JOBO CPP2 Quale matricola

Discussioni sui vari accessori necessari in camera oscura (tank, termometri, marginatori, taglierine, focometri, timer, esposimetri, etc..)

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Mandelbrot
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JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da Mandelbrot »

Buongiorno,
vorrei acquistare una CPP2 (ovviamente usata) e documentandomi capisco che nel tempo sono state apportare varie migliorie.
La domanda è se c'è un numero di serie/matricola da considerare oltre il quale si ha un acqquisto migliore in termini di robustezza, qualità etc?
Grazie mille


Mario

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MarcoA
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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da MarcoA »

Breve storia delle versioni del Jobo CPP-2 e CPA-2.
Modello di inizio produzione (Generazione 0)
Numero di Serie CPP --- ARXXXX - 10593
Numero di Serie CPA --- ARXXXX - 10312

Prima Generazione
Numero di Serie CPP --- 10594 - 20455
Numero di Serie CPA --- 10313 - 13309

Seconda Generazione
Numero di Serie CPP --- 20456 - 21999
Numero di Serie CPA --- 13310 - 21999

Terza Generazione
Numero di Serie CPP --- 22000 in avanti
Numero di Serie CPA --- 22000 in avanti

Solo la seconda e terza generazione sono in grado di gestire le "Expert Drums"

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Mandelbrot
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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da Mandelbrot »

Grazie Marco,
quindi da preferire senza dubbio la Terza Generazione.
Ovviamente se si trova avrà valore superiore alle altre.
Ciao
Mario

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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da MarcoA »

Io avevo la seconda serie, che per quindici anni ha ruotato senza problemi le Expert drums avanti e indietro con dentro 1200ml di soluzione. Ben altro problema era la debolezza della leva che alza le drum nel CPP-2, leva che - se non sbaglio - è identica nella terza serie, quindi sempre fragile (il CPP-3 ce l'ha invece rinforzata).

Se uno potesse provare un seconda serie con una Expert drum attaccata se ne accorge subito se il motore è cotto. Magari ha passato la sua esistenza a sviluppare pellicole 35mm per cui è ancora pimpante... nel qual caso potrebbe durare ancora parecchi anni anche usato con Expert drums. Ma non potendo provare concordo che la scelta saggia è puntare su una terza serie.

Buona caccia!

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maxpina
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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da maxpina »

Io da alcuni anni utilizzo la mia cpp2 lift con n. Matricola 15423 quindi dovrebbe essere la prima generazione …. La tratto bene , la pulisco ogni volta e il braccio del lift quando uso il tamburo (no expert) la accompagno sempre per evitare sforzi , spero duri ancora per un po’….


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MarcoA
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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da MarcoA »

Su internet proponevano tutta una serie di accrocchi DIY per "aiutare" la leva del lift a sollevare le expert drum (specialmente la micidiale 3063) piene di liquido. Dopo averne costruiti un paio la mia soluzione definitiva fu di sollevare con la leva del lift la expert drum quel tanto per piazzarci sotto la mano - tutta bella dentro l'acqua - e sollevare così la drum. Funzionava benissimo, la mano era pure gratis :-)

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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da maxpina »

MarcoA ha scritto:
17/02/2025, 18:10
Su internet proponevano tutta una serie di accrocchi DIY per "aiutare" la leva del lift a sollevare le expert drum (specialmente la micidiale 3063) piene di liquido. Dopo averne costruiti un paio la mia soluzione definitiva fu di sollevare con la leva del lift la expert drum quel tanto per piazzarci sotto la mano - tutta bella dentro l'acqua - e sollevare così la drum. Funzionava benissimo, la mano era pure gratis :-)
Lo stesso accrocchio lo uso io :)) :))

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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da Mandelbrot »

Quali sono i motivi che fanno propendere per l'uso di una CPP2/3 vs altri metodi di sviluppo?
Come si può giustificare l'elevato costo della Jobo?
Grazie

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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da chromemax »

Mandelbrot ha scritto:
17/02/2025, 22:35
Quali sono i motivi che fanno propendere per l'uso di una CPP2/3 vs altri metodi di sviluppo?
Come si può giustificare l'elevato costo della Jobo?
Grazie

