Fomapan 400

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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zehner21
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Fomapan 400

Messaggioda zehner21 » 28/04/2014, 8:38

Scusate l'OT, ma visto che stiamo parlando di pellicole e rivelatori..
Quello che mi chiedo io è: come mai quasi nessuno (a parte ilford con la panf+) riporta grafici/tempi per il Rodinal?
Non voglio essere polemico, sia ben inteso



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Re: Fomapan 400

Messaggioda Silverprint » 28/04/2014, 8:55

Raramente i fabbricanti danno i tempi per i rivelatori prodotti da altri. I tempi però li riporta il fabbricante del rivelatore.

Curve e misurazioni ben fatte le da praticamente solo Kodak, ma quasi sempre i produttori danno una indicazione sul contrasto.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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anonymous1

Re: Fomapan 400

Messaggioda anonymous1 » 28/04/2014, 9:00

Le foma sono le preferite Pierpaolo.....xd



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Giorgio70
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Re: Fomapan 400

Messaggioda Giorgio70 » 28/04/2014, 10:18

impressionando ha scritto:Non c'è una risposta....
....dipende da tanti fattori.
Sommariamente posso anticiparti la quella pellicola andrebbe esposta per 200iso o anche meno.... il tempo di sviluppo lo regoli in base al tipo di luce in ripresa.
Per chiarirti le idee dai un occhio (e una letta) qui:
http://www.analogica.it/rivelatore-tri-x-400-lezioni-di-fotografia-t3018.html



Ecco, approfittando del fatto che sono in ferie prendo spunto da questa osservazione per farne un'altra di carattere polemica (beninteso, non "ad personam" ma in generale).

Ordunque…. E' fin da quando ho iniziato a leggiucchiare qualcosa di fotografia - partendo dai testi di Ansel Adam (che peraltro conosco solo sommariamente e… a dirla tutta…. io il suo sistema zonale non l'ho realmente capito…. mi è sempre sembrato un qualcosa di esageratamente teorico che ben poco ha a che fare con la realtà pratica della fotografia) che ho sempre letto e straletto che il negativo corretto si ottiene esponendo per le ombre e sviluppando per le luci…. Ora però…. ammesso che qui non siamo tutti dotati di macchine fotografiche di grande formato per cui ogni singolo negativo è realmente "storia a sé" queste regole sono più che giuste…. Mi spiegate come cavolo si fa a fare calcoli simili quando si opera nel formato 35mm? (Cioè, detta per inciso, il formato che anche qui dentro usa il 90 % degli iscritti)

Purtroppo al di là della teoria ci sono poi i mezzi con cui uno concretamente si trova ad operare e in ambito 35mm hai ben poco da far calcoli tra la correlazione tra "esposizione per ombre e sviluppo per le luci"…. Alzi la mano chi fa una cosa simile in ambito 35 mm? Lì, ti ritrovi con 36 negativi (40 nel caso della Foma… tenetelo presente se volete risparmiare) e in fase di sviluppo ti ritrovi necessariamente a dover fare una media su 36/40 negativi che per forza di cose presenteranno dinamiche luminose tra loro spesso contrapposte se non totalmente antitetiche…..

Altro motivo per cui a volte sento una sorta di fastidio nel leggere questi consigli che nulla hanno a che vedere con la realtà concreta della fotografia 35 mm (ma anche quella di medio formato) è la seguente: Prendete, ad esempio, il PDF illustrativo della Ilford circa la sua pellicola FP4 che cosa vi trovate scritto?

Vi trovate scritto questo (riporto testualmente): " L'FPA Plus è una pellicola robusta che produce negativi utilizzabili anche se sovraesposta di ben 6 valori di diaframma o sottoesposta di 2 valori" Della serie: una pellicola a prova di cretino, cioè, nel presente caso, a prova del sottoscritto…. Una pellicola che come la esponi ti garantisce sempre un risultato, almeno che tu non sia proprio totalmente digiuno delle regole di base e imposti tempi e diaframmi alla cacchio.

