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Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 9:53
da *VDG*
Buon giorno a tutti.

Vorrei iniziare a sviluppare in proprio le pellicole in BN (in particolare mi intriga la Kodak Tri-X).

E, per questa, mi intriga molto il "vecchio brodo" Kodal D-76.

Tuttavia, leggendo alcuni post qui su "analogica", vedo che spesso, per questa pellicola, vengono preferiti altri sviluppi.

Da inesperto, posso chiedere il perché e quali sarebbero le differenze con il D-76 da me indicato?

Tenete presente che mi interesserebbero i settori della fotografia d'architettura (ma di tipo emozionale e cioè non di semplice restituzione tecnica dell'immagine dei manufatti edili), la foto giornalistica e street e, pia illusione, la ritrattistica femminile in stile "silver sirens" anni '40.

Insomma, foto ove oltre una sostanziale fedele restituzione del soggetto, si possa trasmettere anche un pathos.

Non so, ma mi ero fatta l'idea che la Kodal Tri-x esposta a 320ASA, con sviluppo a 20°C x 10min. in D-76 diluito 1+1, potesse essere il migliore viatico per gli obiettivi che mi sono posto.

Voi che dite?


P.S. A proposito, ho letto in giro che la Kodak avrebbe chiuso. Tuttavia vedo che, sia pure con maggiori difficoltà rispetto a un tempo, le pellicole si trovano ancora. Come è davvvero la situazione ad oggi? Potremo ancora usufruire di questa leggendaria pellicola o ci sono delle alternative credibili? O dovremo tutti rassegnarci al digitale?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 10:04
da Silverprint
Cominciando dalla fine... KODAK NON HA CHIUSO!
Si è riorganizzata. Il settore fotochimico è sano, in attività e finalmente separato da quei comparti che non funzionavano.

La Kodak Tri-x ha tra le sue particolarità una curva caratteristica con la spalla precoce, vale a dire un certo appiattimento dei toni più chiari, se in situazioni di contrasto medio alto e alto viene trattata con un rivelatore compensatore il fenomeno è molto visibile. Il D-76 è compensatore (1+1 lo è un po' meno) sulla Tri-x la compensazione si vede più che con altre pellicole; per molti si vede un po' troppo e quindi vengono suggeriti rivelatori non compensatori.
Naturalmente vale viceversa in situazioni di contrasto basso dove la compensazione consente di esaltare ulteriormente l'elevata separazione sui toni medi della Tri-x.

Insomma dipende ed è questione di gusti.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 10:34
da *VDG*
Innanzi tutto grazie mille per la celerissima (e competente) risposta.

Cominciando dalla fine, sono sollevato che la Tri-x sia ancora in produzione. Allora significa che è solo questione di acquistarla dove la vendono (insomma, i minilab di quartiere non la hanno) dunque bisogna o andare da qualche rivenditore serio (sono di Napoli) o prenderla on-line.

Venendo alla questione del liquido di sviluppo, capisco che bisogna provare per capire cosa è più vicino alle proprie aspettative ma forse, giusto per evitare direzioni del tutto sbagliate, è anche utile riferirsi a qualche scatto fatto da altri (mi piacerebbe vedere la differenza tra diversi sviluppi anche se, temo, la scansione e la pubblicazione sul web non sia la stessa cosa che vedere i due fotogrammi stampati).

Alternative al D-76 (adatte a un niubbo come me) che renda evidente (ma non invasiva) la grana della pellicola Tri-x in modo secco e piacevole?

Consigli per il bagno di arresto (basta davvero l'acqua semplice di rubinetto)?

Consigli per il fissaggio?

Grazie davvero.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 11:13
da roby02091987
Io consiglio l'acquisto online, solitamente si risparmia a patto di prendere un po' di rulli (che so, almeno una ventina di rulli e magari qualche chimico) in modo da "ammortizzare" le spese di spedizione. Se vai nella sezione "link utili" trovi tutto quello che ti serve e puoi farti i tuoi conti con comodo :) .

