L´uomo con la macchina da presa

Scelte tecniche, stilistiche ed espressive dei maestri della fotografia, analisi delle loro opere e del contesto in cui operavano.

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graic
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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da graic »

Secondo me dipende dal fatto che siamo maleabituati a considerare il cinema, solo come strumento di intrattenimento, basta leggere la citazione da @impressionando
Divertente anche se visto 10volte
Altrimenti se fosse come dice @.ila. nella prima parte del discorso troveremmo che
resta solo un'opera superata, stereotipata, tediosa.
la Gioconda oppure il Davide di Donatello o ancora, perchè no, The Tetons di Ansel Adams.
Sull'ultima notazione di @.ila. io ho rivisto di recente Blade Runner e l'ho trovato ancora affascinante come la prima volta e rimanendo sul tema della fantascienza penso che 2001 Odissea nello spazio sarà meraviglioso almeno finchè l'uomo sarà capace di guardare un film.
Circa "L´uomo con la macchina da presa" attendo di avere un bel po di tempo per dedicarmici, non lo conoscevo, ma da quello che ho visto lo trovo contemporaneamente avvincente e didattico, molti autori moderni avrebbero da imparare da Vertov sul linguaggio della narrazione visiva.


Saluti
Gianni


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Marco Leoncino II°
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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da Marco Leoncino II° »

graic ha scritto:
01/03/2021, 7:17
Secondo me dipende dal fatto che siamo maleabituati a considerare il cinema, solo come strumento di intrattenimento, basta leggere la citazione da @impressionando
Divertente anche se visto 10volte
Altrimenti se fosse come dice @.ila. nella prima parte del discorso troveremmo che
resta solo un'opera superata, stereotipata, tediosa.
la Gioconda oppure il Davide di Donatello o ancora, perchè no, The Tetons di Ansel Adams.
Sull'ultima notazione di @.ila. io ho rivisto di recente Blade Runner e l'ho trovato ancora affascinante come la prima volta e rimanendo sul tema della fantascienza penso che 2001 Odissea nello spazio sarà meraviglioso almeno finchè l'uomo sarà capace di guardare un film.
Circa "L´uomo con la macchina da presa" attendo di avere un bel po di tempo per dedicarmici, non lo conoscevo, ma da quello che ho visto lo trovo contemporaneamente avvincente e didattico, molti autori moderni avrebbero da imparare da Vertov sul linguaggio della narrazione visiva.
Analisi interessante, Gianni. Comunque, noto, almeno tra i miei amici italiani, una sorta di fobia per il cinema in B/N, figuriamoci poi per il muto.
Ho frequentato altre persone, provenienti da altri paesi, e non mi e´ sembrato che fossero tutti cosi´ spaventati da un film vecchiotto.
Vai a capire, magari e´ Fantozzi che ha fatto un bel po´ di danni.

Il film che ho proposto dura un´oretta ed e´ accompagnato da musica moderna. Dura un´oretta. In una serata in cui non si e´ particolarmente scazzati, passa velocemente...

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NikMik
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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da NikMik »

graic ha scritto:
01/03/2021, 7:17
siamo maleabituati a considerare il cinema, solo come strumento di intrattenimento
[..]
molti autori moderni avrebbero da imparare da Vertov sul linguaggio della narrazione visiva.
Il cinema per nostra fortuna è ancora vivo (anche se non in perfetta salute) e trovo normale che ci sia nel pubblico la percezione che sia (o debba essere) un intrattenimento. Girare un film costa minimo qualche milione di euro e il cinema sopravviverà fino a che la gente pagherà per vederlo.

Tutto sta secondo me nel capire cosa per ognuno di noi sia "l' intrattenimento" e che cosa sia il cinema.

