Esporre per le ombre...all'atto pratico

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emiliocorbari
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Esporre per le ombre...all'atto pratico

Messaggio da emiliocorbari »

  • Ciao, dopo essere letto il trhead in cui Silver spiega bene l'argomento, mi è rimasto un dubbio pratico:

    diciamo che io voglia fare un ritratto a un soggetto posto accanto a una finestra. La luce illumina così la metà del volto rivolta verso la finestra, mentre l'altra metà rimane in ombra. Dato che non ho un esposimetro, di solito riempio l'inquadratura con la porzione su cui voglio una corretta esposizione e vedo che diaframma mi suggerisce l'espositrici interno

    La domanda è questa: se volessi correttamente esporre per le ombre, dovrei misurare la parte del volto in ombra, corretto? In modo da avere lì il dettaglio che mi serve?

    Seconda questione (legata alla prima): misurando sul lato in ombra, in teoria la parte del volto in luce dovrebbe venire sovraesposta. Questo si può correggere con il famoso ...E SVILUPPA PER LE LUCI. Ma non sviluppando in casa e affidandomi a un laboratorio, come faccio a poter operare in questo senso? Dovrei forse dare precise indicazioni al Lab di (per esempio) sottosviluppare di 1 stop il rullino? Ovviamente, scattando in 35mm, tutto si complica, perché non è detto che gli scarti di luminosità siano sempre uguali in tutte le foto.

    Terza e ultima questione (sempre derivata dalle prime 2): mi manda in confusione il paragone col digitale. In digitale vige la regola ETTR (Expose To The Right), cioè dare più informazioni nella parte di alte luci, quindi avere un istogramma sbilanciato a destra, per poi recuperare le luci con un software. In pratica sovraesporre.

    Ma se in pellicola espongo per le ombre, non vado a sovraesporre le luci, esattamente come nel digitale?

    Scusate, ho un po' di confusione, grazie a chi vorrà chiarirmi i dubbi.



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Sakurambo
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Re: Esporre per le ombre...all'atto pratico

Messaggio da Sakurambo »

Ciao a tutti
Sono nuovo del forum quindi mi presento.
Sono un appassionato, ma non un fotografo, scatto solo per imparare e non pubblico i miei scatti.
Io ho lo stesso tuo dubbio e aspetto con ansia risposta.
Anch'io venendo dal digitale espongo sul dettaglio dell'inquadratura che voglio maggior dettaglio.
Per l'analogico è differente, perché se scatto in questo modo il negativo, una volta sviluppato, risulta trasparente e privo di contrasto.
Dal negativo il dettaglio si vede, ma in stampa non ho dettaglio e molto nero.
Speriamo che ti risponda qualcuno, così capisco dove sbaglio.

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-Sandro-
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Re: Esporre per le ombre...all'atto pratico

Messaggio da -Sandro- »

La risposta alla domanda uno è si, se è in quella zona che vuoi mantenere il dettaglio nelle ombre, ma se nella stessa scena ci saranno zone meno luminose, lì avrai il nero quasi totale, e se il volto è una piccola parte del fotogramma il risultato potrebbe non essere quel che ti aspetti. Quindi occorre valutare tutto il fotogramma.
Se la fotocamera ha un esposimetro spot incorporato puoi effettuare le misure senza problemi, diversamente sarebbe più problematico, ma non impossibile, dovresti avvicinarti molto alla zona da misurare sino a coprire tutto il campo di misura dell'esposimetro. Ma non deve essere un esposimetro "intelligente", altrimenti non saprai mai che tipo di impostazione sceglie in base alla luce misurata.

Risposta due: perché dovresti avere automaticamente le luci sovraesposte? Non è detto, dipende dal contrasto della scena che invece dovrai misurare tu. Se il contrasto fosse eccessivo dovrai ridurre lo sviluppo in modo da ottenere un negativo con un contrasto adeguato alla stampa, diversamente se il contrasto fosse basso dovrai aumentare il tempo di sviluppo. In stampa comunque hai cinque gradi di contrasto sulla carta che ti possono assorbire errori di esposizione e sviluppo non esagerati. Non so attualmente quale sia il livello di contrasto registrabile da un sensore, fino a poco tempo fa erano pochi stop, ma su una pellicola ben trattata puoi registrarne sino a venti.

Risposta tre: nel digitale, che devi toglierti dalla mente il più velocemente possibile, il contrasto del sensore non può essere modificato. Quello che si fa in postproduzione per rabberciare le cappelle spesso è così visibile da diventare una firma (tranne che per chi lo produce, che stranamente, non se ne accorge mai).
Nella pellicola il contrasto in ripresa lo controlli con il tempo di sviluppo che quindi non è una costante, ma un parametro del processo.
Difficilmente poi un laboratorio attuale potrà risolvere per te ciò che invece dovresti farti da solo: le prove suggerite nella discussione che hai citato ma non ancora assimilato. L'esposizione per le luci e la misura del contrasto (con annessi ragionamenti) li fai nel momento della ripresa. Lo sviluppo per le luci (il cui tempo deriva dai ragionamenti precedenti) lo fai dopo: sono due fasi distinte, e ognuna delle due concorre al risultato finale.