Per arresto e fix ti direi "prendi i più economici che trovi". Per l'arresto c'è chi usa l'acido citrico, chi l'acido acetico diluito o chi acquista una soluzione già pronta da usare con diluizione scritta sulla confezione e magari un indicatore di esaurimento (io ho seguito quest'ultima via e ho acquistato il fomacitro)... in ogni caso la spesa è molto contenuta. Non so se basta l'acqua, io nel dubbio uso un arresto vero e proprio, ma lascio la parola al resto del forum che ne sa mooolto più di me :D .
Per il fix, io uso il fix-ag della agfa, ma anche qui uno vale l'altro e probabilmente ognuno ti consiglierà quello che usa ;) . Mi sentirei di consigliartene uno "rapido" (guarda i tempi sul datasheet) in modo da ridurre il tempo bagnato.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 11:20
da anonymous1
Silverprint ha scritto:Cominciando dalla fine... KODAK NON HA CHIUSO!
Si è riorganizzata. Il settore fotochimico è sano, in attività e finalmente separato da quei comparti che non funzionavano.

Andrea, sei sicuro? Su apug non vedono kodak alaris così di buon grado o meglio pare che in pentola non bolla niente e pare che il nuovo amministratore delegato del comparto fotochimico non gliene freghi proprio tanto.

Fine ot

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 13:09
da *VDG*
Ringrazio ovviamente tutti gli intervenuti.

Ritornando in-topic, sarebbe meglio l'HC-110?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 14:23
da Anonymous01
*VDG* ha scritto:Ringrazio ovviamente tutti gli intervenuti.

Ritornando in-topic, sarebbe meglio l'HC-110?
Assolutamente no.
Lo standard in fatto di sviluppi è poprio il caro e buon vecchio d76.
:ymhug:

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 14:33
da giofex
Io uso quasi esclusivamente la trix e la sviluppo sempre con il d76. Alla fine mi ci trovo bene ed ho preso confidenza con il processo perciò non posso non consigliartelo. Faccio però una domanda generica...che caratteristiche hanno gli sviluppi compensatori? O meglio, come agisce uno sviluppo compensatore? Io pensavo aiutasse ad addolcire contrasti troppo spinti lavorando poco sulle parti molto esposte del negativo e molto invece nelle parti meno dense (ombre)...

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 15:49
da Silverprint
*VDG* ha scritto:sarebbe meglio l'HC-110?
SilverInversion ha scritto:Assolutamente no.
Lo standard in fatto di sviluppi è poprio il caro e buon vecchio d76.
:ymhug:
Quel tuo "assolutamente no" è veramente poco tollerabile. Che il D-76 sia ancora uno "standard" non ha nulla a che vedere con discorsi qualitativi. D-76 e HC-110 e qualsiasi altra roba producono risultati diversi cosa sia meglio dipende da moltissime specifiche cose. In linea di massima NON esiste un rivelatore meglio di un altro, esistono solo caratteristiche che meglio o peggio si adattano a specifiche esigenze.

Il tuo "assolutamente no" è pura e semplice disinformazione... che come al solito ci cade dall'alto della magnificenza delle tue letture internettiane.

Ps... se invece di fare la tua guerra ti preoccupassi di dare contributi costruttivi sarebbe assai meglio.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 16:07
da *VDG*
Scusate ma non volevo scatenare guerre con i miei dubbi.

Volevo solo davvero capire, a seguito della spiegazione tecnica di Andrea, quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso, grana evidente ma non fastidiosamente indefinita, buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).

Tempo fa ho scattato alcuni rulli in 6x7 con la Tecnical Pan per ottenere immagini pulite ad asettiche.

Ecco, oggi voglio documentare alcune realtà architettoniche di periferia, ma aggiungendo il pathos dei fotografi di guerra degli anni '60 (se sono riuscito a rendere cosa intendo).

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 16:28
da Anonymous01
*VDG* ha scritto:Scusate ma non volevo scatenare guerre con i miei dubbi.

Volevo solo davvero capire, a seguito della spiegazione tecnica di Andrea, quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso, grana evidente ma non fastidiosamente indefinita, buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).

Tempo fa ho scattato alcuni rulli in 6x7 con la Tecnical Pan per ottenere immagini pulite ad asettiche.

Ecco, oggi voglio documentare alcune realtà architettoniche di periferia, ma aggiungendo il pathos dei fotografi di guerra degli anni '60 (se sono riuscito a rendere cosa intendo).
Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (o il suo equivalente Tetenal Ultrafin t-plus o l'Ilford DD-x).