In questo senso - e qui mi riallaccio alla breve storia della fotografia fatta da Andrea - credo che il sistematico glissare sulle correte e tutto sommato poche regole che servirebbero per poter scattare le fotografie (Andrea giustamente ricordava che sono solo tre i comandi reali di una macchina fotografica: diaframma, tempo e messa a fuoco!) ed il puntare invece su "ipertocnologie" misteriose dipenda sempre dalla problematica che ho sollevato prima e cioè l'esigenza di trovare dei supporti fotografici (pellicole) ma altresì anche degli apparecchi fotografici che non operino mai all'interno di una singola fotografia ma sempre (o quasi) all'interno di un "blocco di foto" per cui davvero diviene necessario "mediare" tra la teoria utile nella esposizione e sviluppo del singolo negativo e la pratica di una esposizione massima (36 foto in ambito 35mmm o 12 più o meno in ambito medioformato).

Ecco, detto questo, a volte desidererei che i consigli elargiti in questo forum tenessero presente questa problematica (scatto fotografico cumulativo da rullino con 36/40 pose e non su singolo negativo) altrimenti la teoria resta fine a se stessa o meglio finalizzata all'utilizzo del grande formato ma prescinde dai mezzi che usiamo - almeno la maggior parte di noi - concretamente.


Ciao.


Giorgio

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Re: Fomapan 400

Messaggioda schyter » 28/04/2014, 10:35

Giorgio70 ha scritto:
impressionando ha scritto:Non c'è una risposta....
....dipende da tanti fattori.
Sommariamente posso anticiparti la quella pellicola andrebbe esposta per 200iso o anche meno.... il tempo di sviluppo lo regoli in base al tipo di luce in ripresa.
Per chiarirti le idee dai un occhio (e una letta) qui:
http://www.analogica.it/rivelatore-tri-x-400-lezioni-di-fotografia-t3018.html



Ecco, approfittando del fatto che sono in ferie prendo spunto da questa osservazione per farne un'altra di carattere polemica (beninteso, non "ad personam" ma in generale).

Ordunque…. E' fin da quando ho iniziato a leggiucchiare qualcosa di fotografia - partendo dai testi di Ansel Adam (che peraltro conosco solo sommariamente e… a dirla tutta…. io il suo sistema zonale non l'ho realmente capito…. mi è sempre sembrato un qualcosa di esageratamente teorico che ben poco ha a che fare con la realtà pratica della fotografia) che ho sempre letto e straletto che il negativo corretto si ottiene esponendo per le ombre e sviluppando per le luci…. Ora però…. ammesso che qui non siamo tutti dotati di macchine fotografiche di grande formato per cui ogni singolo negativo è realmente "storia a sé" queste regole sono più che giuste…. Mi spiegate come cavolo si fa a fare calcoli simili quando si opera nel formato 35mm? (Cioè, detta per inciso, il formato che anche qui dentro usa il 90 % degli iscritti)

Purtroppo al di là della teoria ci sono poi i mezzi con cui uno concretamente si trova ad operare e in ambito 35mm hai ben poco da far calcoli tra la correlazione tra "esposizione per ombre e sviluppo per le luci"…. Alzi la mano chi fa una cosa simile in ambito 35 mm? Lì, ti ritrovi con 36 negativi (40 nel caso della Foma… tenetelo presente se volete risparmiare) e in fase di sviluppo ti ritrovi necessariamente a dover fare una media su 36/40 negativi che per forza di cose presenteranno dinamiche luminose tra loro spesso contrapposte se non totalmente antitetiche…..

Altro motivo per cui a volte sento una sorta di fastidio nel leggere questi consigli che nulla hanno a che vedere con la realtà concreta della fotografia 35 mm (ma anche quella di medio formato) è la seguente: Prendete, ad esempio, il PDF illustrativo della Ilford circa la sua pellicola FP4 che cosa vi trovate scritto?

