"movimenti / stili" fotografici

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chromemax
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da chromemax »

Io sto imparando da voi :)



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fabriziog
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da fabriziog »

Io sto imparando da voi
Ma non ci crede neanche Caccamo!!! =))

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zone-seven
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da zone-seven »

fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 9:22
la prima non piace neanche a me, tuttavia l'analisi dello stile, seconbdo me dovrebbe esulare da quello che ci piace o meno
Concordo pienamente, ma non riesco ad associarla a nessuno degli "stili" che conosco. Ma come detto io sono fermo alla scuola di Düsseldorf, non conosco (per questo ho aperto il post) quali correnti di pensiero ci siano ai giorni nostri.

Idem per le due foto successive, potrebbero essere associate ad uno stile documentario per il tipo di soggetto ed estetica, ma non riesco a riconoscere cosa si vuole documentare in quanto a me, per la mia interpretazione, il messaggio arriva un pò distorto. Voglio documentare dei riti? OK, ma di chi visto che mi sembra di vedere un'associazione di simboli del passato con ritratti (vedi rossetto della ragazza, contrasto generale della foto) in chiave moderna. Se queste foto devono documentare qualche cosa, per cui "appartenere" ad uno stile documentario, mi manca il soggetto della documentazione.

P.S. peccato non avere altri contributi, sono sicuro che qui c'è molta gente esperta che potrebbe dare spunti interessanti
E boh ... documentaristico ? Pittorialistico? , alla fine dato il contenuto "colorato" delle foto ci potrebbe rientrare...cioè alla fine immagino che il tipo (Salgado) abbia voluto documentare, raccontare un qualcosa (ok le immagini qui sono troppo poche per dire cosa con esattezza, e forse dovrei postare tutta la mostra che non ho) , restano sempre fotine fatte con cell tra quelle che mi hanno più o meno colpito.
All'interno del Documentaristico ammesso che possa essere uno stile ce ne possono essere altri ?
Non conoscendo Düsseldorf come fotografia/scuola non posso dire nulla o davvero poco ma farò in modo di documentarmi. Sicuramente tante sperimentazioni (all'interno della scuola Düsseldorf) ma anche oggi vediamo tanti scatti che riprendono lo stile (scuola, non so se può parlare di stile) del "movimento" di Düsseldorf, vedi un paio di foto del nostro amico @chromemax ed altri nel thread "paesaggi Urbani".
Volenti o nolenti si tratta di una copia, di un copiato, certamente non voluto ma ... siamo vittime di ciò che abbaimo letto, imparato e/o studiato e visto ? Ansel Adams diceva di si (è diventato un aforisma).
Altri si sono voluti distaccare dai paesaggi urbani tipici dell'assenza dell'umano diventati poi "classici".
Ai tempi, quando uno usciva dalla Scuola Romana di Fotografia era riconoscibilissimo; hanno creato uno stile ?
In italia la fotografia è stata riconosciuta come arte solo di recente e tuttavia non ancora accettata quantomeno solo in minima parte; ti do per certo che "Noi" abbiamo sempre fotografato i fiori del balcone ed i gattini di casa (e non ci metto dentro le polaroid della "forse moglie" in reggicalze col flash sparaflashato ad libtum) è uno stile anche quello ? Forse si ? Se ricordi certe immagini di Bershka (abbigliamento) con delle foto (a mio avviso orrende in quanto fortemente sgraziate) ormai introvabili, caratterizzate da un flash sparaflashiato che tanto ricordava certe polaroid ma i colori erano più corretti.

Se la fotografia è un medium (per me lo è) allora forse dovrebbe anche essere difficile parlare di stile. E quando c'è uno stile, chi lo genera ? Il fotografo o il curatore delle mostre ?
Cioè, conosciamo Fontana per i suoi paesaggi minimalisti, meno per i ritratti, però i ritratti li ha fatti.
Ansel Adams idem, a vedere i suoi ritratti mi sono uscite le lacrime eppure non sono così famosi.


