Fotografia notturna: quale pellicola?

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Nadir.76
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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Nadir.76 » 18/05/2012, 13:18

Silverprint ha scritto:
Nadir.76 ha scritto:...Ah, pensavo di usare un sviluppo molto compensatore, per contenere luci e ombre entro range accettabili (inizialmente penso farò un po' di test con l'Emofin e l'FX-1).


E bravo Nadir! :D

Solo note marginali... Perché usare uno sviluppo (addirittura) fortemente compensatore?
Di notte tanto tanto (di solito non c'è molto da descrivere sui toni alti), ma di giorno perché "ammazzare" la MITICA capacità di modulazione dei toni alti dell'Acros?
Ah... alle ombre lo sviluppo compensatore non fa nulla in quanto compensatore. Imho, il pieno sfruttamento della sensibilità dipende assai più da come sono bilanciati gli anti-velo nel rivelatore che altro.


Pensavo per contenere le alte luci, che spesso con le lunghe esposizioni vanno a ramengo, ma - beninteso - io sono un novizio (e ancor di più nell'utilizzo dell'acros), per cui per lo sviluppo si accettano suggerimenti.

Oltre che per la questione "compensazione" o meno, pensavo di utilizzare l'FX-1 perchè ho letto in giro rendere particolarmente bene con questa pellicola, per la sua elevatissima (dell'FX-1) acutanza, unita all'assenza di grana dell'acros (fonte: the film delevlopping, cookbook). Ho letto anche (e vorrei provare) che A.Adams per enfatizzare l'effetto adiacenza dell'FX-1 era solito fare i ribaltamenti una volta ogni 3 minuti. Per l'emofin, in realtà, mi piace così tanto che vorrei provarlo anche sull'Acros. Ho letto anche bene del Rodinal in accoppiata con questa pellicola (1+50 o 1+100).

Comunque, come già detto, si accettano suggerimenti, leggo (molto) questo meraviglioso forum e scrivo (poco) proprio per questo.

Nadir :D



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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Silverprint » 18/05/2012, 13:41

Effetto adiacenza (effetto bordo) o no?
Questo è il dilemma! B-)
Io personalmente lo trovo sgradevole, specialmente se pronunciato; comunque inadatto a realizzare ingrandimenti spinti, oltre gli 8-10x. Trovo che dovendo ingrandire sia preferibile usare sviluppi brevi (mantenendo anche tempo bagnato totale ridotto al minimo) e che mantengano la grana secca e pulita.

La Acros coi tempi lunghi non l'ho ancora provata, ho fatto un po' di test (S.Z.) e qualche scatto di verifica e ho trovato una modulazione delle alte luci straordinaria, ovvero capacità di modulare molto bene anche su densità del negativo elevate, insomma una spalla spostata davvero in alto. Questo rende possibile anche interventi pesanti in stampa nel caso si sia fatto uno sviluppo "errato", cioè che abbia prodotto un contrasto troppo elevato in relazione al contrasto delle scena, pur mantenendo una adeguata modulazione dei toni chiari. Limitare questa possibilità con uno sviluppo compensatore, imho, non è "furbo".


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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Nadir.76 » 18/05/2012, 15:09

Silverprint ha scritto:Effetto adiacenza (effetto bordo) o no?
Questo è il dilemma! B-)
Io personalmente lo trovo sgradevole, specialmente se pronunciato; comunque inadatto a realizzare ingrandimenti spinti, oltre gli 8-10x. Trovo che dovendo ingrandire sia preferibile usare sviluppi brevi (mantenendo anche tempo bagnato totale ridotto al minimo) e che mantengano la grana secca e pulita.

