La Rectaflex, oggi come ieri
Moderatore: etrusco
Re: La Rectaflex, oggi come ieri
purtroppo all'industria fotografica italiana è mancata una dote fondamentale: la costanza. E anche il supporto finanziario nel tempo che permettesse non tanto lo sviluppo della tecnologia ma lo sviluppo di una tecnologia sperimentata. In fondo l'avventura Rectaflex è durata in tutto solo 5 anni. Chi conosce la storia industriale della Rectaflex sa che alla base del fallimento c'è stata l'incapacità di offrire una tecnologia sicura di fronte ad una offerta irripetibile.(la famosa commessa dell'Esercito americano in Corea). Col ritiro dei finanziatori è iniziato l'inevitabile declino. Fare un buon prodotto non basta, come sempre occorre anche saperlo vendere.
Pierpaolo
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- Elmar Lang
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
Infatti. Per questo esprimevo l'amarezza che si prova nello scorrere la storia dell'"avventura" italiana nell'industria fotografica.
E.L.
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"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
Facendo delle ricerche sulla piccola Ducati mi sono imbattuto in questo video d'epoca in cui c'è una breve e simpatica presentazione, frammento della grande industria fotografica italiana che fu e che sto scoprendo da poco.
https://www.youtube.com/watch?v=LeclNF_lrUo
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
bè l'industria fotografica italiana non poteva competere con quella tedesca, americana e successivamente giapponese.
non conoscevo la rectaflex. però i miei nonni avevano le varie bencini e gamma, si vede ad occhio la mancanza di industrializzazione.
agfa, zeiss, leica kodak erano prodotti industriali costruiti a vari livelli di costo, partendo dalle economiche silette in plastica. le macchine italiane invece erano più artigianali, questo non dava alcun vantaggio pratico al fotografo, anzi probabilmente riduceva l'affidabilità complessiva.
negli anni '50 queste produzioni erano relativamente sostenibili per il bassissimo costo della manodopera ma comunque non permetteva grandi quote di mercato e soprattutto le produzioni di apparecchi a basso costo.
non conoscevo la rectaflex. però i miei nonni avevano le varie bencini e gamma, si vede ad occhio la mancanza di industrializzazione.
agfa, zeiss, leica kodak erano prodotti industriali costruiti a vari livelli di costo, partendo dalle economiche silette in plastica. le macchine italiane invece erano più artigianali, questo non dava alcun vantaggio pratico al fotografo, anzi probabilmente riduceva l'affidabilità complessiva.
negli anni '50 queste produzioni erano relativamente sostenibili per il bassissimo costo della manodopera ma comunque non permetteva grandi quote di mercato e soprattutto le produzioni di apparecchi a basso costo.
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
Non sono d'accordo: generalmente, le fotocamere italiane dell'immediato dopoguerra furono veramente innovative e la qualità era generalmente da alta a molto alta.
A parte la Rectaflex ed il suo capitale di innovazione (capitale devastato tra l'altro per confusione imprenditoriale), non dimentichiamo la Gamma, con il suo notevole otturatore, le Ducati, le San Giorgio o la magnifica GaMi-16. Pure le modeste Sonne erano delle simil-Leica di tutto rispetto. E così tante altre, illustri e meschine.
E.L.
A parte la Rectaflex ed il suo capitale di innovazione (capitale devastato tra l'altro per confusione imprenditoriale), non dimentichiamo la Gamma, con il suo notevole otturatore, le Ducati, le San Giorgio o la magnifica GaMi-16. Pure le modeste Sonne erano delle simil-Leica di tutto rispetto. E così tante altre, illustri e meschine.
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
bah, io non sono uno storico. però otturatori e lenti erano, come per gli altri, prodotti di fornitori specializzati. la qualità percepita forse era alta per via della produzione più artigianale, ma questo non si rifletteva in affidabilità o praticità d'uso. che erano gli aspetti importanti per le fotocamere.
io ho ereditato tanto una gamma perla quanto la bencini comet, entrambe guaste, entrambe che vennero sostituite con altre fotocamere poco dopo l'acquisto proprio per problemi di affidabilità continui.

