Sviluppo carta usato con pellicola

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Sviluppo carta usato con pellicola

Messaggioda chromemax » 22/11/2011, 12:49

Qualche giorno fa nel post "Durata chimici" http://www.analogica.it/viewtopic.php?f=9&t=1387&start=10 si è parlato della possibilità di usare gli sviluppi per carta per sviluppare i negativi. Ieri rimestando nel magno casino delle mie cose ho ritrovato una busta con dei negativi di un test di sviluppo usando uno sviluppo per carta. Non ricordo nulla di questo test, ma per fortuna avevo l'abitudine di prendere buoni appunti: le foto sono state scattate nel 1986 con una Ilford FP-4 da 6 fotogrammi (mi "rollavo" la pellicola al tempo) sviluppata in Bromophen 1+7 per 2 minuti con agitazione continua a 20°C. Il tempo era molto coperto con pioggia. I negativi sono belli brillanti ma non sembravano male così ieri ho provato a stamparli.
bromophen001.jpg

bromophen002.jpg

La prima è una stampa 18x24, la seconda stampa è un ingrandimento parziale a circa 15X.
Le stampe sono state fatte su carta Efke Varycon politenata con filtro Multigrade 1,5.
Ho cercato di rendere le scansioni il più possibile simili all'originale, anche se hanno perso una parte della gamma tonale, che è più ricca sulla stampa, così come la nitidezza apparente dell'immagine (il mio scanner è 'na schifezzuola).
Nonostante la brevità dello sviluppo non si notano macchie, anche nella parte alta del cielo, più uniforme.
La cosa che mi ha stupito è stata la dimensione della grana, che pensavo fosse molto più presente e invece, come si vede anche dall'ingrandimento, è a livelli più che ragionevoli (btw sto stampando delle foto di viaggio di mio fratello su fp-4 sviluppate da un laboratorio che in confronto hanno una grana veramente esagerata e brutta). Certo il contrasto è un po' alto, considerando anche le condizioni con luce diffusa, le alteluci sono un po' pelate, (anche se con il cielo nuvoloso la gran parte dell'illuminazione è a "pioggia" dall'alto e a volte il contrasto è più alto di quanto si possa credere) e forse la gamma tonale è un po' compressa.
Comunque secondo me ci possono essere le premesse per approfondire la cosa, considerando anche che in questo test ho diluito il bromophen solo 1+7, una diluizione utilizzabile anche con la carta, mentre diluizioni molto più alte (1+50???) porterebbero anche il tempo di sviluppo a livelli più ragionevoli.



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Re: Sviluppo carta usato con pellicola

Messaggioda guarrellam » 22/11/2011, 18:56

Molto interessante Diego,
non bisogna mai avere pregiudizi e/o preconcetti
nei confronti della camera oscura!


Non mi interessano i paesaggi di bellezza disinfettata, tipo Ansel Adams.

Don McCullin



Ho una reflex digitale da 4000 euro,
che può scattare fino 128.000 ISO,
e mi piace aggiungere la grana
in post,come per la pellicola.........

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Re: Sviluppo carta usato con pellicola

Messaggioda zioAlex » 23/11/2011, 2:05

non mi vorrei sbagliare, ma si sembra già familiare la cosa....
Diverso tempo fa trovai proprio un articolo a riguardo su una rivista, o forse su un libro.. (?)


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Re: Sviluppo carta usato con pellicola

Messaggioda zioAlex » 06/12/2011, 16:08

zioAlex ha scritto:non mi vorrei sbagliare, ma si sembra già familiare la cosa....
Diverso tempo fa trovai proprio un articolo a riguardo su una rivista, o forse su un libro.. (?)


scusate se ho una memoria d'elefante! :D
eccolo qua.. Ho trovato l'articolo che dicevo, un articolo su "Fotografare" del giugno 20006 di camera oscura trattato da Werther Zambianchi, studioso di fotografia ed esperto di tecniche di stampa fotografica ( ^:)^ ^:)^ )
Estrabolo una parte iniziale dell'articolo dal titolo
"Le caratteristiche del bagno rivelatore" "GLI SVILUPPI DELLA CARTA"

”........per imparare alla svelta conviene attenersi all'impiego di una sola carta e un solo sviluppatore. É meglio evitare di passare da un bagno di sviluppo all'altro nella speranza di ottenere chissà quali vantaggi o risultati: nella pratica, gli sviluppatori differiscono così poco fra di loro che può non essere facile percepirne le differenze.
Le differenze maggiori si notano principalmente all'interno di uno stesso sviluppatore parlandone i parametri di utilizzo, principalmente la diluizione e la temperatura: é buona cosa quindi, specialmente nella fase di apprendimento della tecnica, focalizzare la propria attenzione su di un solo prodotto ed imparare bene, molto bene, ad usarlo.

Uno sviluppatore per carte non é altro che un bagno di sviluppo per pellicole ma con una concentrazione di prodotto, ed in genere anche un Ph, nettamente superiori. É una esemplificazione esagerata ma non lontana dalla realtà.
A conferma e a titolo di esempio ricordo un bellissimo articolo pubblicato su "fotografare" (luglio 1977, pag. 76) dove con dovizia di particolari é stato descritto come usare uno sviluppatore per carta come un bagno di sviluppo di ottima qualità per negativi: precisamente il "Normaton ST 18 Ornano" diluito 1:60.
Un'altra tecnica particolare e correlata é di usare uno sviluppatore da pellicole per il trattamento della carta.
Un caro amico di nome Diego utilizza per le sue stampe un'accoppiata del tutto particolare: per dare vivacità di fondo all'immagine, stampa su una carta piuttosto contrastata, mentre per tenerne a freno il contrasto usa come sviluppatore il T-max, che é studiato per le pellicole.
Ovviamente recupera quello già utilizzato per sviluppate i negativi impiegato come usa e getta (one shot). Un litro di bagno di sviluppo non sopporta molte stampe ma dovreste vedere che risultati! Le modulazioni di grigio sono estesissime e aventi un'intonazione parlava davvero sorprendente.
Poiché questo non é un articolo sulla chimica dello sviluppo/sviluppatori non mi dilunga ancora sull'argomento composizione e/o formulazione del bagno di sviluppo, ma penso che quanto sopra accennato possa essere chiarificatore e inoltre generare UNA VOGLIA DI SPERIMENTAZIONE CHE OGNI STAMPATORE DOVREBBE POSSEDERE. ........„
spero di esser stato d'aiuto.. :) :-h


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