Vi trovate scritto questo (riporto testualmente): " L'FPA Plus è una pellicola robusta che produce negativi utilizzabili anche se sovraesposta di ben 6 valori di diaframma o sottoesposta di 2 valori" Della serie: una pellicola a prova di cretino, cioè, nel presente caso, a prova del sottoscritto…. Una pellicola che come la esponi ti garantisce sempre un risultato, almeno che tu non sia proprio totalmente digiuno delle regole di base e imposti tempi e diaframmi alla cacchio.

In questo senso - e qui mi riallaccio alla breve storia della fotografia fatta da Andrea - credo che il sistematico glissare sulle correte e tutto sommato poche regole che servirebbero per poter scattare le fotografie (Andrea giustamente ricordava che sono solo tre i comandi reali di una macchina fotografica: diaframma, tempo e messa a fuoco!) ed il puntare invece su "ipertocnologie" misteriose dipenda sempre dalla problematica che ho sollevato prima e cioè l'esigenza di trovare dei supporti fotografici (pellicole) ma altresì anche degli apparecchi fotografici che non operino mai all'interno di una singola fotografia ma sempre (o quasi) all'interno di un "blocco di foto" per cui davvero diviene necessario "mediare" tra la teoria utile nella esposizione e sviluppo del singolo negativo e la pratica di una esposizione massima (36 foto in ambito 35mmm o 12 più o meno in ambito medioformato).

Ecco, detto questo, a volte desidererei che i consigli elargiti in questo forum tenessero presente questa problematica (scatto fotografico cumulativo da rullino con 36/40 pose e non su singolo negativo) altrimenti la teoria resta fine a se stessa o meglio finalizzata all'utilizzo del grande formato ma prescinde dai mezzi che usiamo - almeno la maggior parte di noi - concretamente.


Ciao.

:ymhug: :-bd :ymhug:
Praticamente hai scritto le motivazioni per cui io sono passato nn dal digitale all'analogico... ma allo stenopeico! :x :x

ps > nello stenopeico i comandi (il comando) è solamente 1... il tempo !!! :)


Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scodinzola. ;/)
Mentre la fotografia non può mentire, i bugiardi possono fotografare...
Solo i pesci morti seguono la corrente... ;/)
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Re: Fomapan 400

Messaggioda marco66 » 28/04/2014, 10:36

Immagino di non aver inventato niente al massimo l'acqua calda :D
Ma io risolvo il problema tagliando il negativo se esposto in modo totalmente diverso, (lascio un paio di fotogrammi vuoti per il taglio)

Persi per persi preferisco fare cosi ma almeno gestisco al meglio che riesco gli altri. :-h



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Re: Fomapan 400

Messaggioda roby02091987 » 28/04/2014, 10:57

Beh, il SZ è stato "messo per iscritto", se così vogliamo dire, da una persona che scattava principalmente (solo?) grande formato in singole lastre, il che consente di sviluppare ogni singolo fotogramma indipendentemente e quindi sfruttare tutte le potenzialità del SZ.

Col 35mm e il 120, ovviamente bisogna scendere a compromessi. Tenendo conto che lo sviluppo sarà unico per tutti i fotogrammi, o comunque per una serie di essi, si cerca di esporre cercando di salvare capra e cavoli, ossia senza bruciare le alteluci ma al contempo mantenendo suppergiù il dettaglio voluto nelle ombre.

Puoi parzialmente ovviare al problema utilizzando un rullino sempre in condizioni di luce simili tra loro*, in modo da avere fotogrammi che comunque necessiterebbero di processi di sviluppo simili, se non uguali.