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 16:58
da Anonymous01
Giusto per chiarire:
Giampaolo Bolognesi scrive:
"Kodak D-76
Un classico che viene dal passato, ma conserva
la sua validità nel presente: il famoso
D-76 della Kodak, considerato uno standard
rispetto al quale confrontare gli altri rivelatori,
in termini di grana, sfruttamento sensibilità,
contrasto e acutanza."

http://www.21gradi.it/Public/SBW_svilup ... licole.pdf

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 17:10
da Slowhand78
Scriveva semmai..è passato a miglior vita da un po'...

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 17:13
da Silverprint
SilverInversion ha scritto:Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (...)
Ci spieghi anche perché o ci dobbiamo accontentare del tuo oro colato? :D
Quali sarebbero poi le pellicole che hanno contrasto medio elevato?
SilverInversion ha scritto:Giampaolo Bolognesi scrive:
Le parole del bravissimo Bolognesi non descrivono le caratteristiche del D-76, sostengono solo che è ancora sensato utilizzarlo come termine di paragone, cioè per definire rispetto al suo comportamento le caratteristiche di altri rivelatori. Da quello che riporti non si può certamente capire se e quando il D-76 possa essere preferibile ad un altro prodotto. Per poterlo valutare occorre addentrarsi in altri ragionamenti, un esempio di valutazione (ce ne sono molti altri possibili) lo trovi nel mio post precedente.

Confutare tanto per farlo, essendo a corto di conoscenza, è poco utile.


Cercando invece di entrare nel dettaglio del post di VDG credo sia necessario chiarire alcune cose.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso...
Nell'uso, cioè una volta diluiti e pronti per essere usati, sono tutti praticamente identici. Nella preparazione molti trovano più pratici i liquidi concentrati rispetto alle polveri. Le polveri vanno dapprima squagliate in acqua calda, poi (di solito) portate a livello con altra acqua poi fatte riposare e scendere di temperatura e poi infine usate (eventualmente più diluite). I liquidi concentrati si miscelano con acqua alla giusta temperatura e sono pronti all'uso.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo (...) grana evidente ma non fastidiosamente indefinita.
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse (...) buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).
Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 19:44
da *VDG*
Silverprint ha scritto:
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.
Hum, dunque avere grana definita e buon contrasto sembrerebbero due caratteristiche antitetiche:
Una si ottiene con minimo "tempo bagnato" mentre l'altra con tempo lungo di sviluppo.

Dunque, quando si "tira" lo sviluppo (ad es. per compensare una 400Asa esposta a 1000Asa), dunque allungando i tempi di esposizione, si ottiene grana evidente ma poco definita?

E se si tirasse la pellicola e poi sviluppando con un rivelatore a temperatura più elevata dei canonici 20*C?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 19:47
da *VDG*
Altra domanda.

Se invece dell'acqua di rubinetto si utilizzasse quella (di condensa) rilasciata dai condizionatori per il lavaggio post fissaggio?

Come sapete, si tratta di acqua senza calcare.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 19:54
da zehner21
*VDG* ha scritto:Altra domanda.

Se invece dell'acqua di rubinetto si utilizzasse quella (di condensa) rilasciata dai condizionatori per il lavaggio post fissaggio?

Come sapete, si tratta di acqua senza calcare.
Potrebbe essere piena di funghi e batteri..


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Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 20:24
da Slowhand78
*VDG* ha scritto:
Silverprint ha scritto:
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.

Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.
Hum, dunque avere grana definita e buon contrasto sembrerebbero due caratteristiche antitetiche:
Una si ottiene con minimo "tempo bagnato" mentre l'altra con tempo lungo di sviluppo.

Dunque, quando si "tira" lo sviluppo (ad es. per compensare una 400Asa esposta a 1000Asa), dunque allungando i tempi di esposizione, si ottiene grana evidente ma poco definita?

