Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

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Anonymous01

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Anonymous01 » 27/04/2014, 16:28

*VDG* ha scritto:Scusate ma non volevo scatenare guerre con i miei dubbi.

Volevo solo davvero capire, a seguito della spiegazione tecnica di Andrea, quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso, grana evidente ma non fastidiosamente indefinita, buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).

Tempo fa ho scattato alcuni rulli in 6x7 con la Tecnical Pan per ottenere immagini pulite ad asettiche.

Ecco, oggi voglio documentare alcune realtà architettoniche di periferia, ma aggiungendo il pathos dei fotografi di guerra degli anni '60 (se sono riuscito a rendere cosa intendo).


Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (o il suo equivalente Tetenal Ultrafin t-plus o l'Ilford DD-x).



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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Anonymous01 » 27/04/2014, 16:58

Giusto per chiarire:
Giampaolo Bolognesi scrive:
"Kodak D-76
Un classico che viene dal passato, ma conserva
la sua validità nel presente: il famoso
D-76 della Kodak, considerato uno standard
rispetto al quale confrontare gli altri rivelatori,
in termini di grana, sfruttamento sensibilità,
contrasto e acutanza."

http://www.21gradi.it/Public/SBW_svilup ... licole.pdf



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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Slowhand78 » 27/04/2014, 17:10

Scriveva semmai..è passato a miglior vita da un po'...


Daniele

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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Silverprint » 27/04/2014, 17:13

SilverInversion ha scritto:Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (...)

Ci spieghi anche perché o ci dobbiamo accontentare del tuo oro colato? :D
Quali sarebbero poi le pellicole che hanno contrasto medio elevato?

SilverInversion ha scritto:Giampaolo Bolognesi scrive:

Le parole del bravissimo Bolognesi non descrivono le caratteristiche del D-76, sostengono solo che è ancora sensato utilizzarlo come termine di paragone, cioè per definire rispetto al suo comportamento le caratteristiche di altri rivelatori. Da quello che riporti non si può certamente capire se e quando il D-76 possa essere preferibile ad un altro prodotto. Per poterlo valutare occorre addentrarsi in altri ragionamenti, un esempio di valutazione (ce ne sono molti altri possibili) lo trovi nel mio post precedente.

Confutare tanto per farlo, essendo a corto di conoscenza, è poco utile.


Cercando invece di entrare nel dettaglio del post di VDG credo sia necessario chiarire alcune cose.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso...

Nell'uso, cioè una volta diluiti e pronti per essere usati, sono tutti praticamente identici. Nella preparazione molti trovano più pratici i liquidi concentrati rispetto alle polveri. Le polveri vanno dapprima squagliate in acqua calda, poi (di solito) portate a livello con altra acqua poi fatte riposare e scendere di temperatura e poi infine usate (eventualmente più diluite). I liquidi concentrati si miscelano con acqua alla giusta temperatura e sono pronti all'uso.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo (...) grana evidente ma non fastidiosamente indefinita.

Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse (...) buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda *VDG* » 27/04/2014, 19:44

Silverprint ha scritto:
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.


Hum, dunque avere grana definita e buon contrasto sembrerebbero due caratteristiche antitetiche:
Una si ottiene con minimo "tempo bagnato" mentre l'altra con tempo lungo di sviluppo.

Dunque, quando si "tira" lo sviluppo (ad es. per compensare una 400Asa esposta a 1000Asa), dunque allungando i tempi di esposizione, si ottiene grana evidente ma poco definita?

E se si tirasse la pellicola e poi sviluppando con un rivelatore a temperatura più elevata dei canonici 20*C?



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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda *VDG* » 27/04/2014, 19:47

Altra domanda.

Se invece dell'acqua di rubinetto si utilizzasse quella (di condensa) rilasciata dai condizionatori per il lavaggio post fissaggio?

Come sapete, si tratta di acqua senza calcare.



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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda zehner21 » 27/04/2014, 19:54

*VDG* ha scritto:Altra domanda.

