ottiche su contax II e IIa

Discussioni sugli accessori per il formato 35mm

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andreab
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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda andreab » 17/08/2013, 23:26

E' caldo e non vorrei suscitare un vespaio e non vorrei ripetermi ma 'sta storia della tridimensionalita' ancora non l'ho capita. Che e'? Non dipende solo dall'apertura del diaframma (o meglio della pupilla d'uscita) a prescindere dallo schema ottico utilizzato?

Un saluto, Andrea



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PIERPAOLO
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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda PIERPAOLO » 18/08/2013, 8:49

la realtà, come è noto è fatta da tre piani, mentre la fotografia ne restituisce solo due: esistono alcune ottiche che, restituiscono lo stacco dei piani di messa a fuoco (ovvero separano visivamente i vari soggetti fotografati) grazie al controllo relativo di alcune aberrazioni, tra cui quella sferica e nelle ottiche molto luminose una curvatura di campo più o meno accentuata.
Questa capacità di restituire una tridimensionalità agli oggetti fotografati è appannaggio di alcune ottiche, non tutte, e una volta veniva molto curata dai progettisti con una miscela sapiente del controllo delle aberrazioni, la cui legge, ricordo, non è lineare, ovvero controllandone una se ne aumenta un'altra.
Le ottiche di ultima generazione preferiscono invece un'accentuato dettaglio, o incisione, spesso a discapito della tridimensionalità e favorendo l'incisione assoluta, producendo test MTF con linee molto alte e parallele, che tuttavia, proprio a causa del controllo più accentuato di tutte le aberrazioni, spesso grazie anche all'uso di lenti asferiche, producono immagini scalpellate ma piatte, specie nel ritratto.
Lo schema ottico da solo, la pupilla, il diaframma e tantomeno..... il caldo non c'entrano nulla: si tratta solo di un fenomeno ottico risultato dal controllo più o meno parziale di una dozzina di aberrazioni ottiche mescolate tra loro in una sapiente miscela da stregoni di altri tempi.

Pierpaolo



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda faber74 » 18/08/2013, 11:48

Mi consigliate il passaggio dal f2. al f1.5?

Fabrizio



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda Tomash » 18/08/2013, 12:42

vngncl61 ha scritto:In fotografia l'elemento, determinante, per la riuscita di uno scatto è la luce, la sua provenienza sopratutto, è la luce che modella, e da forma agli oggetti, e non l'ottica, se d'estate decidi di scattare a mezzodì non ci sono Sonnar che tengano, l'immagine sarà piatta, idem se spari il flash frontalmente, e via discorrendo.
Saper sfruttare la luce è fondamentale. Comunque, agli occhi dei più, il "nome" fa la sua parte, per sfizio, prova a scattare con una fotocamera qualsiasi, anche 35 mm, ma di che hai usato una Rolleiflex col Planar 3,5 e poi raccontami i commenti di quelli, esperti e non, a cui mostrerai le foto ;)


Ti do ragione per le foto pubblicate sul web, massacrate da scansione e riduzione a jpeg.
In questo caso al massimo si puo' apprezzare un po lo sfuocato.
Ma con le stampe analogiche e soprattutto con le diositive proiettate il discorso cambia, anche se, come dici, bisogna comunque che la luce sia giusta e non si sia nel "tutto a fuoco".



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda anonymous1 » 18/08/2013, 13:47

Helios


Enrico



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda andreab » 18/08/2013, 15:52

vngncl61 ha scritto: è sicuramente, tridimensionale, plastica, ecc...
:-*


ecco: quello che intendevo dire e' che in questo caso, per esempio, si tratta di una foto (e non mi sembra manco tanto cacca...) con poca profondita' di campo perche' fatta con diaframma aperto . Il risultato si spiega gia' in termini di ottica geometrica in "approssimazione di Gauss" (raggi poco inclinati e poco distanti dall'asse ottico); le aberrazioni di Seidel (che sono 5) e l'aberrazione cromatica a mio avviso non contano praticamente nulla ai fini della determinazione della profondita' di campo e dell'aspetto delle zone sfocate. E per questo ritengo che la probabilita' di indovinare la lente con la quale e' stata ripresa sia del 33% (essendo 3 i modelli proposti da Nicola)...

Insomma mi suonano sempre "strane" le attribuzioni di particolari caratteristiche di "plasticita', tridimensionalita'" ecc ai diversi schemi ottici.

Quanto alla curvatura di campo, per esempio, mi rifiuto di credere che un ingegnere decida di non correggerla per gratificare i fotoritrattisti: e' una aberrazione che porta a sfocare le zone fuori asse e non regala niente, a mio avviso, alla bonta' di un obiettivo.


Un saluto.



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda PIERPAOLO » 18/08/2013, 16:28

tu ti puoi tranquillamente rifiutare di credere alla parziale o meno correzione della curvatura di campo, ma ti consiglio vivamente, prima di addentrarti in campi minati, di seguire un corso di ottica di base, ce ne sono alcuni ottimi a Calalzo di Cadore, e personalmente ne ho seguito uno di una settimana. Alla Leitz mi hanno dettagliatamente spiegato che i progettisti dell'epoca d'oro, sino a Mandler, erano dei maghi nella composizione ed armonizzazione delle varie aberrazioni, e che questa capacità (vedi ad esempio il Summilux 75/1,4) è veramente fuori dal comune. Ad Oberkochen ad esempio, dove sono stato per due giorni di ottica full immersion, mi hanno riempito la testa di grafici e tavole logaritmiche, facendomi capire che le opzioni in mano ad un progettista sono numerosissime (centinaia anche con uno schema ottico semplice come il doppio Gauss o il Planar) e riguardano la scelta dei vetri ottici ognuno con un numero di Abbe diverso, la curvatura delle lenti, la spaziatura tra le lenti, la posizione del diaframma, la scelta di collare le lenti, ed infine le tolleranze meccaniche che stanno alla base della progettazione di un obiettivo.

