La pre-velatura

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

Moderatori: Silverprint, chromemax

Avatar utente
paolob74
guru
Messaggi: 820
Iscritto il: 30/05/2010, 10:48
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda paolob74 » 17/01/2012, 20:56

Dai c....o! Stampalaaaaa


=)) =)) =)) =)) =))



Advertisement
Avatar utente
sslazio 1900
appassionato
Messaggi: 26
Iscritto il: 23/04/2010, 14:06
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda sslazio 1900 » 22/01/2012, 12:42

Interessante, leggevo proprio ieri un trattamento simile che il buon Ansel descriveva in "La Stampa"... da tenere a mente.



Avatar utente
amonxxx
fotografo
Messaggi: 81
Iscritto il: 27/03/2016, 16:22
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda amonxxx » 22/08/2018, 15:13

Ciao a tutti, riprendo questo post. Come mai la pre-velatura ha più effetto sulle alte luci?



Avatar utente
Ri.Co.
guru
Messaggi: 712
Iscritto il: 06/09/2015, 23:36
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda Ri.Co. » 22/08/2018, 16:10

Ciao, ti risponderà magari approfonditamente Andrea Silverprint, ma in realtà la prevelatura o comunque la luce che riceve il foglio di carta ha effetto su tutto il foglio ovviamente. Il punto, come spiega Andrea nel post di apertura, è che se le alte luci con l'esposizione del fotogramma stentano o non producono un minimo annerimento, con la prevelatura gli viene data una piccola spinta d’aiuto, che quindi per somma di illuminamento (pre velatura+ Esposizione normale di tutta la foto) finalmente un annerimento minimo lo produrranno. Anche le parti più scure in realtà ricevono luce e godono di questa piccola spinta, ma nei fatti essendo già scure l’incremento è risibile o addirittura non percepibile. Via via che il tempo di prevelatura aumenta e si avvicina alla soglia del primo annerimento visibile con la sola prevelatura, questo incremento si estende in modo più visibile sui toni via via meno chiari producendo, di fatto, una diminuzione di contrasto generalizata secondo me.



Advertisement
Avatar utente
amonxxx
fotografo
Messaggi: 81
Iscritto il: 27/03/2016, 16:22
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda amonxxx » 22/08/2018, 17:04

Ri.Co. ha scritto:Ciao, ti risponderà magari approfonditamente Andrea Silverprint, ma in realtà la prevelatura o comunque la luce che riceve il foglio di carta ha effetto su tutto il foglio ovviamente. Il punto, come spiega Andrea nel post di apertura, è che se le alte luci con l'esposizione del fotogramma stentano o non producono un minimo annerimento, con la prevelatura gli viene data una piccola spinta d’aiuto, che quindi per somma di illuminamento (pre velatura+ Esposizione normale di tutta la foto) finalmente un annerimento minimo lo produrranno. Anche le parti più scure in realtà ricevono luce e godono di questa piccola spinta, ma nei fatti essendo già scure l’incremento è risibile o addirittura non percepibile. Via via che il tempo di prevelatura aumenta e si avvicina alla soglia del primo annerimento visibile con la sola prevelatura, questo incremento si estende in modo più visibile sui toni via via meno chiari producendo, di fatto, una diminuzione di contrasto generalizata secondo me.

Ciao grazie per la risposta prima di tutto! Si ho pensato anche io a una cosa del genere ma la cosa che ancora mi è chiara è perché le zone scure risentono meno di questa esposizione che, come dici tu giustamente ha effetto su tutto il foglio.
Mi viene da pensare che dipenda dalla curva caratteristica ma sto ancora capendo come...nel frattempo attendiamo Andrea ;)



Avatar utente
chromemax
moderatore
Messaggi: 8395
Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
Reputation:
Località: Albiate (MB)

Re: La pre-velatura

Messaggioda chromemax » 22/08/2018, 17:24

amonxxx ha scritto:Ciao a tutti, riprendo questo post. Come mai la pre-velatura ha più effetto sulle alte luci?

