Pellicole più contrastate: vorrei provare ad ampliare il range in uso

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Re: Pellicole più contrastate: vorrei provare ad ampliare il range in uso

Messaggioda negativo » 30/10/2017, 14:47

Tutto il discorso nasce dalla domanda se esistono pellicole ( lasciamo perdere le lith) più contrastate di altre. Io penso di sì e lo dico non perché l'ho letto sui libri ma perché nella mia esperienza ne ho usate moltissime e per molti anni. Tu in precedenza hai citato la Ilford Ortho, che ho usato pure io in passato, si tratta di una pellicola ortocromatica a tono continuo, come pure lo erano la Bergger BPFB18 o la Adox CT ( estinte tutte e due), veramente notevoli. La Maco Genius print film, pure lei ortocromatica a tono continuo aveva un contrasto molto più spiccato tanto è che mentre con le altre usavo lo stesso sviluppo ( microphen) con quest'ultima dovevo prepararmi una sviluppo fortemente compensatore, e ti assicuro che per le mie tecniche di stampa ho usato in passato praticamente quasi tutte le ortocromatiche a tono continuo ( eccetto quelle per radiografie). Ma tornando alla Pan F è evidente che si si riprende un soggetto con pochi contrasti puoi trattarla come hai detto tu, ma il problema sorge quando succede il contrario dove, a mio parere, questa pellicola mostra delle pecche in quanto fatica a registrare le ombre poichè strutturalmente la sua emulsione dà un contrasto superiore alle altre e ho verificato che fotografando un soggetto più contrastato con una Fuji neopan 100 o con una Delta 100 ottengo negativi più morbidi pur usando uno sviluppo standard quale ad es. il D76 che non con la Pan F che dà il meglio utilizzando il Microdol X della Kodak o il Perceptol Ilford molto diluiti per compensarne il contrasto "eccessivo". Mi ricordo l'Afga Scala che era nata per il processo di inversione, sviluppandola con sviluppi normali diluiti o meno risultava contrastata, riuscii a trattarla con un bagno Beutler diluito e ottenni dei bellissimi negativi, certo era una pellicola studiata per altri scopi ma ciò non toglie che pur essendo pancromatica presentava un contrasto elevato e se questo può risultare un caso "estremo" perché non considerare che vi siano anche delle pellicole pancromatiche che abbiano, seppure in minor misura, dei contrasti differenti? Ciao



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Alessandro_Roma
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Re: Pellicole più contrastate: vorrei provare ad ampliare il range in uso

Messaggioda Alessandro_Roma » 31/10/2017, 7:52

Silverprint ha scritto:No Alessandro, non è caratteristica della pellicola, la pendenza della curva è proprio ciò che cambia variando l'energia dello sviluppo.
Con ogni pellicola il contrasto è molto ampiamente regolabile, ben oltre le necessità.
Puoi ottenere, nel range dei contrasti utilizzabili, lo stesso contrasto da ogni pellicola.
Ok, leggendo tutto ho capito, ma allora mi viene in mente un'altra domanda... Se può ottenere lo stesso contrasto, perché scegliere la pellicola A oppure B se entrambe hanno stessa sensibilità?
Una trix oppure una hp5, perché?
Ovvio che la pellicola non è solo contrasto, ma a questo punto sono curioso

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Re: Pellicole più contrastate: vorrei provare ad ampliare il range in uso

Messaggioda Silverprint » 31/10/2017, 9:53

C'è parte della forma della curva caratteristica che rimane come impronta tipica, la sensibilità spettrale diversa, la tessitura della grana anch'essa assai variabile col rivelatore, ma comunque abbastanza tipica.

Per es l'HP5 è mediamente meno sensibile della Tri-x, ma è più sensibile al blu. Tende ad avere un piede lungo e poi a salire repentinamente, la grana difficilmente ha un aspetto netto.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp



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