Le aberrazioni che si vedono in un obiettivo sono il risultato della correzione di tutte le altre aberrazioni, più o meno corrette in base ai costi e alle scelte dei progettisti. Solo l'uso delle lenti asferiche (tra parentesi già studiate da Wandersleb della Zeiss Jena negli anni Quaranta) permette du superare la legge delle aberrazioni, allo studio delle quali le menti migliori in campo ottico di Voigtlaender, Zeiss, Leitz e Canon hanno dedicato anni di studi.

Infine: qualunque discussione sull'ottica fotografica è solo una pallida rappresentazione di una vera discussione con un progettista ottico qualificato. Solo parlando con uno di questi ci si rende conto di quanta semplificazione (semplificazione di semplificazione di semplificazione) arrivi sul web sull'argomento. Questi ti snocciolano alcune decine di formule ottiche con lenti con numero di Abbe diverso (talvolta di pochi decimali di differenza), calcolano i raggi di uscita di luce col computer (te ne fanno vedere poche decine perchè in teoria sarebbero migliaia) e ti presentano le varie opzioni matematiche.
Tu rimani lì, pensando che forse il sanscrito è più comprensibile....

Pierpaolo

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Tra parentesi le aberrazioni di Seidel sono sette: ti consiglio la lettura del testo base in tutte le scuole di ottica

A History of Photografic Lens di Rudolf Kingslake
Accademic Press

L'autore è professore dell'istituto ottico dell'Università di Rochester, NY, la città della Kodak, personalmente possiedo l'edizione del 1989 acquistata a Wetzlar su consiglio dell'Azienda. E se i tedeschi consigliano un testo americano vuol dire che è proprio valido...



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda Elmar Lang » 18/08/2013, 16:49

Difficile poter affermare con quale ottica sia stata scattata l'immagine proposta.

Nel caso fosse lo Helios, ci tengo a rammentare che esso -benché appartenga alla categoria tanto bistrattata delle ottiche ex-URSS- è una delle migliori ottiche progettate oltrecortina di impostazione tradizionale (se non ricordo male su schema CZJ-Biotar). Esso, col nome Helios-103 con apertura 1,8 fu l'ultimo, eccellente "normale" di cui fu dotata la Kiev a telemetro negli anni del suo declino qualitativo.

Circa il Sonnar 50/1,5 per la Contax a telemetro, concordo -per esperienza personale- sul fatto che sia un'ottica dalla resa strepitosa; lo stesso posso dire del Sonnar 50/2 che pur "penalizzato" da minore luminosità, è sempre un cinquantino eccellente.

I miei Sonnar 50/1,5 sono rispett. un Carl Zeiss Jena "T" matr.2520013 (credo del 1942), appartenuto a mio nonno, che lo usò da allora fino alla sua morte, nel '79; un Carl Zeiss Jena "T" matr. 2554044 facente parte di un corredo Contax-III che ho acquistato qualche tempo fa ed infine un Carl Zeiss "occidentale", matr. 1172090, che possiedo da un anno e mezzo circa, acquistato assieme ad una bella Contax-IIIa.

Tutti i suddetti, messi alla prova, hanno fornito immagini dalla resa notevolissima, specie l'esemplare del dopoguerra. Come gusto personale, preferisco l'esemplare di famiglia, ed in questo gioca sicuramente l'aspetto affettivo.

Non vanno neppure dimenticati gli Jupiter-3 50/1,5 sovietici, interpretazione d'oltrecortina del Sonnar: anche essi, se ben montati e trattati con cura dai prcedenti proprietari, possono fornire risultati d'altissimo livello, così come non va' sottovalutato lo Jupiter-8 50/2 derivato dall'altra ottica germanica di pari luminosità.

A presto,

E.L.


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)

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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda andreab » 18/08/2013, 17:24

PIERPAOLO ha scritto:tu ti puoi tranquillamente rifiutare di credere alla parziale o meno correzione della curvatura di campo, ma ti consiglio vivamente, prima di addentrarti in campi minati, di seguire un corso di ottica di base, ce ne sono alcuni ottimi a Calalzo di Cadore, e personalmente ne ho seguito uno di una settimana.


Allora ci riprovo: ritengo che l'obiettivo perfetto sia quello esente da aberrazioni. Poi i bravi ottici si sono sempre trovati a cercare i migliori compromessi: costi bassi (di calcolo e di costruzione) e piccole aberrazioni residue. Ma questo con la sfocatura ha poco a che vedere. Di corsi di ottica ne ho seguiti un po': non mi sembra che si tratti di stregoneria ne' di campi minati ma di tanta tanta matematica.

Un saluto.



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Re: ottiche su contax II e IIa

Messaggioda PIERPAOLO » 18/08/2013, 17:45

credo che si parlasse di tridimensionalità....non di sfuocatura, o sbaglio?

Pierpaolo

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proprio nell'obiettivo perfetto sta il problema: i maestri dell'ottica, non potendolo realizzare coi mezzi di allora, diciamo sino all'avvento delle lenti asferiche, riuscivano non con la matematica, ma con il proprio gusto, ovvero eliminando alcune aberrazioni ed incrementandone altre, a creare obiettivi affascinanti anche se non perfetti
Quello che viene chiamato 'fingerprint' ovvero l'impronta che contradistingue un progettista o una marca, che segue oltre la matematica anche un gusto personale e che, sopratutto, riesce a crearla.





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