La Acros coi tempi lunghi non l'ho ancora provata, ho fatto un po' di test (S.Z.) e qualche scatto di verifica e ho trovato una modulazione delle alte luci straordinaria, ovvero capacità di modulare molto bene anche su densità del negativo elevate, insomma una spalla spostata davvero in alto. Questo rende possibile anche interventi pesanti in stampa nel caso si sia fatto uno sviluppo "errato", cioè che abbia prodotto un contrasto troppo elevato in relazione al contrasto delle scena, pur mantenendo una adeguata modulazione dei toni chiari. Limitare questa possibilità con uno sviluppo compensatore, imho, non è "furbo".


Curioso, come accennato, avevo letto diversamente. Farò qualche test e (se mi riparano lo scanner :wall:) posterò i risultati. Tu con cosa l'hai sviluppata? Consultanto la devchart, vedo pochi sviluppi di facile reperibilità in cui la "fase bagnata" con la acros sia inferiore ai 5 minuti ... praticamente solo l'ilfosol 3 (che non uso per la sua malefica ossidazione rapida), l'ultrafin della Tetenal (mai usato) e il T-Max (mai usato neppure questo).

Nadir



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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Silverprint » 18/05/2012, 15:18

Ciao,

Ho fatto i test con Rodinal e Studional. Lo Studional 1+30 a perdere e non 1+15.

Lo Studional è uno dei miei favoriti, i tempi non sono ultra brevi ad 1+30, comunque non lunghi da rovinare l'aspetto della grana (ca 7'). Con effetto bordo ho visto ottimi risultati con il Neofin Blu.

Teniamo sempre presente che l'effetto bordo è sempre regolabile tramite l'agitazione. Insomma è abbastanza semplice farselo "su misura".


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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Nadir.76 » 18/05/2012, 15:33

Silverprint ha scritto:Ciao,

Ho fatto i test con Rodinal e Studional. Lo Studional 1+30 a perdere e non 1+15.

Lo Studional è uno dei miei favoriti, i tempi non sono ultra brevi ad 1+30, comunque non lunghi da rovinare l'aspetto della grana (ca 7'). Con effetto bordo ho visto ottimi risultati con il Neofin Blu.

Teniamo sempre presente che l'effetto bordo è sempre regolabile tramite l'agitazione. Insomma è abbastanza semplice farselo "su misura".


Lo Studional non l'ho mai provato, il Neofin Blu era un'altro dei papabili, ne ho qualche fialetta fresca :) lo proverò certamente. Per il resto, farò diverse prove con l'FX1 con diverse frequenze di agitazioni. Poi Vi relazionerò sui risultati.

Per ora grazie, Nadir :D



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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Reni » 19/05/2012, 21:23

Quando ho iniziato ad interessarmi di camera oscura, un mio amico, quello da cui ho appreso i primi rudimenti, disse che sarei impazzito dietro il bianco e nero e la camera oscura.
Non volevo crederci ma sta succedendo! :D

Prima di tutto, grazie mille per le risposte ai dubbi (ed ecco che ne vengono altri!) sta venendo anche a me voglia di usare l'acros, per caso potreste consigliarmi qualche link o qualche documento dove possa informarmi meglio sulla pellicola?
Altra domanda: Cosa s'intende per effetto adiacenza o bordo?

Mi sento un po' nabbo a chiedere tutte ste cose! O:-)



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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Silverprint » 19/05/2012, 22:13

Ciao Reni!
Non sono affatto domande da niubbo :) .

Qui puoi scaricare il pdf dei data-sheets (in inglese, non credo esista in italiano): http://www.fujifilmusa.com/support/Serv ... tid=664274

L'effetto bordo è un fenomeno che avviene durante lo sviluppo del negativo al confine tra aree di esposizione diversa.

Durante lo sviluppo le aree che hanno avuto esposizione maggiore tendono ad esaurire più velocemente la soluzione di quelle con esposizione minore. Dopo un poco di tempo (variabile -vedi sotto-) si crea una differenza di concentrazione nel rivelatore. A questa differenziazione segue, per la tendenza della soluzione a rimanere uniforme, una migrazione di agenti rivelatori dalle zone meno esposte verso quelle più esposte. Non appena gli agenti rivelatori si spostano verso un'area maggiormente esposta la sviluppano, ma esaurendosi non appena la raggiungono ne scuriscono solo il bordo. Il risultato di questo sviluppo maggiore al confine tra le aree chiare e quelle scure è una "sottolineatura" dei bordi. L'effetto visivo è (non sempre, però -vedi sotto, sotto- ;) ) di aumentata sensazione di nitidezza.