Quando guardo un film muto di Murnau lo faccio per "intrattenermi", non per infliggermi una punizione, e pago volentieri per farlo.
Tuttavia, quando guardo Trinità o un thriller o una serie televisiva lo faccio per divertirmi e basta, mentre quando per la centesima volta vedo l'ultima sequenza della Passione di Giovanna D'Arco di Dreyer lo faccio pure per intrattenermi, ma in un senso più vicino a quando vado a un museo o a una mostra. Basta cambiare disposizione mentale.
Per esempio, ci sono buone edizione restaurate di film muti che possono interessare molto i fotografi analogici, perché (Murnau, ad esempio) si usava molto il viraggio. Le scene girate di giorno erano virate sui toni neutri o freddi, mentre le scene in luce artificiale negli interni a toni caldi; le scene notturne all'aperto erano virate in modo da rendere toni bluacei, ecc. Da piccole curiosità del genere può nascere un interesse, e così via...

C'è anche da dire della duplice natura del cinema. In America è considerato principalmente un'industria del divertimento tesa a realizzare incassi (il che non impedisce agli americani di girare capolavori, Blade Runner compreso) e in Europa è considerato (anche) un genere artistico che merita il supporto dello stato (soprattutto in Francia, ma anche altrove). La convivenza di questi aspetti diversi provoca a volte nel pubblico delusioni o incomprensioni.

A Firenze esisteva un cinema chiamato "Universale", in un quartiere popolare della città, che a un certo punto negli anni Settanta (fino al 1989) cominciò a proiettare cinema "artistico" (sperando di attirare un pubblico più numeroso... segno di tempi irripetibili): Bertolucci, Scorsese, Kubrick, Fellini, Truffaut, Kurosawa... si creò una situazione esilarante, nella quale un pubblico popolare dovette "digerire" un tipo di cinema al quale non era abituato. Non tutti resistettero, ma ci fu per molti anni una coesistenza molto divertente fra il pubblico "intellettuale" (che giunse felice) e "popolare" (che partecipava chiassosamente alle proiezioni, che si svolgevano in una perenne nebbia di fumo di sigarette e canne: ne sono testimone diretto). Il cinema chiuse nel 1989; io ci andavo quasi tutti i giorni e fu un lutto. Si alimentò una leggenda che pervive ancora oggi. La storia è raccontata in un film che vi consiglio, intitolato "L'Universale"; divertente commedia girata bene e con garbo su questa vicenda; è uno spaccato di quegli anni in cui si credeva politicamente che l'arte cinematografica dei grandi maestri potesse essere offerta anche al "popolo" perché l'arte in realtà è indispensabile a tutti (ed era considerata indispensabile alla rivoluzione - come per le avanguardie sovietiche degli anni venti . per tornare a Vertov - prima di essere messe a tacere da Stalin negli anni trenta).

(nota a margine: Il fatto che oggi - in Italia o in Spagna, per esempio - si possano scaricare impunemente film gratis dai siti pirata contribuisce tuttavia alla percezione di molti che il cinema sia in generale un passatempo di scarso valore da cui aspettarsi solo "divertimento". Nella nostra "civiltà" neoliberista il valore economico delle cose corrisponde al loro valore tout court...)

P.S. dedicato a Paolo: scene alla Bud Spencer all'Universale (il racconto di una corpulenta maschera che venne assunta per mantenere un po' d'ordine pubblico, ma che aggiunse legna alla leggenda del cinema anarcoide...): https://youtu.be/puTotJq-1fQ?t=82
Ultima modifica di NikMik il 01/03/2021, 9:43, modificato 2 volte in totale.

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da .ila. »

Sicuramente mi sarò spiegato male ;)

Mica detto che le "vecchie" opere sono stereotipate. Lo diventano solo se pretendiamo di leggerle con le regole del 2021.
Bisogna appunto tenere in considerazione il contesto dell'epoca in cui è stata prodotta prima di decidere se piace o meno.

Pour parler: di Blade Runner ne conservo tutte le edizioni per puro feticismo, a partite dal VHS, LaserDisc sino al BD. Linguaggio attuale? Ni. Però lo rivedo con la stessa frequenza e goduria con cui ascolto spesso e volentieri un album dei Pink Floyd. Consiglio vivamente la "The Final Cut", non fatevi ingannare dalle versioni semplificate con la voce fuori campo.