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emiliocorbari
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Re: Esporre per le ombre...all'atto pratico

Messaggio da emiliocorbari »

-Sandro- ha scritto:
09/03/2021, 8:54
La risposta alla domanda uno è si, se è in quella zona che vuoi mantenere il dettaglio nelle ombre, ma se nella stessa scena ci saranno zone meno luminose, lì avrai il nero quasi totale, e se il volto è una piccola parte del fotogramma il risultato potrebbe non essere quel che ti aspetti. Quindi occorre valutare tutto il fotogramma.
Se la fotocamera ha un esposimetro spot incorporato puoi effettuare le misure senza problemi, diversamente sarebbe più problematico, ma non impossibile, dovresti avvicinarti molto alla zona da misurare sino a coprire tutto il campo di misura dell'esposimetro. Ma non deve essere un esposimetro "intelligente", altrimenti non saprai mai che tipo di impostazione sceglie in base alla luce misurata.

Risposta due: perché dovresti avere automaticamente le luci sovraesposte? Non è detto, dipende dal contrasto della scena che invece dovrai misurare tu. Se il contrasto fosse eccessivo dovrai ridurre lo sviluppo in modo da ottenere un negativo con un contrasto adeguato alla stampa, diversamente se il contrasto fosse basso dovrai aumentare il tempo di sviluppo. In stampa comunque hai cinque gradi di contrasto sulla carta che ti possono assorbire errori di esposizione e sviluppo non esagerati. Non so attualmente quale sia il livello di contrasto registrabile da un sensore, fino a poco tempo fa erano pochi stop, ma su una pellicola ben trattata puoi registrarne sino a venti.

Risposta tre: nel digitale, che devi toglierti dalla mente il più velocemente possibile, il contrasto del sensore non può essere modificato. Quello che si fa in postproduzione per rabberciare le cappelle spesso è così visibile da diventare una firma (tranne che per chi lo produce, che stranamente, non se ne accorge mai).
Nella pellicola il contrasto in ripresa lo controlli con il tempo di sviluppo che quindi non è una costante, ma un parametro del processo.
Difficilmente poi un laboratorio attuale potrà risolvere per te ciò che invece dovresti farti da solo: le prove suggerite nella discussione che hai citato ma non ancora assimilato. L'esposizione per le luci e la misura del contrasto (con annessi ragionamenti) li fai nel momento della ripresa. Lo sviluppo per le luci (il cui tempo deriva dai ragionamenti precedenti) lo fai dopo: sono due fasi distinte, e ognuna delle due concorre al risultato finale.
Grazie Sandro della risposta esaustiva, la nebbia si è un po' diradata. Per quanto riguarda il digitale, purtroppo non posso togliermelo dalla testa perché ci lavoro tutti i giorni, lavorando in una casa di produzione video. Sarà per questo che mi si crea confusione, anche se al momento l'analogico è maggiormente nelle mie corde.

Per quanto riguarda l'esposimetro, è quello integrato della Canon AE1 (quindi NON spot) e per misurare l'esposizione faccio proprio come ha detto tu, mi avvicino alla zona da misurare e riempio l'inquadratura. Nel caso del mio esempio mi riferivo a un ritratto in primo piano (forse non l'avevo specificato), quindi misuro l'esposizione sul lato del volto in ombra e scatto.

Grazie farò un po' di prove, sicuramente sviluppo e stampa saranno tasselli fondamentali per ampliare le mie competenze su tutto il processo, chissà, in futuro...

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Sakurambo
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Re: Esporre per le ombre...all'atto pratico

Messaggio da Sakurambo »

Grazie Sandro anche da parte mia.
Posso chiederti un ultima cosa?
Ho scattato un rullino agfa apx 400 con una maxxum 7.
Non avendo idea che l'analogico è completamente differente dal digitale, ho esposto in camera come se fossi con la digitale, quindi esponendo sugli occhi del soggetto. Io sviluppo con kit arsimago e dalla loro scheda tecnica, consigliano un tempo di sviluppo pari a 7min con diluizione 1+59 per quella pellicola. Da come ho esposto in macchina, credo che se facessi come scritto nei data sheet di arsimago avrei un rullino sottoesposto, in quanto non ho esposto per le ombre. Per cercare di ovviare questo problema (so che se sbagli in macchina non è che puoi avere miracoli dopo, ma per tentare di aggiustare il tiro) e avere un rullino stampabile (so che non nessuno può dirmi se è stampabile oppure no finché non lo sviluppo), ma conoscendo il mio errore fatto in camera come posso cercare di tamponarlo?
Altra cosa che non ho capito.
Ho un rullino di 36 pose, l'ho carico in camera e esco a fare foto. Faccio foto a diverse scene con condizioni di luci differenti. Espongo per le ombre, come letto da innumerevoli post letti sul blog (non mi è totalmente chiaro, ma immaginiamo che ho capito). Per sviluppare il rullino e avere dei negativi più o meno uguali (scusate l'improprio vocabolo). Dovrei esporre in camera sempre allo stesso modo, quindi se io ho una scena 1 con forte contrasto e espongo per le ombre non ho problemi, ma se la scena 2 che voglio scattare non ha contrasto in condizioni di luce totalmente differenti (per esempio con pochi neri) dovrei esporre sul punto più in ombra (scusate ancora per il termine improprio), sottoesporla per un numero sufficiente di stop in maniera tale che quel punto abbia la stessa esposizione della scena in ombra della foto della scena1 contrastata scattata in precedenza. Giusto? Naturalmente poi una volta sviluppato il rullino, nella speranza di aver azzeccato il tempo di sviluppo e la percentuale del rilevatore, dovrei avere foto di scene differenti più o meno con contrasti, più o meno tutti uguali. Giusto? So che tra il dire e fare c'è di mezzo il mare, ma il concetto seppur detto con termini impropri e tralasciando un numero infinito di variabili è più o meno questo. Naturalmente comprerò il libro "il negativo" per capirci di più, ma se inizio da qui vado bene? Grazie.

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