Ps: alcune cose che ho scritto voglio essere delle "innocue" provocazioni
chromemax ha scritto:
17/11/2021, 10:19
Io sto imparando da voi :)
Non ci credo molto ... ma spero che intervengano altri più competenti di me.
viviamo in un mondo dove il sapone per i piatti è fatto con vero succo di limone, la limonata con aromi artificiali.
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fabriziog
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da fabriziog »

All'interno del Documentaristico ammesso che possa essere uno stile ce ne possono essere altri ?
Con altri intendi fotografi? In questo caso possiamo metterci dentro parecchi dei "grandi" tra gli anni 20 fino al 45 circa per quanto riguada lo stile documentario "classico". Poi non è scomparso ma si è evoluto, vedi i coniugi Becher della già citata scuola di Düsseldrof ed i studenti (alcuni) che ne hanno seguito i "precetti" (Gursky, Candida Höfer, Thomas Struth e via dicendo).
Volenti o nolenti si tratta di una copia, di un copiato, certamente non voluto ma ... siamo vittime di ciò che abbaimo letto, imparato e/o studiato e visto
Certamente il nostro vissuto e lo stato d'animo ci condizionano in modo fondamentale. E' proprio questo, secodo me, che differenzia i fotografi, ma più in generale, differenzia le persone. Credo sia ampiamente dimostrato che il contesto sociale in cui un indivudio cresce e vive nel determina, in gran parte, il suo "essere persona".
Ai tempi, quando uno usciva dalla Scuola Romana di Fotografia era riconoscibilissimo; hanno creato uno stile ?
Non conosco la scuola romana di fotografia, ma non mi stupisce che persone diverse le quali si sono formate sulle stesse idee/concetti/indicazioni opertive, alla fine abbiano diversi tratti in comune. Un pò come avviene in qualsiasi scuola / università. Non lo chiamerei stile/movimento in quanto limitato agli allievi che hanno sentito "le stesse lezioni". Uno stile, secondo me, dovrebbe essere una cosa più generalizzata, uscire dal contesto di una solo scuola ed essere più diffuso.
Se la fotografia è un medium (per me lo è) allora forse dovrebbe anche essere difficile parlare di stile. E quando c'è uno stile, chi lo genera ? Il fotografo o il curatore delle mostre ?
Ad esempio, per rimanere in Italia, prendiamo la fotografia di Ghirri e tutto il movimento che girava attorno alla sua figura che ha portato poi al libro Viaggio in Italia. Si può concordare che Ghirri ha "imposto" un certo modo di fotografare che poi è stato battezzatto "scuola italiana del paesaggio? (foto a colori, interventi di "abbellimento" marginali se non assenti, rinuncia ai giochi di luce, presenza dell'uomo indiretta, ecc.). Probabilmente queste caratteristiche delle sue foto comuni con altri fotografi sono nate proprio dalla sua persona, per poi essere "catalogate e battezzate" da critici e curatori.
Forse i critici e curatori, in quanto studiosi dell'opera,giustamente direi, hanno proprio il compito di dare dei nomi alle cose per renderle (ri)conoscibili?

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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da zone-seven »

fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 14:18
Con altri intendi fotografi? In questo caso possiamo metterci dentro parecchi dei "grandi" tra gli anni 20 fino al 45 circa per quanto riguada lo stile documentario "classico". Poi non è scomparso ma si è evoluto, vedi i coniugi Becher della già citata scuola di Düsseldrof ed i studenti (alcuni) che ne hanno seguito i "precetti" (Gursky, Candida Höfer, Thomas Struth e via dicendo).
Intendevo proprio altri stili all'interno di quello documentaristico , se "documentaristico" può essere uno stile a se cioè anche Ghirri documentava qualcosa, anche se forse non sempre.
I Becher, mi pare con la loro documentazione su certi paesaggi urbani hanno sicuramente influenzato i fotografi a venire, fotografie essenziali e forse minimaliste, per certo senza o pochi elementi umani che anche Ghirri ha evitato. Banalmente basta guardare le millemila foto del Gasometro a Roma.

