottica d'epoca, e hai del flare.
Per compensare negativi un po' duri (per via dei tempi da bugiardino) stai stampando su gradazioni di contrasto basse o molto basse.
Non regoli bene i parametri di stampa e ti manca contrasto.
Re: Dubbio stampa
Un’altra possibilità è che la tua Rollei abbia bisogno di essere revisionata.
Ho mandato la mia da Sandro. Quando è tornata era un’altra macchina. E la differenza più eclatante era proprio nella precisione della messa a fuoco.
Ho mandato la mia da Sandro. Quando è tornata era un’altra macchina. E la differenza più eclatante era proprio nella precisione della messa a fuoco.
Mauro
Re: Dubbio stampa
Ciao e grazie @Silverprint per la rapida risposta. 
Devo assolutamente vedere se il problema è la lente dell'ingranditore, posso postare una foto?
Si, ho il focometro Paterson e l'ho regolato per vedere nitida la stanghetta centrale, vado a memoria però ricordo di aver letto le istruzioni.La stampa non è a fuoco. Prima dell'uso il focometro va regolato sul tuo occhio, lo hai fatto?
Ora che l'ho smontato, la lente dell'ingranditore se ci guardo attraverso, vedo come annebbiato.Hai l'obbiettivo dell'ingranditore e/o quello della macchina appannato.
Già, ieri ho dovuto stampare con filtro di grado 1.Non regoli bene i parametri di stampa e ti manca contrasto.
Devo assolutamente vedere se il problema è la lente dell'ingranditore, posso postare una foto?
Re: Dubbio stampa
Grazie per la dritta, devo seriamente valutare anche questa possibilità, anche se quando l'ho presa usata da un noto negozio di Padova e non solo me l'hanno venduta come perfettamente revisionata, certo che tutto può essere ma io tendenzialmente mi fido di quello che mi dicono e forse sbaglio...
Re: Dubbio stampa
Anche la mia. Poi è andata da Sandro che l’ha trovata piena di grassi secco e detriti vari. E con la messa a fuoco sregolata.
Ho scritto al venditore che mi ha risposto che la loro revisione consiste nel testare le funzioni principali (sic!).
E se l’obiettivo dell’ingranditore è annebbiato cambialo.
Mauro
Re: Dubbio stampa
Nelle Rolleiflex, oggi, a 50-60-70 anni dalla loro produzione, assisto ad un consumo delle camme di messa a fuoco, che comportano un arretramento del piano focale. Statisticamente questo consumo si attesta su 5-6 centesimi di millimetro.
Ora si potrebbe pensare che sia un errore irrilevante, ma non è così. La pellicola fotografica è spessa da 10 a 12 decimi di millimetro, di cui metà è plastica (il supporto). Quindi è necessario che la fotocamera piazzi il piano di messa a fuoco sulla superficie dell'emulsione con una tolleranza di 2-3 centesimi al massimo, in modo che l'immagine sia generata comunque dentro lo spessore dell'emulsione. Quando invece la fotocamera mette il piano di fuoco sei centesimi più indietro, genera una perdita di nitidezza, che non è uno sfuocato palese, ma sufficiente per essere notato.
Su un campione di 250 rolleiflex giunte in laboratorio, soltanto due avevano la messa a fuoco perfetta.
Per inciso questo errore viene continuamente confuso per una cattiva qualità dell'obiettivo, e su questo spesso assisto ad aberranti, infinite discussioni dove si pretende di comparare la mela con la pera, ma entrambe sono già avariate.
Prima di discutere sulle presunte qualità di un obiettivo è NECESSARIO accertarsi della sua perfetta collimazione, che non si fa ad occhio, ma con strumenti specifici e molto costosi.
Una volta riposizionato correttamente il piano di fuoco (oltre ad avere controllato anche la sua perfetta planarità ed il parallelismo rispetto al piano pellicola), magicamente la Rolleiflex si trasforma, generando negativi di una nitidezza stupefacente (ma ciò vale per TUTTE le fotocamere).
Per cui, tornando all'oggetto, se non vi è una palese cappella di messa a fuoco in stampa, o un difetto evidente dell'obiettivo da stampa, la macchina è scollimata. Spesso capita anche che l'obiettivo di ripresa non sia allineato con quello di visione, aggiungendo ulteriori errori al consumo dei pattini.
Considera infine che NESSUN NEGOZIO, e ripeto una seconda volta, NESSUN NEGOZIO, effettua la revisione delle fotocamere in vendita, che è solo millantata, si limitano a provare se funziona. Se funziona, è automaticamente revisionata.
Ora si potrebbe pensare che sia un errore irrilevante, ma non è così. La pellicola fotografica è spessa da 10 a 12 decimi di millimetro, di cui metà è plastica (il supporto). Quindi è necessario che la fotocamera piazzi il piano di messa a fuoco sulla superficie dell'emulsione con una tolleranza di 2-3 centesimi al massimo, in modo che l'immagine sia generata comunque dentro lo spessore dell'emulsione. Quando invece la fotocamera mette il piano di fuoco sei centesimi più indietro, genera una perdita di nitidezza, che non è uno sfuocato palese, ma sufficiente per essere notato.
Su un campione di 250 rolleiflex giunte in laboratorio, soltanto due avevano la messa a fuoco perfetta.
Per inciso questo errore viene continuamente confuso per una cattiva qualità dell'obiettivo, e su questo spesso assisto ad aberranti, infinite discussioni dove si pretende di comparare la mela con la pera, ma entrambe sono già avariate.
Prima di discutere sulle presunte qualità di un obiettivo è NECESSARIO accertarsi della sua perfetta collimazione, che non si fa ad occhio, ma con strumenti specifici e molto costosi.
Una volta riposizionato correttamente il piano di fuoco (oltre ad avere controllato anche la sua perfetta planarità ed il parallelismo rispetto al piano pellicola), magicamente la Rolleiflex si trasforma, generando negativi di una nitidezza stupefacente (ma ciò vale per TUTTE le fotocamere).
Per cui, tornando all'oggetto, se non vi è una palese cappella di messa a fuoco in stampa, o un difetto evidente dell'obiettivo da stampa, la macchina è scollimata. Spesso capita anche che l'obiettivo di ripresa non sia allineato con quello di visione, aggiungendo ulteriori errori al consumo dei pattini.
Considera infine che NESSUN NEGOZIO, e ripeto una seconda volta, NESSUN NEGOZIO, effettua la revisione delle fotocamere in vendita, che è solo millantata, si limitano a provare se funziona. Se funziona, è automaticamente revisionata.
Re: Dubbio stampa
Oggi ho provato a controllare la lente dell'ingranditore, la lente una Schneider-Kreuznach Componon 1:5,6/80, che svitandola si smonta in due pezzi, la lente dove non ci sono le lamelle si presenta così:
Che sia anche questo il fattore incriminante?
Ringrazio e saluto.
Pietro.
Che sia anche questo il fattore incriminante?
Ringrazio e saluto.
Pietro.
Re: Dubbio stampa
È una prova in flagranza di reato, altro che incriminante.
Ciao!
A.
Ciao!
A.
Re: Dubbio stampa
Perfetto, grazie.
Allora provvederò a comprare un esemplare in migliore stato, ho visto che i prezzi si aggirano sui 100,00€ per questa lente.
Allora provvederò a comprare un esemplare in migliore stato, ho visto che i prezzi si aggirano sui 100,00€ per questa lente.