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La CPP2 è sicuramente comoda, ancora di più col lift e soprattutto, ma non solo, per il colore; la riempi d'acqua, setti la temperatura, attacchi la tank, avvii il motore e ti vai a fare un thè, quando hai finito di berlo tutte le soluzioni chimiche e la tank sono termostatate, non ti resta che versare i chimici e far partire il timer. La ripetitività è eccellente, l'uniformità di sviluppo sia dei rulli che delle lastre soprattutto con le expert-drum, è superiore a qualsiasi altro sistema. Ti perdi un po' di effetto bordo a causa dell'agitazione continua, se usi sviluppi riutilizzabili si ossidano più in fretta e non è consigliabile usarla con gli sviluppi tannanti, a meno di qualche eccezione (rollo-pyro, 510 pyro quelli che ricordo) e il lift può essere causa di contaminazioni se non lo pulisci bene (personalmente faccio il lavaggio con sciacqui successivi nella Jobo per cui il lift si pulisce così, ma se stacchi la tank per fare il lavaggio in acqua corrente il lift rimane sporco dell'ultimo bagno che di solito è il fissaggio).
Il costo credo che dipenda dal piccolissimo numero di pezzi prodotti e dal fatto che vengono utilizzate componenti e parti plastiche fatte ad hoc o altamente customizzate inoltre alcune parti, ad esempio gli expert drum, vengono assemblate praticamente con metodologia artigianale più che industriale; c'è, a mio avviso anche un po' di paraculaggine teutonica che contraddistingue queste piccole realtà produttive (la thermaphot mi ha fatto pagare €25 per 8, dicasi 8 fogli A4 fotocopiati spacciati per "manuale di istruzione").

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Re: JOBO CPP2 Quale matricola

Messaggio da MarcoA »

Come detto, ho usato per tantissimi anni il Jobo CPP-2 con grande piacere e mi ha servito benissimo … finchè non ho cominciato ad usare il BTZS.

Il Jobo ed il BTZS proprio non si piacciono. Adesso che sto rimettendo in piedi la camera oscura dal nulla, penso di orientarmi a bacinelle+infrarossi per lo sviluppo dei negativi, inclusi i lenzuoli 14x17”. Intendo continuare con il BTZS, infatti.

Con il BTZS uno si trova a dover sviluppare un negativo per 5:00, tre per 5:30, due per 6:15, uno a 6:45 etc. Con il Jobo uno esce scemo, dovendo tutte le volte asciugare perfettamente la tank per non rischiare di trovarsi striature di acqua sui negativi nello sviluppo successivo. Chi non ha usato il Jobo non capisce esattamente cosa significa “asciugare perfettamente”, non è un colpo di straccio e via, bisogna asciugare tutti gli anfratti dove può nascondersi una goccia, specialmente nel cono superiore che in certe tank va smontato e le parti asciugate separatamente. Io usavo pure l'asciugacapelli.

Volendo usare il Jobo, per non impazzire mi riducevo ad accumulare negativi scattati nell’arco di un paio di mesi, due o tre decine, e poi dividerli in batch in modo da minimizzare il numero di sviluppi nelle tank. Quindi mettevo insieme quelli che distavano 30 secondi e mediando. Mettevo insieme quelli da 5:00, quelli da 5:15 e quelli da 5:30 e li sviluppavo tutti a 5:15.

Niente di drammatico, però fare il BTZS svaccandomi proprio nell’ultimissimo passaggio mi dava fastidio. Con le bacinelle tutto questo non c’è. In bacinella i costi della H2O e chimiche salgono di moltissimo rispetto al costo con il Jobo, ma prima di aver speso in più in chimica i 4500 euro che mi costa il Jobo (e non sviluppando negativi e stampe tutti i giorni, 365 giorni all'anno) mi sa che sviluppo tutta la produzione italiana di negativi GF BN di sei mesi :-) :-)

Per lo sviluppo delle stampe politenate niente da dire, utilissimo; con le baritate invece … insomma … l’ho fatto .. si estrae con mooooolta attenzione questo foglio tutto ammollato sperando che le costolature interne della tank non lascino un segno permanente … mah. C’è chi lo fa da sempre … mah.

Per chi usa il formato 135 o 120 invece il Jobo è una gran bella soluzione, o come diceva Diego @chromemax per chi fa colore.

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