Daido Moriyama in camera oscura

Scelte tecniche, stilistiche ed espressive dei maestri della fotografia, analisi delle loro opere e del contesto in cui operavano.

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Montag
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Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda Montag » 31/05/2017, 10:38

Riguardando l'incredibile documentario Moriyama Daido - Near Equal volevo segnalarvi la parte in cui si parla del suo approccio con la stampa in camera oscura. La cosa interessante è il fatto che la sua stampa approcciata di pancia avesse come risultato degli unici non riproducibili nemmeno da se stesso.

NB: la parte in questione comincia al minuto 55:25, la preview qui sul forum però fa cominciare il video dall'inizio.





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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda photo8x10 » 01/06/2017, 9:15

Molto interessante, conoscevo il fotografo, ma non avevo mai visto questo filmato... Mi piace questo approccio di Pancia...


"Consulting the rules of composition before taking a photograph is like consulting the laws of gravity before going for a walk."
...
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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda NNNN_AAAA » 04/08/2017, 17:28

Il più rockstar dei fotografi giapponesi, quasi 80 anni e non mostrarli.



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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda fotocelluloide » 03/03/2018, 20:45

Mito


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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda lucaguerri » 04/03/2018, 10:38

Uno dei miei fotografi preferiti, grazie per la segnalazione!



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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda areabis » 04/03/2018, 21:19

piu che di pancia ...direi ad minchiam .... lol ....


Stefano da Cervia

la passione tinge con i propri colori ciò che tocca ...

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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda Silverprint » 04/03/2018, 23:53

Con tanta esperienza... "di pancia" è una posa.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda Scordisk » 05/03/2018, 13:56

Montag ha scritto:Riguardando l'incredibile documentario Moriyama Daido - Near Equal volevo segnalarvi la parte in cui si parla del suo approccio con la stampa in camera oscura. La cosa interessante è il fatto che la sua stampa approcciata di pancia avesse come risultato degli unici non riproducibili nemmeno da se stesso.


Grazie per l'informazione, Montag. Non conoscevo il lavoro di questo fotografo, né suo nome. Mi era utile capire cosa fa e faceva, ho visto l'intero filmato - devo dire che "in camera oscura" non lo vedevo molto, oltre a vederlo tagliare con i forbici un sacchetto di chimici e immergere le mani nel pentolone come se fosse mozzarella dentro. In seguito ho esplorato il suo sito, altri posti con delle foto. Mia impressione generale, al di là di sua singola persona, è di magone e tristezza per il modo come lui "copia" (sue parole) il mondo intorno a se. Modi scabrosi, disgustosi, privi di amore e tenerezza, di ottimismo, tutto tenebroso, fino alle foto dei bambini, cavalli, cani. Se questo rappresenta il periodo moderno della società giapponese, mi riferisco alla fraseologia Wikipedia, allora quel mondo là, è davvero nei frantumi culturali e mentali. Oppure, almeno questo fotografo lo è.

Mentre ero nel Youtube, questo mi proponeva altri video, e dopo 1-2 su di lui, mi si proponeva Garry Winogrand (mi scuso per gli errori ortografici nello scrivere suo nome, andiamo dire che grosso-modo si tratti dello celebre street-photographer). E in video, questo, per vantarsi quanto "sia bravo" e quanto sia "sceriffo" scattava le foto in giro intorno a se, prepotente e vanitoso. Direttamente in faccia alla gente.

Tornando su Moriyama, e qui aggiungendo quel "Garry", mi viene di dire che questi video, spesso sono gonfiati, disorientanti, e fanno schifo. Forse descrivono la verità, dipende... Perché mi veniva di ridere quando lo sentivo come sia diverso approcciare la gente con una compatta, dall'uso di una reflex. O come "Garry" scattava con la sua Leica freneticamente, come scemo, senza "come" però. Avrebbe meritato un pugno in faccia da qualcuno, o almeno una multa da un vigile urbano in Italia.

Voglio dire, non siamo tutti uguali, abbiamo gusti diversi. Mi viene a generalizzare quando sto per affermare che all'Occidente piacono questi fotografi disinnamorati del tutto, nel senso che questi qui mondi sono ben contenti di convincersi che il mondo sia ugualmente nero anche altrove, o che i progetti di smantellamento culturale di certi Stati, a mezzo dei progetti "beatnik", abbia dato buoni risultati. E credetemi, conosco mooolto dettagliatamente la cultura underground del "beat generation", fatta comunque di nulla.

Per me è importante sempre tenere accesso il mio shit-detector. Sono stato molto franco, no?