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da NikMik »

.ila. ha scritto:
01/03/2021, 8:43
Pour parler: di Blade Runner ne conservo tutte le edizioni per puro feticismo, a partite dal VHS, LaserDisc sino al BD. Linguaggio attuale? Ni. Però lo rivedo con la stessa frequenza e goduria con cui ascolto spesso e volentieri un album dei Pink Floyd. Consiglio vivamente la "The Final Cut", non fatevi ingannare dalle versioni semplificate con la voce fuori campo.

La vicenda delle edizioni di Blade runner illustra proprio bene quello che cercavo di dire nel mio intervento precedente a proposito della duplice natura del cinema (industria del divertimento e forma d'arte).
La produzione (americana) impose al regista (europeo) un lieto fine e una voce fuori campo che spiegava via via i passi salienti della trama (nella convinzione che il pubblico fosse mediamente idiota); il tutto non previsto dal progetto originario.
Anni dopo il regista (che considerava il suo film un'opera d'arte di cui rispettare l'integrità creativa) riacquistò il diritto di ripristinare il film nella forma in cui l'aveva pensato e nell'edizione "Final cut" il lieto fine posticcio e la voce fuori campo sono tolti (ed è fra l'altro ripristinata una brevissima sequenza che cambia - in senso pessimistico - tutta la chiave di lettura del film...).

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da chromemax »

.ila. ha scritto:
01/03/2021, 1:19
..tanti capolavori di cyberpunk che lo hanno susseguito
Quali?

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da .ila. »

chromemax ha scritto:
.ila. ha scritto:
01/03/2021, 1:19
..tanti capolavori di cyberpunk che lo hanno susseguito
Quali?
Giusto per citarne qualcuno:

- Brazil (Terry Gilliam - 1985)
- Akira (Katsushito Ōtomo - 1988)
- Tetsuo (Shinya Tsukamoto - 1989)
- Ghost in the Shell (Mamoru Oshii - 1995)
- L'esercito delle 12 scimmie (Terry Gilliam - 1995)
- Avalon (Mamoru Oshii - 2001)
- Snowpiercer (Bong Joon-ho - 2013)
-Blade Runner 2049 (Denis Villeneuve - 2017)




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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da graic »

usando il criterio di @impressionando di Blade Runner 2049 ho sopportato i primi 10 minuti, Ghost in the Shell è invece scorso per intero (mi ero addormentato)
Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da chromemax »

.ila. ha scritto:
01/03/2021, 11:37
chromemax ha scritto:
.ila. ha scritto:
01/03/2021, 1:19
..tanti capolavori di cyberpunk che lo hanno susseguito
Quali?
Giusto per citarne qualcuno:

- Brazil (Terry Gilliam - 1985)
- Akira (Katsushito Ōtomo - 1988)
- Tetsuo (Shinya Tsukamoto - 1989)
- Ghost in the Shell (Mamoru Oshii - 1995)
- L'esercito delle 12 scimmie (Terry Gilliam - 1995)
- Avalon (Mamoru Oshii - 2001)
- Snowpiercer (Bong Joon-ho - 2013)
-Blade Runner 2049 (Denis Villeneuve - 2017)
Vabbè... cyberpunk e capolavori un po' sui generis (tranne un paio di titoli ) :)

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Re: L´uomo con la macchina da presa

Messaggio da chromemax »

graic ha scritto:
01/03/2021, 12:02
usando il criterio di @impressionando di Blade Runner 2049 ho sopportato i primi 10 minuti, Ghost in the Shell è invece scorso per intero (mi ero addormentato)
Credo che .ila si riferisca all'anime e non al film di qualche anno fa con una famosa e bella attrice di cui non ricordo il nome, peraltro film affatto non disprezzabile e con un fantastico Kitano

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