Tutto il materiale sensibile ha una soglia al di sotto della quale, anche se colpito dalla luce, non si produce alcun annerimento
Per rendere il concetto più facilmente comprensibile poniamo il caso, del tutto inventato, che per la carta da stampa che stiamo usando la soglia di attivazione sia di 10 fotoni (possiamo anche chiamarle unità luce); se la carta da stampa è colpita da 8 fotoni la modifica a livello atomico dell'alogenuro d'argento non è sufficiente a creare un così detto germe di sviluppo per cui anche a svilupparla a fondo non si otterrà alcun annerimento. Se invece la carta viene colpita da 11 fotoni sulla superficie degli alogenuri si creeranno dei germi di sviluppo e i cristalli saranno trasformati in argento metallico dalla sostanze riducenti dello sviluppo.
Adesso supponiamo che il nostro ingranditore produca un flusso luminoso di 100 fotoni e che le zone trasparenti del nostro negativo, le ombre, facciano passare 80 fotoni, mentre le alteluci del negativo, che sono molto più scure (dense) facciano passare solamente 7 fotoni; poichè la soglia di attivazione della carta da stampa che stiamo usando è di 10 fotoni, le ombre verranno sviluppate come un tali ma le luci, avendo raggiunto solo 7 fotoni, risulteranno assolutamente bianche. In questa stessa identica situazione si effettua una pre-velatura per cui tutto il foglio di carta viene colpito da 5 fotoni; il bianco puro resterà tale perché non raggiunge ancora la soglia di attivazione, che è di 10 fotoni; le ombre passeranno da 80 fotoni a 85 fotoni, con un aumento dell'esposizione del 6,25%, mentre le alteluci passeranno da 7 a 12 fotoni, superando la soglia di esposizione e quindi raggiungendo una tonalità di grigio in sviluppo, ma in questo caso l'aumento di esposizione è di ben il 71%, più di 10 volte rispetto alle ombre.
I toni intermedi, in egual modo, verrano influenzati dalla pre-velatura in maniera proporzionale, sempre meno più essi sono scuri.
Gli effetti "collaterali" della prevelatura sono però anche una perdita di contrasto, anche marcata se la prevelatura è pesante, nelle alteluci ed un aumento della sensibilità effettiva (ed è questo il motivo per cui la luce di sicurezza della camera oscura deve essere testata con un pezzo di carta già esposto dato che esso è più sensibile di uno vergine).
La prevelatura può essere usata anche in ripresa, dove però agisce prevalentemente sulle ombre, usando una fotocamera che permette di fare doppie esposizioni, inquadrando una superficie illuminata assolutamente uniforme (il cielo terso con l'ottica completamente sfuocata oppure usando un accessorio tipo expodisc) e chiudendo di 4 stop rispetto alla lettura fornita dall'esposimetro. Anche in ripresa valgono gli stessi effetti collaterali, un aumento della sensibilità effettiva e quindi la possibilità di registrare dettagli sulle ombre più scure ma con una discreta perdita di contrasto.



Avatar utente
-Sandro-
superstar
Messaggi: 5079
Iscritto il: 13/08/2010, 16:25
Reputation:
Località: Genova
Contatta:

Re: La pre-velatura

Messaggioda -Sandro- » 22/08/2018, 17:39

Belin Diego, le vacanze ti hanno giovato alla grande! :D



Avatar utente
chromemax
moderatore
Messaggi: 8395
Iscritto il: 02/08/2010, 16:35
Reputation:
Località: Albiate (MB)

Re: La pre-velatura

Messaggioda chromemax » 22/08/2018, 18:34

-Sandro- ha scritto:Belin Diego, le vacanze ti hanno giovato alla grande! :D

:p Bentornato! :ymhug:



Avatar utente
amonxxx
fotografo
Messaggi: 81
Iscritto il: 27/03/2016, 16:22
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda amonxxx » 22/08/2018, 20:58

chromemax ha scritto:
amonxxx ha scritto:Ciao a tutti, riprendo questo post. Come mai la pre-velatura ha più effetto sulle alte luci?

Tutto il materiale sensibile ha una soglia al di sotto della quale, anche se colpito dalla luce, non si produce alcun annerimento
Per rendere il concetto più facilmente comprensibile poniamo il caso, del tutto inventato, che per la carta da stampa che stiamo usando la soglia di attivazione sia di 10 fotoni (possiamo anche chiamarle unità luce); se la carta da stampa è colpita da 8 fotoni la modifica a livello atomico dell'alogenuro d'argento non è sufficiente a creare un così detto germe di sviluppo per cui anche a svilupparla a fondo non si otterrà alcun annerimento. Se invece la carta viene colpita da 11 fotoni sulla superficie degli alogenuri si creeranno dei germi di sviluppo e i cristalli saranno trasformati in argento metallico dalla sostanze riducenti dello sviluppo.
Adesso supponiamo che il nostro ingranditore produca un flusso luminoso di 100 fotoni e che le zone trasparenti del nostro negativo, le ombre, facciano passare 80 fotoni, mentre le alteluci del negativo, che sono molto più scure (dense) facciano passare solamente 7 fotoni; poichè la soglia di attivazione della carta da stampa che stiamo usando è di 10 fotoni, le ombre verranno sviluppate come un tali ma le luci, avendo raggiunto solo 7 fotoni, risulteranno assolutamente bianche. In questa stessa identica situazione si effettua una pre-velatura per cui tutto il foglio di carta viene colpito da 5 fotoni; il bianco puro resterà tale perché non raggiunge ancora la soglia di attivazione, che è di 10 fotoni; le ombre passeranno da 80 fotoni a 85 fotoni, con un aumento dell'esposizione del 6,25%, mentre le alteluci passeranno da 7 a 12 fotoni, superando la soglia di esposizione e quindi raggiungendo una tonalità di grigio in sviluppo, ma in questo caso l'aumento di esposizione è di ben il 71%, più di 10 volte rispetto alle ombre.

Ho fatto un ragionamento simile sulla curva ma non ho ragionato in percentuale. Dovrò fare qualche prova per rendermi conto di quanto effettivamente si riesce a recuperare.
Grazie mille Diego. ;)
Stesso ragionamento che ho fatto io ma non ho ragionato cosi in percentuale...dovrò fare qualche prova per capire



Avatar utente
ammazzafotoni
superstar
Messaggi: 2073
Iscritto il: 03/08/2015, 20:08
Reputation:

Re: La pre-velatura

Messaggioda ammazzafotoni » 22/08/2018, 22:29

Uoh, Diego, questa è roba forte!





  • Advertisement

Torna a “Bianco e nero - pellicole, carta e chimica”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti