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Fotografare la neve

Inviato: 26/09/2011, 12:35
da maxnumero1
esiste una pellicola piu specifica di altre per fotografare la neve?
che si noti che c'è,pulita,non che sembri un pezzo di fotogramma bruciato dalla troppa esposizione
consigli?

Re: Fotografare la neve

Inviato: 26/09/2011, 14:20
da Silverprint
Uno solo che funziona sempre: esporla e svilupparla bene! ;)

Re: Fotografare la neve

Inviato: 26/09/2011, 18:35
da guarrellam
Massimo,l'hai detto tu stesso nella domanda......
Principalmente non devi bruciarla in esposizione.
Sovraesponi di 1 stop e mezzo e conduci uno sviluppo "normale".

Re: Fotografare la neve

Inviato: 26/09/2011, 22:47
da elderet
Puoi provare ad usare anche un polarizzatore per eliminare i riflessi, ti toglie anche un bel po' di luminosità totale. Anche uno Skylight in misura ridotta ti aiuta a fare ciò, ma il pola l'ho provato sia per il BN che per il colore per eliminare il riverbero della sabbia bianca, funziona anche per la neve, ma vivendo in sardegna non ho provato di persona. Ti posso garantire che però ti semplifica l'esposizione finale se saputo usare bene.

Re: Fotografare la neve

Inviato: 28/09/2011, 12:14
da maxnumero1
Pensate si possa usare una pellicola a 50iso?
Pensavo di esporre a quella sensibilta o anche meno,una Rollei 100

Re: Fotografare la neve

Inviato: 28/09/2011, 14:17
da Silverprint
Ciao,

Puoi usare la pellicola che preferisci con le dovute accortezze.
Personalmente tenderei ad utilizzare pellicole con una curva caratteristica in cui la spalla sia poco decisa (sia cioè graduale) o spostata su densità abbastanza alte.

In generale la sensibilità nominale è inferiore alla sensibilità effettiva di circa 1 stop (molto circa). Quindi esporre maggiormente non comporta problemi (anzi), purché si riduca conseguentemente il tempo di sviluppo.

In effetti la sensibilità nominale ed i tempi di sviluppo relativi suggeriti sono stabiliti senza criteri di particolare oggettività (come facilmente desumibile leggendo una qualsiasi scheda tecnica estesa). Sono stabiliti dando priorità alla densità del "grigio medio", e assai meno importanza al contrasto (ovvero ai dettagli in alte luci o in ombra profonda). Conseguenza di questa modalità operativa è giocoforza la difficoltà ad ottenere buoni risultati in condizioni di alto contrasto.

Il perché di questa scelta è insito nella difficoltà che trovano gli utenti meno esperti ad effettuare una misurazione con almeno due punti (ombre e luci, zona III e VII) e nell'effettuare gli accurati test sulla pellicola che operare con più accortezza comporta. Senza parlare delle necessità dei laboratori "commerciali" che andrebbero (sarebbero andati) completamente in tilt di fronte a richieste di sviluppi personalizzati.

Fotografare sulla neve può mettere di fronte a situazioni di contrasto estremamente variabili. Andiamo da un contrasto piuttosto basso se fotografiamo soltanto la neve con le sue "increspature" ad un contrasto altissimo in caso di dettagli in ombra (alberi, rocce) compresenti a neve al sole. Insomma per ottenere risultati accurati con pellicola in rullo è necessario non mischiare situazioni di contrasto tanto diverse. Come? Al solito: con più fotocamere, con dorsi intercambiabili, rimuovendo i rulli non finiti se cambia il contrasto... etc.

Il seguito è per i più esperti...


Nel primo caso (contrasto molto basso) tenderei ad evitare accuratamente di mettere le alte luci sulla spalla tenendole al massimo in zona VII (+2 stop) con sviluppo N, scendendo di conseguenza se fosse necessario alzare il contrasto. Insomma nel caso specifico il nemico è la sovraesposizione e conseguente caduta sulla spalla che mortificherebbe le tenui modulazioni del tono. Da evitare altresì sviluppi compensatori specialmente se ad alto contenuto di sodio solfito.

Nel caso opposto invece (contrasto molto alto) bisogna operare con ulteriori cautele. La prima è di avere molta cura nel posizionare accuratamente le zona d'ombra evitando assolutamente sovraesposizioni anche leggere "di prudenza". Per altro se le zone d'ombra non fossero particolarmente estese e fossero pure circondate da zone decisamente più chiare (abbastanza probabile) sarebbe anche consentita una utilissima (nel caso specifico) sottoesposizione in quanto il micro contrasto locale molto elevato ingannerà l'occhio in maniera abbastanza decisa consentendo in stampa di stampare neri meno profondi senza perdere di "dinamica percepita". Ulteriore aiuto ci verrà dato dalla diffusione (sicuramente presente) che porterà un poco di luce parassita anche nelle zone più scure. Si avrà cura poi di misurare con attenzione le zone di più alta luminosità cercando per quanto possibile di tenerle piuttosto basse in fase di sviluppo. Personalmente in casi simili trovo preferibile avere alte luci che non superino (sul negativo) la zona VIII in modo da evitare la spalla (almeno in parte) e poter con facilità ottenere zone più chiare (ma ben modulate) sulla stampa, sia alzando il contrasto, sia con interventi di "sbianca locale".

Re: Fotografare la neve

Inviato: 28/09/2011, 15:54
da chromemax
Personalmente in casi simili trovo preferibile avere alte luci che non superino (sul negativo) la zona VIII in modo da evitare la spalla (almeno in parte)
Ti riferisci alla spalla della pellicola o al "piede" della carta? Perché la spalla è ben sopra la Zona VIII.
Scusami le molte domande (anche su altri post), cerco di capire ed imparare :)

Re: Fotografare la neve

Inviato: 28/09/2011, 16:06
da Silverprint
chromemax ha scritto:
Personalmente in casi simili trovo preferibile avere alte luci che non superino (sul negativo) la zona VIII in modo da evitare la spalla (almeno in parte)
Ti riferisci alla spalla della pellicola o al "piede" della carta? Perché la spalla è ben sopra la Zona VIII.
Scusami le molte domande (anche su altri post), cerco di capire ed imparare :)
Giusta richiesta di precisazioni in effetti. Mi riferisco a entrambi, alla spalla della pellicola in primis. Se abbassi lo sviluppo per avere contrasto adeguato si abbassa anche la spalla del negativo, di solito si abbassa parecchio (dipende comunque dalla pellicola e dai valori che usiamo per la zona VIII - io circa 0.90). Il piede della carta fa anche la sua parte, però li di solito è più facile districarsi, come dicevo, alzando un po' il contrasto e bruciando appena, stampando un filino più scuro e poi sbiancando localmente, etc.

È il famoso ed annoso problema della zona IX! :wall: Rognosa. E fotografando la neve, serve. Uff...

Re: Fotografare la neve

Inviato: 29/09/2011, 22:53
da maxnumero1
cosa sarebbe questa"Spalla"?

Re: Fotografare la neve

Inviato: 29/09/2011, 23:23
da Silverprint
maxnumero1 ha scritto:cosa sarebbe questa"Spalla"?
Ci fanno il San Daniele! :@)


La risposta alla luce dei materiali fotosensibili può essere rappresentata su un grafico detto "curva caratteristica".

Sulle ascisse il logaritmo dell'esposizione, sulle ordinate la densità che il materiale sensibile raggiunge in un dato trattamento per una data esposizione, quella appunto sulle ascisse.

Il grafico è una curva a forma di "S" più o meno allungata diviso "idealmente" in tre parti: "piede", "parte rettilinea" e "spalla".

La "spalla" è il punto in cui il materiale fotosensibile comincia ad avvicinarsi alla saturazione e non vi è più una corrispondenza diretta tra esposizione ed annerimento, ovvero l'incremento di densità è minore di quello che si ha per una identica variazione di esposizione a livelli di esposizione più bassi. Il materiale sensibile raggiunge la saturazione quando ad un aumento della esposizione non corrisponde un aumento della densità.

La "parte rettilinea" (circa) è quella in cui vi è proporzionalità tra esposizione ed annerimento.