Volenti o nolenti si tratta di una copia, di un copiato, certamente non voluto ma ... siamo vittime di ciò che abbaimo letto, imparato e/o studiato e visto
fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 14:18
Certamente il nostro vissuto e lo stato d'animo ci condizionano in modo fondamentale. E' proprio questo, secodo me, che differenzia i fotografi, ma più in generale, differenzia le persone. Credo sia ampiamente dimostrato che il contesto sociale in cui un indivudio cresce e vive nel determina, in gran parte, il suo "essere persona".
E qui siamo d'accordo a me però resta sempre la domanda: questi fotografi, influenzati o copianti ancora non hanno lanciato un nuovo stile, probabilmente qualcuno nel passato, nell'arco temporale da allora ad oggi lo ha fatto, ma al momento non vedo grandi nuovi stili da identificare se non evoluzioni o copiati (consapevolmente o meno)
Ai tempi, quando uno usciva dalla Scuola Romana di Fotografia era riconoscibilissimo; hanno creato uno stile ?
fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 14:18
Non conosco la scuola romana di fotografia, ma non mi stupisce che persone diverse le quali si sono formate sulle stesse idee/concetti/indicazioni opertive, alla fine abbiano diversi tratti in comune. Un pò come avviene in qualsiasi scuola / università. Non lo chiamerei stile/movimento in quanto limitato agli allievi che hanno sentito "le stesse lezioni". Uno stile, secondo me, dovrebbe essere una cosa più generalizzata, uscire dal contesto di una solo scuola ed essere più diffuso.
Parliamo solo dei grandi fotografi o di tutti ? Sui grandi fotografi non saprei che dire, ne conosco troppi pochi (fotograficamente parlando) in generale invece le foto fatte dalle persone che uscivano dalla Scuola Romana di Fotografia sono oggi ancora presenti, o almeno emulate.
Qui però mi scatta un'altra considerazione: usciti dalla scuola, quanti hanno saputo reintepretare o meglio reinventare fotograficamente qualcosa o creare un nuovo stile ?
Se la fotografia è un medium (per me lo è) allora forse dovrebbe anche essere difficile parlare di stile. E quando c'è uno stile, chi lo genera ? Il fotografo o il curatore delle mostre ?
fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 14:18
Ad esempio, per rimanere in Italia, prendiamo la fotografia di Ghirri e tutto il movimento che girava attorno alla sua figura che ha portato poi al libro Viaggio in Italia. Si può concordare che Ghirri ha "imposto" un certo modo di fotografare che poi è stato battezzatto "scuola italiana del paesaggio? (foto a colori, interventi di "abbellimento" marginali se non assenti, rinuncia ai giochi di luce, presenza dell'uomo indiretta, ecc.). Probabilmente queste caratteristiche delle sue foto comuni con altri fotografi sono nate proprio dalla sua persona, per poi essere "catalogate e battezzate" da critici e curatori.
Forse i critici e curatori, in quanto studiosi dell'opera,giustamente direi, hanno proprio il compito di dare dei nomi alle cose per renderle (ri)conoscibili?
Non so se Ghirri abbia dettato uno stile a se stante, forse, più di Basilico, quest'ultimo forse più influenzato dalla scuola di Düsseldorf almeno per alcune delle sue foto. Bisognerebbe conoscere meglio, di più, in modo approfondito i lavori degli uni e degli altri.

Questo mi riporta alla considerazione, domanda, esiste oggi uno o più stili, nuovi, identificabili ?

PS: Queste considerazioni sono fatte senza considerare la tecnologia, perchè con il digitale potrebbero essere nati nuovi stili ?
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fabriziog
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da fabriziog »

Questo mi riporta alla considerazione, domanda, esiste oggi uno o più stili, nuovi, identificabili ?
Io allergherei la domanda oltre che agli stili anche al movimento.
Questo perché lo stile è forse più un aspetto estetico (colore VS B/N, tipo inquadratura, luce naturale oppure no, ecc.) mentre il movimento incorpora anche la motivazione che poi porta a scegliere un certo soggetto, una tematica.
Ad esempio nel movimento "New Topographics" troviamo un RObert Adams che fotografa in B/N, ed anche un Stephen Shore che invece fotografa a colori.
Per cui esteticamente completamente diversi, anche se alcuni tratti possono essere comuni, ma forse non tanto dal punto di vista dello stile / estetica, quanto dal punto di vista delle motivazioni che hanno accompagnato il loro lavoro. In questo caso la documenazione di un paesaggio modificato dall'uomo.

Tu mi dirai che anche questa è documentazione, per cui stile documentario. Verissimo, però se vediamo le motivazioni di questi due "movimenti" allora sono diverse. Il movimento documentario aveva come obiettivo di far vedere la vita delle persone, la società dell'epoca, nel modo più neutrale possibile, il fotografo doveva quasi scomparire. Infatti ci trovi dentro Evans che ha fatto sia paesaggio che ritratto, Sanders che ha fatto prevalentementi ritratti, Albert Renger Patzsch che ha fatto anche parecchio still life. Mentre i New Topographics hanno al centro del loro lavoro il paesaggio modificato dall'uomo, ed infatti ci sono pochissimi ritratti o stil life di un Robert Adams o Shore.

Comunque concordo con te, nemmeno io riuscirei ad identificare uno stile o meglio ancora un movimento ai giorni nostri. Sicuramente (penso) c'è, ma forse siamo troppo "bauchi" per conoscerlo :)
Chissà che qualcuno intervenga e magari ha delle dritte

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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da zone-seven »

fabriziog ha scritto:
17/11/2021, 17:47
Questo mi riporta alla considerazione, domanda, esiste oggi uno o più stili, nuovi, identificabili ?
Io allergherei la domanda oltre che agli stili anche al movimento.
Questo perché lo stile è forse più un aspetto estetico (colore VS B/N, tipo inquadratura, luce naturale oppure no, ecc.) mentre il movimento incorpora anche la motivazione che poi porta a scegliere un certo soggetto, una tematica.
Ad esempio nel movimento "New Topographics" troviamo un RObert Adams che fotografa in B/N, ed anche un Stephen Shore che invece fotografa a colori.
Per cui esteticamente completamente diversi, anche se alcuni tratti possono essere comuni, ma forse non tanto dal punto di vista dello stile / estetica, quanto dal punto di vista delle motivazioni che hanno accompagnato il loro lavoro. In questo caso la documenazione di un paesaggio modificato dall'uomo.

Tu mi dirai che anche questa è documentazione, per cui stile documentario. Verissimo, però se vediamo le motivazioni di questi due "movimenti" allora sono diverse. Il movimento documentario aveva come obiettivo di far vedere la vita delle persone, la società dell'epoca, nel modo più neutrale possibile, il fotografo doveva quasi scomparire. Infatti ci trovi dentro Evans che ha fatto sia paesaggio che ritratto, Sanders che ha fatto prevalentementi ritratti, Albert Renger Patzsch che ha fatto anche parecchio still life. Mentre i New Topographics hanno al centro del loro lavoro il paesaggio modificato dall'uomo, ed infatti ci sono pochissimi ritratti o stil life di un Robert Adams o Shore.

Comunque concordo con te, nemmeno io riuscirei ad identificare uno stile o meglio ancora un movimento ai giorni nostri. Sicuramente (penso) c'è, ma forse siamo troppo "bauchi" per conoscerlo :)
Chissà che qualcuno intervenga e magari ha delle dritte
Beh con i movimenti si allargano molto i confini del discorso ...
... e mi viene in mente (ma non so perchè) Tina Modotti che riporta a Weston ...
comunque .. per ora mi fermo per la mancanza di argomenti con una considerazione:
Potrebbe non essere lo "Stile" ma solo un modo diverso di vedere i soggetti.

PS: facciamo così ... chiamiamo qualcuno @Silverprint se possibile intervieni.
@chromemax si è autochiamato fuori :)
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Re: "movimenti / stili" fotografici

Messaggio da chromemax »

@zone-seven non mi sono tirato fuori, è che proprio non ho strumenti culturali idonei a sostenere una discussione su queste tematiche, mi mancano proprio le basi, quindi imparo da tutto quello che dite.

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Re: "movimenti / stili" fotografici

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chromemax ha scritto:
18/11/2021, 19:13
@zone-seven non mi sono tirato fuori, è che proprio non ho strumenti culturali idonei a sostenere una discussione su queste tematiche, mi mancano proprio le basi, quindi imparo da tutto quello che dite.
ok … ma siccome non ci capisco una mazza prendi tutto con le pinzette 😊 :) ;)
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