Il fenomeno è controllabile con l'agitazione. In presenza di agitazione continua non si presenta dato che la soluzione è continuamente rinnovata su tutta la superficie del negativo, in presenza di agitazione intermittente si presenta in misura variabile. Con intervalli tra le agitazioni lunghi è maggiore, viceversa con intervalli brevi (agitazione frequente). Dipende inoltre dalle caratteristiche del rivelatore, con rivelatori molto energici il fenomeno è ridotto o assente dato che il rivelatore viene consumato poco in relazione alla sua energia ed il tempo di sviluppo è ridotto, mentre con rivelatori poco energici e quindi tempi più lunghi è ovviamente più marcato. Inoltre rivelatori "carichi" di agenti di sviluppo e di ritardanti (per esempio quelli riutilizzabili a lungo) tenderanno a produrre meno effetto bordo anche a parità di energia (cioè di tempo di sviluppo) rispetto a rivelatori meno "carichi" (tipicamente i monouso).

L'effetto bordo può essere molto vistoso e dare una connotazione forte all'immagine. Il cervello è molto sensibile a queste microscopiche variazioni di contrasto e l'effetto andrebbe calibrato con attenzione.

Quando l'effetto è molto marcato la sensazione può essere innaturale. Inoltre spesso l'effetto è "deludente"; deludente in senso letterale: il cervello elabora l'effetto bordo come elevata presenza di dettagli, mentre l'effetto bordo non aumenta i dettagli, ma solo la loro evidenza. Si è portati cioè a guardare più da vicino l'immagine, ma guardandola da vicino non si trovano i dettagli (perché proprio non ci sono) che la visione a distanza maggiore prometteva e si resta "delusi". Questo rischio di essere "deludente" è ciò che mi fa sconsigliare l'uso di un marcato effetto bordo su ingrandimenti spinti ove proprio per la maggior dimensione dell'immagine la delusione di non trovare il dettaglio che ci si aspetta si fa più "cocente".


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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Chiccopiteco » 06/06/2012, 11:01

Ops, m'ero dimenticato di rispondere :-s
-1Turbo- il link su Nadir è esattamente ritagliato dal bugiardino dell'hp5... ed ovviamente ogni pellicola ha i suoi tempi consigliati.
Kenna si riferisce alla Tri-X, ma vuoi per mia pigrizia, vuoi la congiunzione astrale di Saturno con Venere in Sole, vuoi che ho il cinghiale sul fuoco che si lamenta, i tempi s'assestano bene anche sull'hp5... prometto che proverò i tempi consigliati dalla ilford ;)
Per chi non conoscesse Kenna si ha la fortuna di poter ammirare le sue opere alla Saletta Galaverni di Reggio Emilia (http://www.galaverni.com/artisti/mostre2.php?id=43) fino al 16 Giugno, e alla Galleria PH-Neutro di Verona (http://www.ph-neutro.com/content/news-and-exhibitions) fino al 1° Luglio.... gratuitamente B-)
:-h



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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda franny71 » 06/06/2012, 12:16

Silverprint ha scritto:Ciao Reni!
Non sono affatto domande da niubbo :) .

Qui puoi scaricare il pdf dei data-sheets (in inglese, non credo esista in italiano): http://www.fujifilmusa.com/support/Serv ... tid=664274

L'effetto bordo è un fenomeno che avviene durante lo sviluppo del negativo al confine tra aree di esposizione diversa.