Il "piede" è la parte iniziale del grafico e racconta di come il materiale sensibile reagisce ai bassi livelli di esposizione, anche esso non è lineare, ovvero anche sul piede all'aumentare dell'esposizione non vi è un proporzionale aumentare della densità che è minore di quanto avviene nella parte rettilinea.

La forma che assume la curva caratteristica è tipica (abbastanza) di ogni materiale sensibile e rappresenta il suo "carattere".
Le variazioni di trattamento chimico influenzano maggiormente la pendenza e l'estensione della curva caratteristica che non la sua forma.
Le variazioni di trattamento chimico hanno inoltre maggior effetto maggiore è il livello di esposizione (se ben entro il limite di saturazione).

Re: Fotografare la neve

Inviato: 30/09/2011, 20:59
da maxnumero1
Non si potrebbe vedere un esempio di questo grafico?
Magari si capisce meglio

Re: Fotografare la neve

Inviato: 03/11/2011, 15:53
da davide2k
Scusatemi se mi intrometto dopo così tnto tempo, ma fare una doppia esposizione come faceva AA?
Prime esposizione con plastica diffusore davanti alla lente esposta in zona II e seconda esposizione "normale".
La luminosità della prima salva un pò le ombre e non dovrebbe bruciare la neve, per la seconda esposizione basta sovraesporre la neve di 1,5 così da salvare capra e cavoli :-)
il tutto in teoria ovviamente.
Saluti
Davide

Re: Fotografare la neve

Inviato: 03/11/2011, 17:16
da pieryp
A Maxnumerouno: prova a vedere qua: http://www.analogica.it/viewtopic.php?f=22&t=28. Mino Altomare ne aveva tracciata una e postata in questa pagina.

Re: Fotografare la neve

Inviato: 03/11/2011, 17:44
da Silverprint
davide2k ha scritto:Scusatemi se mi intrometto dopo così tanto tempo, ma fare una doppia esposizione come faceva AA?
Prime esposizione con plastica diffusore davanti alla lente esposta in zona II e seconda esposizione "normale".
La luminosità della prima salva un pò le ombre e non dovrebbe bruciare la neve, per la seconda esposizione basta sovraesporre la neve di 1,5 così da salvare capra e cavoli :-)
il tutto in teoria ovviamente.
Saluti
Davide
In situazioni di contrasto estremo e con problemi di dettaglio nelle ombre (purchè il microcontasto sia elevato, o non rilevante) funziona bene. È una tecnica che ho usato con ottimi risultati per le fotografie di teatro (pre-esponendo il rullo intero...). Dopo si può sottoesporre un po' e in teatro fa molto comodo.

In situazioni di alta luminosità e luce dura non saprei. Potrebbe essere critica la perdita di microcontrasto nelle ombre, già messo a dura prova da probabili flare e diffusione. Certamente dipende dalle ottiche e dall'efficacia dello strato antivelo della pellicola, comunque per mia esperienza se le aeree scure occupano piccole superfici quel po' di flare e diffusione già consente di sottoesporre un po' e quindi di evitare riduzioni dello sviluppo molto consistenti.

Re: Fotografare la neve

Inviato: 18/12/2017, 12:10
da ammazzafotoni
Ciao

Mi collegherei a questo antico thread per porre anche io la questione in oggetto...
Niente alta quota o robe spettacolari, ho solo qualche foto con la neve, persone e particolari in ombra (alberi, perlopiù) esposta come al solito, misurando un'ipotetica zona 3-4 su una corteccia scura, su tmax400.
Il contrasto potrebbe essere altino (scene miste in giornate variabili, come al solito...) e il rilevatore lo Studional: per ottenere un bianco "croccante" mi conviene tenermi maggiormente cauto con lo sviluppo, o la tmax reggerebbe anche uno sviluppo "normale" (nel mio caso uno spannometrico 6:30 a 1+30)?

Re: Fotografare la neve

Inviato: 18/12/2017, 15:52
da Carlo-exCiauz
Se hai misurato il range di ev tra la zona d'ombra e la neve al sole, dovresti sapere il range di luminosità che hai fotografato, e quindi decidere se ci sta uno sviluppo Normale o meno. Usare uno sviluppo fortemente compensatore potrebbe essere la chanche migliore in questi casi.