la perla in questione oltre ad avere l'otturatore guasto aveva il meccanismo di avanzamento rotto, il pulsante di scatto che sembra bloccato, la filettatura sulla lente storta che non consente di riavvitare il tappo copri obiettivo. ed era una macchina abbastanza cara all'epoca (costava 50.000L negli anni 50). venne sostituita con una vito a cui ho fatto revisionare l'otturatore e funziona ancora perfettamente dopo tanti anni, nonostante sia stata usata tanto da consumare vernice e rivestimento.
anche altre fotocamere più economiche come le agfa e zeiss medio formato seppur vissute si sono mostrate più affidabili.
evidentemente il grande pubblico, come i miei nonni, ha preferito spostarsi su prodotti meno curati esteticamente ma meglio industrializzati.
io ho ereditato tanto una gamma perla quanto la bencini comet, entrambe guaste, entrambe che vennero sostituite con altre fotocamere poco dopo l'acquisto proprio per problemi di affidabilità continui.
la perla in questione oltre ad avere l'otturatore guasto aveva il meccanismo di avanzamento rotto, il pulsante di scatto che sembra bloccato, la filettatura sulla lente storta che non consente di riavvitare il tappo copri obiettivo. ed era una macchina abbastanza cara all'epoca (costava 50.000L negli anni 50). venne sostituita con una vito a cui ho fatto revisionare l'otturatore e funziona ancora perfettamente dopo tanti anni, nonostante sia stata usata tanto da consumare vernice e rivestimento.
anche altre fotocamere più economiche come le agfa e zeiss medio formato seppur vissute si sono mostrate più affidabili.
evidentemente il grande pubblico, come i miei nonni, ha preferito spostarsi su prodotti meno curati esteticamente ma meglio industrializzati.
Re: La Rectaflex, oggi come ieri
Bah, mi pare abbastanza tirato per i capelli, gli otturatori, e parlo di quelli centrali, in tutta l'europa occidentale erano fatti da solo due case: la decker che faceva i compur e la gautier che faceva i prontor, non vedo perchè le case italiane avrebbero dovuto fare eccezione. Gli otturatori a tentina li facevano in casa come tutte le grandi case. Per gli obiettivi il discorso è analogo con la notevole eccezione delle Officine galileo che per esempio nella Gami già citatata mettevano ottiche autoprodotte, inoltre anche la ducati anch'esssa citata oltre che per la grande produzione, che finora non è stata citata del gruppo Ferrania/Galileo Che al contrari di quello che dicevi tu faceva una serie di prodotti daalle supereconomiche macchine in plastica (Eura dei miei ricordi) a macchine di ottima qualità e di prestazioni intermedie, anche molto innovative (ibis,elioflex....), fino alle rangefinder compatte (simil Leica ad ottica fissa) Condor.
La Bencini che hai citato tu aveva un posto a parte per le macchine di presttazioni basiche ma di costruzione ineccepibile (i corrpi in fusione sono di qualità inusitata nella macchine di quella classe)
La Bencini che hai citato tu aveva un posto a parte per le macchine di presttazioni basiche ma di costruzione ineccepibile (i corrpi in fusione sono di qualità inusitata nella macchine di quella classe)
Saluti
Gianni
La situazione è grave ma non seria.
Gianni
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
...
Ultima modifica di graic il 21/11/2014, 15:32, modificato 1 volta in totale.
Saluti
Gianni
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- Elmar Lang
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Re: La Rectaflex, oggi come ieri
Proprio oggi, andato ad una fiera di tutt'altro settore, son tornato a casa con una sorprendente "Sonne", prodotta dall'azienda del Signor Gatto di Pordendone. Una simil-Leica davvero interessante e ben fatta.
E.L.
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