E se si tirasse la pellicola e poi sviluppando con un rivelatore a temperatura più elevata dei canonici 20*C?
Se esponi una 400 a 1000 i tempi di esposizione diminuiscono, e per compensare ciò si sviluppa di più.
Io fossi in te farei un po' di prove, scegliendo un rivelatore fra quelli che danno una grana bella definita (HC110, Rodinal, Studional,...) e sviluppando in maniera normale controllerei i risultati per vedere se ciò che cerchi già c'è con un trattamento standard... solo a questo punto inizierei a sperimentare scegliendo una direzione per volta e valutando di volta in volta i risultati ottenuti.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 20:53
da Anonymous01
Silverprint ha scritto:
SilverInversion ha scritto:Combinerei una pellicola a contrasto medio-elevato in 35mm unitamente al D76 magari utilizzato 1+1 oppure al Kodak TMax (...)
Ci spieghi anche perché o ci dobbiamo accontentare del tuo oro colato? :D
Quali sarebbero poi le pellicole che hanno contrasto medio elevato?
SilverInversion ha scritto:Giampaolo Bolognesi scrive:
Le parole del bravissimo Bolognesi non descrivono le caratteristiche del D-76, sostengono solo che è ancora sensato utilizzarlo come termine di paragone, cioè per definire rispetto al suo comportamento le caratteristiche di altri rivelatori. Da quello che riporti non si può certamente capire se e quando il D-76 possa essere preferibile ad un altro prodotto. Per poterlo valutare occorre addentrarsi in altri ragionamenti, un esempio di valutazione (ce ne sono molti altri possibili) lo trovi nel mio post precedente.

Confutare tanto per farlo, essendo a corto di conoscenza, è poco utile.


Cercando invece di entrare nel dettaglio del post di VDG credo sia necessario chiarire alcune cose.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse a un novizio come me, semplicità d'uso...
Nell'uso, cioè una volta diluiti e pronti per essere usati, sono tutti praticamente identici. Nella preparazione molti trovano più pratici i liquidi concentrati rispetto alle polveri. Le polveri vanno dapprima squagliate in acqua calda, poi (di solito) portate a livello con altra acqua poi fatte riposare e scendere di temperatura e poi infine usate (eventualmente più diluite). I liquidi concentrati si miscelano con acqua alla giusta temperatura e sono pronti all'uso.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo (...) grana evidente ma non fastidiosamente indefinita.
Di solito se la grana è evidente è anche definita ed è poco definita quando non è evidente. Quindi se si cerca grana evidente quasi sicuramente sarà anche ben definita. Oltre alle caratteristiche del rivelatore influisce sull'aspetto della grana il "tempo bagnato totale" cioè la durata dello sviluppo nel suo complesso, lavaggio incluso. Più esso è lungo meno l'aspetto della grana sarà secco e definito.
*VDG* ha scritto:quale fosse il bagno di sviluppo che maggiormente garantisse (...) buon contrasto (insomma, una certa drammaticità dell'immagine).
Il contrasto non dipende dal tipo di sviluppo, ma dall'energia che di esso usiamo. In pratica si usa variare il tempo di sviluppo, più a lungo si sviluppa, maggiore sarà il contrasto.
Una "certa drammaticità dell'immagine" però non dipende solo dal contrasto dato al negativo in fase di sviluppo, ma da come questo si relaziona al contrasto della scena ripresa, da come viene esposto e poi da come verrà stampato.
Vaaaaabeeeeeeè...
:ymapplause:

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 20:57
da Rodinalforever
Il risciacquo finale della pellicola andrebbe effettuato con acqua demineralizzata (quella che si compra al supermercato per i ferri da stiro e che costa pochissimo) addizionata con imbibente ( anch'esso costa pochissimo e dura in eterno).

Il d76 e tuttora uno degli sviluppi piu' utilizzati da fotografi/stampatori internazionali, soprattutto americani, perche' e' molto versatile e si adatta bene a un gran numero di pellicole. Io mi sono trovato molto bene con d76 1+1 e ilford fp4 e kodak tri-x, le pellicole che utilizzo maggiormente.

Imho non impazzirei a cercare coppie pellicole-rilevatori ( per decenni lo hanno fatto persone molto piu' competenti di noi), ma ti consiglierei di imparare bene l'utilizzo del d76 nell'ambito del tuo modo di esporre- fotografare- stampare.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 20:57
da Anonymous01
Silverprint ha scritto: Quali sarebbero poi le pellicole che hanno contrasto medio elevato?
Mah, per esempio la Delta 3200 ha un contrasto inerentemente basso.
La Kodak TP ha un contrasto elevato.
La CMS II ha un contrasto elevato.

