fotografia e mistificazione

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lupo solitario
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fotografia e mistificazione

Messaggioda lupo solitario » 17/10/2010, 14:47

Ciao a tutti. Mi sono appena iscritto e mi presento: appassionato di fotografia e natura, più feticista dell'oggeto che produttore di buone immagini (ahimè), seguo un po' tutto quello che a livello di discussioni tra appassionati anima i vari forum. Ho molto materiale analogico di pregio, una bridge digitale di qualità. Pur rispettando le idee di ognuno di noi e la libertà di essere creativi, trovo che il digitale stia andando verso una deriva "mistificatoria": ci sono centinaia di immagini in giro per il web che ritraggono posti dei vari continenti in situazioni di luce e colori "non credibili". In sostanza si offrono al pubblico mmagini non rispondenti alla condizione reale, frutto di artifici introdoti in PP, che sostanzialmente si traducono in risultati finali "inesistenti in natura". Può sembrare, questo mio punto di vista, il giudizio severo di un purista, ma in 20 anni di trekking per le alte quote alpine, a tutte le stagioni e a tutte le ore, posso con un certo margine di sicurezza dire che certi "ritratti" montani pubblicati in giro per il web sono, appunto, più vicini all'arte pittorica che alla fotografia. Non esistono in natura, per così dire. Si potrà anche obiettare che la PP di oggi è l'evoluzione del trattamento sull'immagine che fino a ieri si faceva in camera oscura, ma mi pare che gli spazi di manovra siano molto differenti e certamente a favore della PP che offre margini di intevento amplissimi.
Personalmente, e proprio su questo vorrei iniziare uno scambio di vedute con gli amici del forum di questo interessante sito, preferisco catturare un'atmosfera "by fear means", lealmente, con pellicola, esposizione, inquadratura, esperienza, dove non sia possibile "edulcorare" uno scatto con: cropping, post-production, sharpening... e tutta una serie di altre cose che, come moderni sofismi, fanno sembrare ottima anche una cosa mediocre.
Per questo continuo a scattare con Nikon FE2, Contax ST o RX e ottiche che oggi fanno ridere i più. Ma, almeno, quando esce qualcosa di buono, posso dire che è specchio fedele di come era in natura e provare sincera sodisfazione, pèerchè so di non avere barato. La digitale la adopero per divertimento e quando voglio far diventare rosse anche le pietre gialle. Con buona pace di tutti e libertà massima di fare quello che si vuole.



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etrusco
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Re: fotografia e mistificazione

Messaggioda etrusco » 17/10/2010, 21:48

Ciao Lupo e benvenuto,
la questione che sollevi è molto attuale (a mio avviso) e credo sia più corretto parlare di "fotografie as-is" e "fotografie modificate"

Certo, come dici tu il digitale ha amplificato il concetto di "fotografia modificata", tuttavia ti ricordo che il ricorso a degli artifizi "pittorici" in fotografia è sempre esistito.

Tanto per dirne una proprio agli albori della fotografia, parlo dei primi anni dell'800, le fotografie si coloravano e il pittorialismo era parte integrante della fotografia stessa, la fotografia era considerata una "estenzione" della pittura.

Pian piano la fotografia è maturata ed ha raggiunto una sua "dimensione" lasciando la scomoda accezione di sorella minore della pittura e diventando una arte a sè stante, trovando la piena maturazione a metà degli anni '900.

Il digitale ha effettuato una vera e propria rivoluzione in tal senso e la critica, purchè costruttiva, è sempre corretta.

Io la penso cosi, a me PhotoShop non piace, preferisco l'analogico/camera oscura ma non disdegno l' uso del digitale purchè la correzione in camera chiara sia lieve (esposizione e contrasto).

Questo però è il mio pensiero, c'è ad esempio mio zio che ritiene PS uno strumento indispensabile ed ogni volta ci confrontiamo si arriva sempre alla solita discussione simile a questa :-) alla fine lui rimane delle sue idee ed io delle mie....quello che cambia tra noi è questo:
Io cerco di fare la foto al meglio e correggerla il meno possibile, lui lavora in RAW tanto poi c'è photoshop e "schifa" la pellicola...

che dire, sono due diverse "filosofie" di lavoro, ad ognuno di noi la scelta.


ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

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Re: fotografia e mistificazione

Messaggioda wiz » 18/10/2010, 12:22

Ciao e benvenuto

Mi trovo abbastanza d'accordo con quanto hai scritto soprattutto per quanto concerne la corrispondenza al vero di certe immagini. Ma qui il discorso si fa spinoso in quanto molti autori
pur non rappresentando il vero hanno prodotto "vere fotografie". Il mio punto di vista strettamente personale è che se alla fotografia togliamo il concetto di "veridicità" gli rimanga ben poco: ovviamente
andrebbe fatta una distinzione fra fotografia come "Fotografia" (immagine del reale) e fotografia come opera artistica (interpretazione del reale). E qui mi fermo in quanto è una questione di convinzioni personali.

Mi congratulo con te per la pacatezza e la articolata atmosfera con cui hai affrontato il tema: si può non amare il digitale e motivarlo, pur rispettando chi lo fa e soprattutto senza indulgere in critiche infantili.

Ciao
W



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Re: fotografia e mistificazione

Messaggioda PIERPAOLO » 29/12/2010, 15:49

avendo prodotto per 10 anni immagini per il WWF e scalato quasi un migliaio di cime, ho sempre avuto in mente, nel creare i reportage, una documentazione fedele, magari d'effetto, ma che trasmettesse sensazioni ed informazioni, prima che stupore.
Il digitale assomiglia molto più alla pittura che alla fotografia: quello che con quest'ultima era l'eccezione (la manipolazione, specie nelle diapositive), ora è la regola quasi necessaria.
Basterebbe mettere alla fine delle proprie foto: Immagini non manipolate artificialmente,
e la questione sarebbe finita.
Purtroppo PS propone e concede una sindrome di onnipotenza creativa, che spesso finisce solo per rovinare immagini potenzialmente 'oneste' in improbabili 'pasticci' di pixel, quando invece spesso basterebbe ricorrere alla vecchia tecnica del cestino, tout court.
Quando ho iniziato a proporre, nei primi anni ottanta, immagini alle riviste mi si diceva: tieni 3 dia su 36. Mi sembrava assurdo ma c'era molto di vero.
Occorrerebbe che anche chi scatta in digitale si ricordasse di questa regola: l'autocritica può essere una funzione più potente di PhotoShop!

Pierpaolo



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