Se invece dell'acqua di rubinetto si utilizzasse quella (di condensa) rilasciata dai condizionatori per il lavaggio post fissaggio?

Come sapete, si tratta di acqua senza calcare.


Potrebbe essere piena di funghi e batteri..


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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Slowhand78 » 27/04/2014, 20:24

*VDG* ha scritto:
Silverprint ha scritto:
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.


Hum, dunque avere grana definita e buon contrasto sembrerebbero due caratteristiche antitetiche:
Una si ottiene con minimo "tempo bagnato" mentre l'altra con tempo lungo di sviluppo.

Dunque, quando si "tira" lo sviluppo (ad es. per compensare una 400Asa esposta a 1000Asa), dunque allungando i tempi di esposizione, si ottiene grana evidente ma poco definita?

E se si tirasse la pellicola e poi sviluppando con un rivelatore a temperatura più elevata dei canonici 20*C?

Se esponi una 400 a 1000 i tempi di esposizione diminuiscono, e per compensare ciò si sviluppa di più.
Io fossi in te farei un po' di prove, scegliendo un rivelatore fra quelli che danno una grana bella definita (HC110, Rodinal, Studional,...) e sviluppando in maniera normale controllerei i risultati per vedere se ciò che cerchi già c'è con un trattamento standard... solo a questo punto inizierei a sperimentare scegliendo una direzione per volta e valutando di volta in volta i risultati ottenuti.


Daniele

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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Anonymous01 » 27/04/2014, 20:53

Silverprint ha scritto:
SilverInversion ha scritto:Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (...)

Ci spieghi anche perché o ci dobbiamo accontentare del tuo oro colato? :D
Quali sarebbero poi le pellicole che hanno contrasto medio elevato?

SilverInversion ha scritto:Giampaolo Bolognesi scrive:

Le parole del bravissimo Bolognesi non descrivono le caratteristiche del D-76, sostengono solo che è ancora sensato utilizzarlo come termine di paragone, cioè per definire rispetto al suo comportamento le caratteristiche di altri rivelatori. Da quello che riporti non si può certamente capire se e quando il D-76 possa essere preferibile ad un altro prodotto. Per poterlo valutare occorre addentrarsi in altri ragionamenti, un esempio di valutazione (ce ne sono molti altri possibili) lo trovi nel mio post precedente.

Confutare tanto per farlo, essendo a corto di conoscenza, è poco utile.


Cercando invece di entrare nel dettaglio del post di VDG credo sia necessario chiarire alcune cose.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso...

Nell'uso, cioè una volta diluiti e pronti per essere usati, sono tutti praticamente identici. Nella preparazione molti trovano più pratici i liquidi concentrati rispetto alle polveri. Le polveri vanno dapprima squagliate in acqua calda, poi (di solito) portate a livello con altra acqua poi fatte riposare e scendere di temperatura e poi infine usate (eventualmente più diluite). I liquidi concentrati si miscelano con acqua alla giusta temperatura e sono pronti all'uso.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo (...) grana evidente ma non fastidiosamente indefinita.

Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse (...) buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.


Vaaaaabeeeeeeè...
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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Messaggioda Rodinalforever » 27/04/2014, 20:57

Il risciacquo finale della pellicola andrebbe effettuato con acqua demineralizzata (quella che si compra al supermercato per i ferri da stiro e che costa pochissimo) addizionata con imbibente ( anch'esso costa pochissimo e dura in eterno).

Il d76 e tuttora uno degli sviluppi piu' utilizzati da fotografi/stampatori internazionali, soprattutto americani, perche' e' molto versatile e si adatta bene a un gran numero di pellicole. Io mi sono trovato molto bene con d76 1+1 e ilford fp4 e kodak tri-x, le pellicole che utilizzo maggiormente.

Imho non impazzirei a cercare coppie pellicole-rilevatori ( per decenni lo hanno fatto persone molto piu' competenti di noi), ma ti consiglierei di imparare bene l'utilizzo del d76 nell'ambito del tuo modo di esporre- fotografare- stampare.





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