Ti basta?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 21:00
da Anonymous01
Rodinalforever ha scritto: Imho non impazzirei a cercare coppie pellicole-rilevatori ( per decenni lo hanno fatto persone molto piu' competenti di noi), ma ti consiglierei di imparare bene l'utilizzo del d76 nell'ambito del tuo modo di esporre- fotografare- stampare.
Esattamente.
Ecco perché ho detto "assolutamente no" alla domanda se fosse stato meglio l'HC-110.
Evidentemente però a qualcuno ancora prudono le mani...

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 21:26
da Silverprint
SilverInversion ha scritto:
Rodinalforever ha scritto: Imho non impazzirei a cercare coppie pellicole-rilevatori ( per decenni lo hanno fatto persone molto piu' competenti di noi), ma ti consiglierei di imparare bene l'utilizzo del d76 nell'ambito del tuo modo di esporre- fotografare- stampare.
Esattamente.
Ecco perché ho detto "assolutamente no" alla domanda se fosse stato meglio l'HC-110.
Evidentemente però a qualcuno ancora prudono le mani...
lo ripeto: non si può in nessun modo dire se sia meglio l'uno o l'altro. È disinformazione.
Si può dire che per fare pratica va bene, un qualsiasi rivelatore normale, ma è un altro discorso.

SilverInversion ha scritto:Mah, per esempio la Delta 3200 ha un contrasto inerentemente basso.
Come si evince da queste, per es?
1080

Non so come le interpreti, ma non direi che si possa dire che sia "inerentemente" una pellicola dal contrasto basso. Forse ha solo una D-max un poco meno elevata di altre, ma è comunque eccedente, e di molto, l'ambito dello stampabile.

Per quanto riguarda le pellicole Docu, cioè quelle nate per la copia dei documenti, sì, sono state pensate per essere sviluppate con contrasto molto alto... salvo poi infilarle in un rivelatore dal contrasto basso e ottenere negativi normali, pure morbidi se si vuole.

Ritornando al punto in questione: il contrasto dipende dallo sviluppo, dalla pellicole dipende assai poco.
Si può invece dire altro e cioè che studiando il variare delle curve caratteristiche al variare del tempo di sviluppo si può notare che alcune pellicole possono essere più facilmente spinte verso contrasti più bassi, ove altre mostrano prima la corda.
Mentre tutte le pellicole sono comunque in grado di raggiungere contrasti molto elevati, ben più elevati di quanto possa essere ragionevolmente dato in pasto a un ingranditore o uno scanner. Basterebbe guardare il valore di D-max prima di dire corbellerie.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 22:01
da Anonymous01
A pagina 5 del seguente file pdf http://www.ilfordphoto.com/Webfiles/200613019405339.pdf ci sono due grafici "contrast-time".
Il contrasto massimo è meno di 1 espresso come G soprasegnato.
Non mi pare un contrasto elevato, anzi.
Paragonato a una pellicola come la T-Max 100 http://www.kodak.com/global/en/professi ... /f4016.pdf
la Delta 3200 ha un basso contrasto intrinseco...

Il DMax per la Delta 3200 è circa 2.2, per la TMax 100 è superiore a 3.
E' una corbelleria anche questa?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 22:08
da Silverprint
Non l'ho detta la corbelleria. Credo solo che ti sfugga che avere un D-max di 2.2 ed una variazione di densità conseguente è ben oltre lo stampabile con la carta più morbida sul più moscio degli ingranditori, vale adire che è un contrasto assai alto. È vero che come D-max è inferiore ad altre pellicole, ma comunque questo non ne fa un materiale inerentemente a basso contrasto. Un gradiente di 1 non è un contrasto basso. Esattamente come ho scritto e spiegato prima.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 22:10
da Anonymous01
Silverprint ha scritto:Non l'ho detta la corbelleria. Credo solo che ti sfugga che avere un D-max di 2.2 è ben oltre lo stampabile conla carta più morbida sul più moscio degli ingranditori, vale adire che è un contrasto assai alto. È vero che come D-max è inferiore ad altre pellicole, ma comunque questo non ne fa un materiale inerentemente a basso contrasto. Un gradiente di 1 non è un contrasto basso. Esattamente come ho scritto e spiegato prima.
Questo perché dai per scontato che si stampi, ossia perché prendi a paragone i parametri della carta.
Se invece la scannerizzi è una pellicola a basso contrasto, il che potrebbe anche essere vantaggioso da un certo punto di vista.
Invece diventa un problema se la si vuole invertire.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 27/04/2014, 23:42
da *VDG*
Vi ringrazio tutti ma credo che negli ultimi passaggi state andando oltre la mia attuale capacità di seguirvi nel discorso.

Come detto, non posso stampare e credo che sia saggio iniziare col formato 35mm sviluppato con le più classiche ricette di un paio di rivelatori (D76, HC110, Rodinal, Studional) e vedere cosa accade in termini di scansione.

Da inesperto nello sviluppo, come credo sia capitato a tutti, mi aspetto disastri inenarrabili e Fantozziani nelle prime pellicole...

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 28/04/2014, 0:29
da chromemax
*VDG* ha scritto:Da inesperto nello sviluppo, come credo sia capitato a tutti, mi aspetto disastri inenarrabili e Fantozziani nelle prime pellicole...
Ma no :) Se segui con scrupolo tutti i passi otterrai ottimi risultati da subito e poi basta da un'occhiata ai filmati di etrusco sul canale "analogica.it" di youtube (scrivere analogica.it sulla barra ricerche di youtube) :)

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 28/04/2014, 7:45
da roby02091987
*VDG* ha scritto:Vi ringrazio tutti ma credo che negli ultimi passaggi state andando oltre la mia attuale capacità di seguirvi nel discorso.

Come detto, non posso stampare e credo che sia saggio iniziare col formato 35mm sviluppato con le più classiche ricette di un paio di rivelatori (D76, HC110, Rodinal, Studional) e vedere cosa accade in termini di scansione.

Da inesperto nello sviluppo, come credo sia capitato a tutti, mi aspetto disastri inenarrabili e Fantozziani nelle prime pellicole...
Ma no, qua ti posso tranquillizzare anche io dal basso della mia ridottissima esperienza. Il processo per "far uscire qualcosa" è più semplice di quel che si pensa, a patto di non fare errori grossolani, tipo scambiare fix e sviluppo, diluire inavvertitamente 1+30 al posto di 1+1 (esempio, numeri a caso), sviluppare per 30 minuti al posto dei 7:30 necessari (numeri a caso anche qui), caricare la pellicola in tank sotto il sole, ecc ecc.

Se poi al posto di 1+1 diluisci 1+1,2, oppure lasci la pellicola 30 secondi in più o in meno, ti perdi per strada un'agitazione... avrai lo stesso i tuoi risultati, magari con lievi differenze, ma nulla per cui strapprsi i capelli (almeno, all'inizio).

I problemi arriveranno quando il "far uscire qualcosa" diventerà "far uscire qualcosa esattamente come vuoi te" :D .

L'importante è prenderti tutto il tempo necessario. Non fare le cose di fretta o con impazienza. Sviluppa quando sai che per un paio d'ore nessuno ti romperà le scatole, preparati i chimici e il necessario in modo che sia tutto a tua disposizione durante le operazioni. Rilassati e fai tutto con calma, per "far uscire qualcosa" non è necessaria una precisione robotica che spacchi il secondo :) .

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 28/04/2014, 10:31
da lucaguerri
Diciamo pure che la TRI-X nel buon vecchio D76 e' un classicone che vale la pena di provare...

Io fossi in te 4 rulli di prova per farmi un'idea di come viene me li farei...

Vai di diluizione 1+1 la grana e' di quella bella bella... ;-)

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 28/04/2014, 14:58
da *VDG*
Grazie a tutti sia per le indicazioni tecniche che per l'incoraggiamento.

Siete stati molto preziosi.

Due ultimissime indicazioni:

Leggo spesso che la Tri-X 400 è meglio esporla a 320ASA. Lo sviluppo poi viene comunque fatto seguendo i tempi della 400 o cambia qualcosa?

Ho trovato un paio di rulli scaduti una decina di anni fa. Posto che a seconda delle condizioni di conservazione taluni parametri certamente variano (io li ho trovati in un cassetto di una scrivania, dunque non sono stati conservati in frigo), come sarebbe meglio esporli e poi svilupparli?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 28/04/2014, 16:09
da roby02091987
Io li userei solo per gioco o comunque per scatti non importanti.
Molto probabilmente avranno perso sensibilità, quindi personalmente li scatterei ad una sensibilità inferiore a quella standard, che so, 200-250iso.
Per lo sviluppo non saprei se può servire "stare abbondanti" con i tempi oppure no (o magari l'esatto contrario).

In ogni caso, qualunque cosa uscirà fuori da quei due rulli, non basarci le tue opinioni circa quella combinazione pellicola/sviluppo, dato che lo stato di conservazione delle pellicole potrebbe influire parecchio sui risultati :) .

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 11:12
da *VDG*
Ok, grazie dell'indicazione.

Resta l'altro quesito: Se espongo la pellicola (la TRI-X) a 200ASA, poi sviluppo normalmente seguendo il rigo della tabellina del rivelatoer per i 400ASA o per i 200ASA?

A questo proposito, mi sto leggendo le millemila paginette dell'interessante post sullo sviluppo della TRI-X e ho capito che devo esporre per le ombre, in zona II o III, con l'esposimetro tarato a circa la metà dell'indice di sensibilità (nominale) della pellicola. Nella buona sostanza, espongo per le ombre con l'esposimetro della fotocamera in modalità spot e poi porto in sottoesposizione queste zone di un paio di valori.

Poi, dovrei sviluppare provando tempi di sviluppo pari al 100%, al 75% e al 50% per vedere, e valutare, i risultati sulla densità del negativo.

Ma la mia domanda resta: Quale rigo della tabella dei rivelatori prendo per fare questi esperimenti sul tempo di sviluppo? Quello relativo alla sensibilità effettiva della pellicola (ad es. per la TRI-X dovrebbe essere intorno ai 200ASA) o il rigo relativo all'indice nominale di 400ASA?

Stessa domanda se espongo la TRI-X a 320ASA come spesso si legge sia opportuno fare....

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 12:18
da Silverprint
Attenzione a non confondere "logica della media" e quindi i tempi di sviluppo dati per un certo I.E. (indice di esposizione) che sono riferiti grossomodo alla densità di un tono medio con "esporre per le ombre e sviluppare per le luci".

Quando si espone per le ombre utilizzando la S.E. (sensibilità effettiva) come dato di partenza per stabilire il tempo di sviluppo conviene utilizzare i tempi ricavati dalle curve tempo/contrasto (la Kodak le pubblica). Uno sviluppo abbastanza "normale" si ottiene coi tempi per un I.C. (indice di contrasto) di circa 0,5.

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 13:01
da *VDG*
Dici questa?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 13:25
da chromemax
No, questa (pag 12 del datasheet f4017)
g5678.png

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 15:13
da *VDG*
Ah, dunque per la TRI-X esposta per l'effettiva sensibilità, il punto di partenza è sui 6/7 minuti di bagno di sviluppo D76.

Ovviamente ciò collima con i tempi di sviluppo più brevi di cui parli tu (rispetto al procedimento basato sul grigio medio dove, vado a memoria, i minuti sono 10).

Mi spieghi il significato esatto dell'IC?

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 16:26
da chromemax
L'Indice di Contrasto è una misura del contrasto di una accoppiata pellicola-rivelatore sviluppato da Kodak, è concettualmente assimilabile al gamma o al gradiente medio anche se la stessa accoppiata pellicola-rivelatore avrà valori di gradiente medio e IC diversi.
Kodak suggerisce un IC=0.58 per negativi da stampare con ingranditori a luce diffusa e CI=0.43 per gli ingranditori a luce condensata, ma non è detto che questi siano i valori ottimali per la propria catena di lavoro che quindi andranno verificati ed eventualmente modificati in base alla pratica.
g7264.png
Quindi in questo caso, sempre secondo Kodak, D-76 1+1 per 6'45" e 10'15" con le indicazioni di sviluppo suggerite nel datasheet. (Imho 10'45" sono per la luce fredda e sono un po' troppi per una testa a colori con luce diffusa, ma è solo una mia suggestione ;) )

Re: Kodak D-76: perché si legge poco di questo sviluppo?

Inviato: 29/04/2014, 17:27
da *VDG*
Ok, ora penso (penso) di aver capito.

Allora, ricapitolo:

- Ho appena preso una camera oscura portatile (Paterson bag) in quanto non ho modo di creare il buio perfetto;

- ho appena ordinato una tank;

- ho acquistato una busta di D76 (in seguito prenderò una bottiglina di Adonal);

- ho preso una confezione di soluzione di acido acetico per l'arresto;

ora manca il fissaggio e l'imbibente (ho letto da varie parti che tutti vanno egualmente bene).

Poi, finalmente, inizierò le prove.