In quest'ottica, quindi, come altri prima di me, senza fare citazioni o riferimenti particolari ad alcuno, mi sono sentito libero di esprimere la mia opinione.
Ho scritto che, non conoscendo i partecipanti all'asta, figuriamoci poi il miliardario vincitore, non avrei saputo dire se quella di 4 milioni e passa fosse una cifra opportuna. Opportuna, appunto, dato che potrebbe essere solo di poco superiore a quella abituale, dando così una giustificazione anche in ottica logico-economica all'acquisto o, all'opposto, potrebbe essere stata eccessiva e, a quel punto, venendo a mancare una qualunque logica, volendo escludere speculazioni e/o movimenti economici di dubbia legalità, l'avrei attribuita ad un appassionato. Citando un film: "Cosa c'è poco prima della pazzia? La passione!"
Quanto al mio secondo intervento, invece, l'ho ritenuto necessario dato che sono stato "citato" e fatto oggetto-soggetto controparte di una discussione.
Questo mio terzo intervento, trova le stesse motivazioni del secondo e non posso che scusarmi con l'autore della discussione per aver contribuito, e star contribuendo, a mandarla fuori tema.
Luca,
che tu non abbia escluso categoricamente l'esistenza di amatori e appassionati, perdonami, ma non mi appare così evidente!
Ti cito: "il discorso che "le cifre che non seguono la ragione" è un luogo comune frutto della fantasia popolare"
ed ancora: "Secondo me invecie (impressione mia personale) il fenomeno appartiene solo e solamente ai 2 casi descritti: scopi "finanziari" e bulimia da denaro".
Che gli appassionati e gli amatori siano lontani anni luce da cifre da capogiro non è necessariamente vero. Non conosco miliardari che acquistano perché spinti da pura passione per l'oggetto, ma questo non basta ad escluderne l'esistenza. Se bastasse ignorare qualcosa perché questa non possa esistere, sarei come Bohr.
Quanto poi alla mia affermazione di chiusura, non voleva essere "d'effetto" o "punzecchiatoria". Avendo, poco prima, espresso la mia "passione" per le opere uniche, volevo chiarire il concetto che il mio acquisto non riguardava un prodotto "in serie" o quasi come una stampa (e ci sarebbe molto da dire), ma tutt'altro. Non c'era intento polemico e non c'era, naturalmente, allusione ad alcuna mancanza di alfabetizzazione.
Da qualche tempo, oramai, mi dedico, realizzandoli, anche agli ambrotipi che, come certamente saprai dal tuo sporadico sfogliare (questa è una punzecchiata

Marcello
PS:"va là va là..." non lo commento, ma non l'ho apprezzato!