Prima di tutto spero di aver collocato il post nella sezione adeguata, ero un po' in dubbio, in caso contrario che lo si sposti ove opportuno.
Dopo una sessione di stampa con negativi un po' ostici mi sono posto alcune questioni alle quali non sono riuscito a dare risposta. Parto da una breve cronistoria e poi arrivo alle domande.
Ho alcuni negativi (Fp4) con contrasto eccessivo che non riesco a riprodurre in stampa. Utilizzo un sistema zonale iper-spannometrico e questo in definitiva è il problema grosso. La carta sulla quale provavo a stampare è una Ilford Galerie gradazione 2. In definitiva o perdevo il nero o perdevo i bianchi.
Per gioco ho iniziato a sperimentare con due sviluppi: centrbrom ed ekobrom. Sono rimasto piacevomente colpito dai risultati e dalla possibilità che questa combinazione offre. Il fatto che il primo lavori in superficie e il secondo in profondità mi è chiaro, sperimentalmente è molto evidente, cosa comporti. Però...
Da queste sperimentazioni sono sorte ancora più domande, riassumibili così:
- più o meno capisco in termini generali le relazioni che intercorrono tra esposizione e sviluppo su pellicola, ma su carta?
- la diluizione dello sviluppo e l' esposizione come vanno a determinare l' immagine finale su carta?
Equivale dal punto di vista dell' annerimento a ragionare come sul negativo? Ovvero vado a determinare le aree meno dense (luci) con l' esposizione e poi quelle più dense (ombre) con lo sviluppo? Sto sempre ragionando su gradazione fissa.
Come avrete capito sono molto confuso...
Vi ringrazio anticipatamente.
Jacopo