Fattore di ingrandimento dia e negativa

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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda chromemax » 12/06/2017, 18:04

YuZa DFAAS ha scritto:Altre informazioni sono invece chiacchericcio che i più anziani raccontano ai giovani e che a loro avevano raccontato altri nel passato.

:-bd :)



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda YuZa DFAAS » 13/06/2017, 14:24

chromemax ha scritto:
YuZa DFAAS ha scritto:Altre informazioni sono invece chiacchericcio che i più anziani raccontano ai giovani e che a loro avevano raccontato altri nel passato.

:-bd :)


a questo proposito mi viene in mente la curiosa storia del film Alien 2 sulla terra ( https://it.wikipedia.org/wiki/Alien_2_-_Sulla_Terra qui le info e la storia) che è la causa del perchè il secondo film della saga si chiamò "aliens" e il perchè ora quando esce un film le majors registrano tutti i nomi possibili, per i titoli, all'ennesima potenza.
Uno dei miei padri lavorativi è un anziano operatore di macchina che fece anche quel film e mi racconto come fu risolta la scena dall'apparizione dell'alieno: l'attrezzista di scena comprò 2 kg di trippa che lascio cadere con delicatezza dal soffitto su un tavolo, e quella fu il mirabolante effetto speciale che diede vita all'alieno del film :D :D



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda popecide » 13/06/2017, 16:15

Passerei ore a sentire queste storie!


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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda michelemf » 14/06/2017, 21:34

Girovagando per internet ho trovato questo documentario che forse già conoscete. Si chiama "Side By Side" ed è una raccolta di interviste fatte da Keanu Reeves a vari registi e dop sul passaggio da analogico a digitale. Probabilmente, essendo del 2012, è già un po' datato per come evolvono le cose però ci sono parecchi spunti interessanti e le conclusioni non sono proprio scontate. Sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che con la digitalizzazione del film girato (anche a pellicola) gran parte del "look" viene sempre più dato in post produzione dal "colorist" attraverso un software, mentre da quanto ho capito prima si agiva in minor parte attraverso il processo chimico (vi consiglio di sentire al minuto 52:55 Michael Ballhaus cosa dice a proposito).




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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda chromemax » 14/06/2017, 21:54

Lo vidi a suo tempo e allora mi parve fatto per convincere i "vecchi" scettici dei vantaggi del digitale. Non ho voglia di rivederlo adesso, l'argomento lo trovo poco interessante oggi come oggi :)



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda tonyrigo » 14/06/2017, 22:04

@
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YuZa DFAAS


Non posso che condividere!



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda YuZa DFAAS » 17/06/2017, 12:08

michelemf ha scritto:Girovagando per internet ho trovato questo documentario...


non ho mai visto il documentario ed è onestamente troppo lungo perchè sia per me appetibile con sto caldo...
però il fatto che descrive del colorist e dei vari software di color correction è da un bel po' di anni che sono in giro, e molto prima dell'avvento del digitale.
Kodak inventò il Cineon ( e con esso i file dpx) nei primi anni '90 e ci restaurò tutto Cenerentola ( il primo film tripack se non erro, dove i 3 layer si erano sfasati tra di loro per via degli anni), ma da allora la strada fu aperta. Arri inventò l'Arriscan dove inserivi un rullo di negativo che veniva in poco tempo interamente digitalizzato ad alta risoluzione e l'arri laser ( primi anni 2000) che grazie ad un laser trasferiva l'immagine digitale su un negativo per poi andare ai vari processi di stampa. In mezzo a questo ci stava tutto un lavoro di post produzione, che oltre agli effetti speciali, includeva anche il lavoro di color correction del film ( Davinci esiste da un paio di decenni almeno).
In pratica quasi tutto il cinema ( quello americano e inglese sicuro) degli anni 2000 è stato fatto così.
In Italia per i nostri budget spesso si desisteva, ma ricordo che nel 2006 feci un filmetto e quando venne la scelta se fare le luci con lo stampatore in maniera classica o tramite questo sistema la differenza di prezzo era sui 30.000€( che possono sembrare molti, e per i film italiani medi possono anche esserlo, ma per una produzione internazionale sono una inezia). Da lì in poi non ho più sentito di film postprodotti in maniera tradizionale anche in italia.



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda michelemf » 22/06/2017, 14:25

YuZa DFAAS ha scritto:
michelemf ha scritto:Girovagando per internet ho trovato questo documentario...


non ho mai visto il documentario ed è onestamente troppo lungo perchè sia per me appetibile con sto caldo...

non pretendo che lo guardiate :-bd a me era sembrato interessante perché ho visto molte cose per me nuove.. sono un po' ignorante in materia!
Ad ogni modo, pensi che la qualità con questo processo ne risenta in meglio o in peggio? O è solo una questione di praticità?



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Re: Fattore di ingrandimento dia e negativa

Messaggioda YuZa DFAAS » 23/06/2017, 0:49

Mah è dura da dire, in realtà con questo processo si sono ampliate le possibilità di correzione ( sia per creare la "fotografia" migliore, sia per correggere errori sul set).
Il processo classico prevede una correzione classica di filtraggio dei 3 colori complementari, rendendo in ripresa molto più complicato il mantenimento di una continuità fotografica. In cinema la continuità tra i diversi tagli è molto importante e quindi ciò comportava un attenzione maniacale sulle temperature colore delle varie luci e anche una scelta molto attenta delle ottiche (ricordo una 20 ina di anni fa che in fase di provino cambiammo tipo 4 zoom, uguali come taglio e marca, per trovare quello che colorimetricamente fosse più compatibile) ed un uso intensivo ed estensivo di filtri di conversione e correzione (che spesso venivano testati singolarmente col ternocolorimetro). Con questo sistema variazioni piccole sono facilmente correggibili, e i software si sono evoluti permettendo veloci correzioni dinamiche di alcune zone del fotogramma ( ti sei reso conto che quella scena quasi in silhouette è troppo spinta e vorresti dare un po' più di lettura sul personaggio senza alzare il tono generale dell'immagine? Lo puoi fare abbastanza agevolmente). Allo stesso modo particolari sensazioni di luce o trattamento che prima richiedevano pesanti intervento di filtri effetto in ripresa o scelte di processo come il salto della sbianca, puoi ricrearli dopo senza dover rischiare il negativo.
Il lato vero negativo è syato un po' un appiattimento tra i vari direttori della fotografia, lasciando anche ai meno bravi la possibilità di raggiungere risultati più apprezzabili qualitativamente ed artisticamente. In digitale questa cosa è ulteriormente aumentata.
Detto questo va però considerato che il cinema è una industria, e se una tecnologia od un processo permette di migliorare il rapporto costi/benefici diventa velocemente standard.


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