In ogni caso, ringrazio per l'occasione che mi si è offerta di conoscere l'operato anche di questo cosiddetto fotografo. Perché il mondo è fatto di amore e di passione, soprattutto.



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Re: Daido Moriyama in camera oscura

Messaggioda NNNN_AAAA » 08/06/2018, 12:58

Scordisk ha scritto:
Montag ha scritto:Riguardando l'incredibile documentario Moriyama Daido - Near Equal volevo segnalarvi la parte in cui si parla del suo approccio con la stampa in camera oscura. La cosa interessante è il fatto che la sua stampa approcciata di pancia avesse come risultato degli unici non riproducibili nemmeno da se stesso.


Grazie per l'informazione, Montag. Non conoscevo il lavoro di questo fotografo, né suo nome. Mi era utile capire cosa fa e faceva, ho visto l'intero filmato - devo dire che "in camera oscura" non lo vedevo molto, oltre a vederlo tagliare con i forbici un sacchetto di chimici e immergere le mani nel pentolone come se fosse mozzarella dentro. In seguito ho esplorato il suo sito, altri posti con delle foto. Mia impressione generale, al di là di sua singola persona, è di magone e tristezza per il modo come lui "copia" (sue parole) il mondo intorno a se. Modi scabrosi, disgustosi, privi di amore e tenerezza, di ottimismo, tutto tenebroso, fino alle foto dei bambini, cavalli, cani. Se questo rappresenta il periodo moderno della società giapponese, mi riferisco alla fraseologia Wikipedia, allora quel mondo là, è davvero nei frantumi culturali e mentali. Oppure, almeno questo fotografo lo è.

Mentre ero nel Youtube, questo mi proponeva altri video, e dopo 1-2 su di lui, mi si proponeva Garry Winogrand (mi scuso per gli errori ortografici nello scrivere suo nome, andiamo dire che grosso-modo si tratti dello celebre street-photographer). E in video, questo, per vantarsi quanto "sia bravo" e quanto sia "sceriffo" scattava le foto in giro intorno a se, prepotente e vanitoso. Direttamente in faccia alla gente.

Tornando su Moriyama, e qui aggiungendo quel "Garry", mi viene di dire che questi video, spesso sono gonfiati, disorientanti, e fanno schifo. Forse descrivono la verità, dipende... Perché mi veniva di ridere quando lo sentivo come sia diverso approcciare la gente con una compatta, dall'uso di una reflex. O come "Garry" scattava con la sua Leica freneticamente, come scemo, senza "come" però. Avrebbe meritato un pugno in faccia da qualcuno, o almeno una multa da un vigile urbano in Italia.

Voglio dire, non siamo tutti uguali, abbiamo gusti diversi. Mi viene a generalizzare quando sto per affermare che all'Occidente piacono questi fotografi disinnamorati del tutto, nel senso che questi qui mondi sono ben contenti di convincersi che il mondo sia ugualmente nero anche altrove, o che i progetti di smantellamento culturale di certi Stati, a mezzo dei progetti "beatnik", abbia dato buoni risultati. E credetemi, conosco mooolto dettagliatamente la cultura underground del "beat generation", fatta comunque di nulla.

Per me è importante sempre tenere accesso il mio shit-detector. Sono stato molto franco, no?

In ogni caso, ringrazio per l'occasione che mi si è offerta di conoscere l'operato anche di questo cosiddetto fotografo. Perché il mondo è fatto di amore e di passione, soprattutto.


C'è una bella differenza tra lo scattare con una piccola compatta - di recente e per anni Moriyama ha usato una Ricoh GR1 - e una reflex piuttosto ingombrante. La prima oltre ad essere piccola ti fa passare come un fotoamatore nell'immaginario di chi ti sta attorno per strada. La seconda viene più avvicinata ai professionisti. In caso di consenso del soggetto con una piccola compatta a pellicola, quindi dotata di mirino, il volto del fotografo rimane scoperto (io alle volte apro l'occhio sinistro e guardo in faccia la persona) mentre con una macchina più grossa quasi ci si nasconde dietro (cosa spesso necessaria - Andy Warhol usava compatte dell'epoca , quindi non compattissime con il flash per tenere lontane delle persone dopo il tentato omicidio da parte di una squilibrata - che ti sembri strano o meno). Che poi in strada ci sia gente che scatta con 6x7 o folding 4x5" è un dato assodato che però non affiancherei inevitabilmente alla bravura di chi scatta. Poi se non è fotografo Moriyama forse il problema non è lui.





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