Durante lo sviluppo le aree che hanno avuto esposizione maggiore tendono ad esaurire più velocemente la soluzione di quelle con esposizione minore. Dopo un poco di tempo (variabile -vedi sotto-) si crea una differenza di concentrazione nel rivelatore. A questa differenziazione segue, per la tendenza della soluzione a rimanere uniforme, una migrazione di agenti rivelatori dalle zone meno esposte verso quelle più esposte. Non appena gli agenti rivelatori si spostano verso un'area maggiormente esposta la sviluppano, ma esaurendosi non appena la raggiungono ne scuriscono solo il bordo. Il risultato di questo sviluppo maggiore al confine tra le aree chiare e quelle scure è una "sottolineatura" dei bordi. L'effetto visivo è (non sempre, però -vedi sotto, sotto- ;) ) di aumentata sensazione di nitidezza.

Il fenomeno è controllabile con l'agitazione. In presenza di agitazione continua non si presenta dato che la soluzione è continuamente rinnovata su tutta la superficie del negativo, in presenza di agitazione intermittente si presenta in misura variabile. Con intervalli tra le agitazioni lunghi è maggiore, viceversa con intervalli brevi (agitazione frequente). Dipende inoltre dalle caratteristiche del rivelatore, con rivelatori molto energici il fenomeno è ridotto o assente dato che il rivelatore viene consumato poco in relazione alla sua energia ed il tempo di sviluppo è ridotto, mentre con rivelatori poco energici e quindi tempi più lunghi è ovviamente più marcato. Inoltre rivelatori "carichi" di agenti di sviluppo e di ritardanti (per esempio quelli riutilizzabili a lungo) tenderanno a produrre meno effetto bordo anche a parità di energia (cioè di tempo di sviluppo) rispetto a rivelatori meno "carichi" (tipicamente i monouso).

L'effetto bordo può essere molto vistoso e dare una connotazione forte all'immagine. Il cervello è molto sensibile a queste microscopiche variazioni di contrasto e l'effetto andrebbe calibrato con attenzione.

Quando l'effetto è molto marcato la sensazione può essere innaturale. Inoltre spesso l'effetto è "deludente"; deludente in senso letterale: il cervello elabora l'effetto bordo come elevata presenza di dettagli, mentre l'effetto bordo non aumenta i dettagli, ma solo la loro evidenza. Si è portati cioè a guardare più da vicino l'immagine, ma guardandola da vicino non si trovano i dettagli (perché proprio non ci sono) che la visione a distanza maggiore prometteva e si resta "delusi". Questo rischio di essere "deludente" è ciò che mi fa sconsigliare l'uso di un marcato effetto bordo su ingrandimenti spinti ove proprio per la maggior dimensione dell'immagine la delusione di non trovare il dettaglio che ci si aspetta si fa più "cocente".

Andrea, ma tendenzialmente avrei pensato al contrario...
un forte ingrandimento non lo guardo da vicino, quindi forse un effetto bordo più marcato potrebbe aiutare, mentre un 10x15 lo guardo si da vicino....
pensiero mio, a cui non posso dare riscontro per ora.


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Re: Fotografia notturna: quale pellicola?

Messaggioda Silverprint » 06/06/2012, 12:58

Il problema è che quello grande volendo lo PUOI guardare da vicino, quello piccolo no.
Potendolo guardare da vicino, se percettivamente l'immagine invita a farlo, in questo specifico per la "promessa" di elevato dettaglio, si andrà a vedere... (prove fatte ;) ). Andando a vedere da vicino è (imho) importante che l'immagine non sia deludente, ovvero che alla prova della visione ravvicinata il dettaglio corrisponda a ciò che ci si aspetta.
Un effetto bordo marcato anche a distanza "promette" di svelare più di quello che poi si troverà.

Bisogna tenere in conto altre due cose ovvero che se l'effetto bordo è marcato alla visione ravvicinata potrebbe addirittura sembrare sfuocato e che per produrre l'effetto bordo si è fatto uno sviluppo prolungato; sviluppo prolungato che rovina la "nettezza" della grana.


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