* che so, in pieno giorno, in aperta campagna, con medio-basso contrasto (immagino campi aperti, poca/niente ombra e un 2-3 massimo 4 EV di differenza tra le zone più chiare e le zone più scure) usi un rullo che svilupperai in un certo modo. Quando visiterai il borgo medievale con stretti vicoli, parte in ombra, parte in piena luce del mezzogiorno (vorrebbe essere un esempio di situazione ad alto contrasto, non so se sono riuscito a rendere l'idea :P ), userai un'altro rullo che svilupperai tenendo conto delle diverse condizioni di scatto rispetto al primo.



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Re: Fomapan 400

Messaggioda isos1977 » 28/04/2014, 11:08

Sono d'accordo che applicare in modo integrale il sistema zonale su 35mm risulta scomodo.

Però, non si può dire che sia un sistema "esageratamente teorico"... è un sistema molto pratico e, una volta capito, molto semplice da applicare. Ovviamente bisogna sapere cosa si vuole ottenere...in particolare dove "mettere" le zone...

in pratica, io effettivamente lo uso con pellicole 4x5 e in certe situazioni con pellicole 120

però le regole base che stanno dietro al sistema zonale sono alla base dell'esposizione in bianco e nero per qualsiasi formato. Anche se non hai il controllo micrometrico al terzo di stop (o più) puoi comunque controllare meglio l'esposizione e avere risultati più gestibili in stampa o comunque evitare delle sorprese...

Esporre per le ombre e sviluppare per le luci è un po' la sintesi di queste regole base... direi imprescindibile, e non mi sembra che si sia mai glissato su questo.. no?
Secondo te, quali sono le altre regole?


"Se il fotografo non vede, la macchina fotografica non lo farà per lui" - Kenro Izu

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Re: Fomapan 400

Messaggioda roby02091987 » 28/04/2014, 11:27

Concordo. Anche se nei formati "in rullo" non si può sfruttare al massimo in tutte le sue potenzialità, il SZ comunque dà un grosso aiuto nell'imparare a esporre correttamente, anche solo considerando la "forma mentis".

Personalmente cerco di usarlo ogni volta che mi è possibile, sia col 35mm che con il 120, nonostante i "limiti" che ha con i formati in rullo.
Ultima modifica di roby02091987 il 28/04/2014, 11:28, modificato 1 volta in totale.



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Re: Fomapan 400

Messaggioda luciano.xxk » 28/04/2014, 11:28

Per noi amatori la foto è divertimento: se il SZ zonale ti stressa, non usarlo, e vivi felice; la stragrande maggioranza di chi scatta ed ha scattato nei decenni ha fatto le sue scelte, e quasi mai applicando il SZ; tuttavia i libri di Adams, anche se non applicati, sono eccezionalmente educativi; l'importante è resistere alla tentazione di far diventare il SZ una specie di religione, invece è solo (banalizzando un po') sensitometria applicata.

Per chi invece vuole provare ad applicare qualcosa che assomiglia al SZ, la questione non è poi così insormontabile: con MF tipo Hasselblad etc. si può risolvere con i magazzini intercambiabili.

Con il 35 mm, se si vuole uscire dalla schiavitù della "media delle medie", non è scandaloso pensare di specializzare un corpo macchina a condizioni di contrasto medio alto (da sviluppare circa N-1) ed un'altra a condizioni di contrasto medio basso (da sviluppare circa N+1).

Pensa quanto potrebbe essere educativo, su un soggetto che ci piace, fare un "bracketing di sviluppo": scattare una foto e svilupparla N-1 ed un'altra uguale ma sviluppata poi N+1; solo facendo le prove e vedendo la differenza dei risultati si può capire se per noi vale la pena imbarcarsi nelle oggettive complessivà aggiuntive.

Ciao Luciano

p.s: l'affermazione di Ilford su Fp-4 è relativa alla possibilità di ottenere foto ancora stampabili, ma non è certo l'approccio consigliato da nessuno che pensi di puntare alla massima qualità raggiungibile, a parità di attrezzatura, competenza e cultura visiva





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