Durst Laborator 138

Discussioni su ingranditori e tecniche di stampa

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vngncl61 II°
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Durst Laborator 138

Messaggioda vngncl61 II° » 22/08/2017, 16:43

Avrei bisogno di una valutazione, anche grossolana, di un ingranditore Durst Laborator 138, con 4 condensatori, un 130, un 180 e due 240, con 2 ottiche schneider compon-s, un 5.6/100 ed un 5.6/150, completi di flange, ha i portanegativi per formati dal 6x4.5 in su
L'apparecchio è di un amico, io l'ho revisionato completamente, ho sostituito la molla che facilita la movimentazione della testa, ricromato l'albero di scorrimento, pulito il soffietto di maf, ho dotato il piano di lavoro di sistema d'aspirazione,( non bellissimo ma fa il suo lavoro) tutto è in buone condizioni estetiche, perfettamente funzionante.
M'interesserebbe anche sapere se esistono teste colore, o multigrade, dedicate, per evitare di ...spaccarmi i maroni per adattargliene una di un Omega :D

Mercì Marceau.

Dimenticavo, ho rifatto tutto l'impianto elettrico, utilizzando cavetteria ignifuga e un portalampade in porcellana, ed ho installato un disgiuntore termico .


Nicola


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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda graic » 22/08/2017, 17:30

Non lo conosco, troppo grande per me, ma dal manuale sembra che le teste esistano CLS300 CLS301
http://www.durst-pro-usa.com/pdf/manual ... manual.pdf


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda vngncl61 II° » 22/08/2017, 21:26

Grazie Gianni, prima di schiattare spero di capire come cazz'è che io non trovo mai niente :-\
Penso esistano più versioni del 138, quello che ho sistemato ha un sistema di raffreddamento, un "camino" sulla testa, collegato con un tubo flessibile in alluminio ad una ventola tangenziale.


Nicola


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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda chromemax » 23/08/2017, 12:49

Non è mai facile fare valutazioni, soprattutto quando non mette mano all'oggetto. Il problema di questi ingranditori è che sono ingombranti e pesanti e quindi poco appetibili e questo ne ribassa parecchio il valore. Il 138, che ha avuto una vita lunghissima, ha anche il problema della lampada; per stampare il 13x18 col condensatore serve una lampada rara e costosa, con lampade normali si stampano i formati più piccoli ma allora non ha senso prendersi in casa mammatrone di un quintale e mezzo.
Esiste anche il Lacoli, una luce fredda da inserirsi al posto dei condensatori, anche non so quanto sia funzionale una lampada neon vecchia di decine d'anni e di un colore poco gradito dalle carte multigrade.
C'è anche la possibilità di montare una CLS1000 ma bisogna avere lo chassis con la contromolla "potenziata" e le gambe del 139 e/o agganciare a parete la parte superiore della colonna, oltre al fatto che bisogna cambiare i portanegativi (vedi qui http://www.durst-pro-usa.com/pdf/ENLARGER%20SELECTION%20TOTAL%20DOCUMENT%205%2015%2002.pdf
Essendo un ingranditore piuttosto diffuso oltre alle teste citate da graic c'è anche la Ilford Multigrade 500 da usarsi coll'apposito adattatore e la Heiland fa delle sorgenti luce a led, anche se non proprio economicissime



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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda fenolo » 23/08/2017, 14:00

Io lo usavo con profitto con una testa colore CLS 300 ( ho ancora il manuale ). Aveva pero il piano aspirante nato di fabbrica e il raffreddamento a ventola come quello che descrive Nicola.
Valutazioni sul prezzo sono aleatorie. Le lampade grosse sono rare e costose. Ho letto di gente oltre oceano che lo usa con profitto con teste a led.



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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda vngncl61 II° » 23/08/2017, 19:01

Grazie Diego ed Enrico. Sapevo della difficoltà di valutare il marchingegno, per questo mi va bene pure grossolana. L'unico simile trovato è in una asta giudiziaria, 500€, ma è messo peggio ed ha meno accessori.
Inoltre, ormai ho la, quasi, certezza che l'ingranditore sia stato pesantemente modificato, perché non monta lampade E 27, ma 2 lampade al quarzo-iodio, a tubo da 17 cm, poste dietro uno spesso schermo in vetro opalino. Ho sostituito i portalampade in bachelite, mezzo bruciacchiati, con altri in ceramica, messo un disgiuntore e 2 interruttori che permettono di accenderle singolarmente.
Riguardo le teste colore, tempo a parte, non ho difficoltà ad effettuare modifiche, anche molto pesanti, ma preferirei dedicare il poco tempo libero ad altre attività, mi occupo di meccanica 16 ore al giorno :wall: , a trovarne una, non a 2300 €, che s'appiccica senza rotture di gonadi sarebbe la benvenuta, anche perché da tutto st'amabaradan non mi viene nulla nelle tasche.


Nicola


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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda adrian » 23/08/2017, 22:50

Eventualmente mi puo' interessare il componon 150.
Per il resto concordo con gli altri, bestioni cosi' grossi possono essere solo un fastidio da smaltire, oppure andare via in due giorni a 600€ se c'e' quello che lo sta cercando..... lo scorso anno ne ho visto uno su subito a 500€ che e' durato molto poco....



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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda franz » 24/08/2017, 13:00

vngncl61 II° ha scritto: ormai ho la, quasi, certezza che l'ingranditore sia stato pesantemente modificato, perché non monta lampade E 27, ma 2 lampade al quarzo-iodio, a tubo da 17 cm, poste dietro uno spesso schermo in vetro opalino. .



Ciao Nicola

Ho anche io la necessità di restaurare il mio 13x18 cambiando sia l'attacco per le ottiche e - se ci riesco - il sistema di illuminazione.

L'idea dei due quarzi non è male ma a quel punto è quasi una stufa... ed ecco il perché della necessità di un camino aspiratore. Se al posto dei 2 quarzi si potessero mettere dei led (tipo un "potente" faretto da esterno) il tutto sarebbe più semplice.

Comunque qualche cosa devo fare. Se il tuo ingranditore è aperto ci riesci a farmi una foto del gruppo quarzi / vetro opalino tanto per avere una idea di come fare il lavoro?
Quale è la distanza fra le lampade e il vetro?
E' un vetro bianco latte o "smerigliato": il primo dovrebbe assorbire almeno un paio di diaframmi il che giustifica la potenza delle lampade. Il vetro smerigliato ne dovrebbe assorbire meno ma forse non è il meglio come diffusione.

Ciao

Francesco



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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda vngncl61 II° » 24/08/2017, 16:48

L'accrocchio non è mio, mi va già largo l'805, ed infatti prende polvere, uso solo il 605.
Cercherò nel fine settimana di postare delle foto, comunque la modifica, se tale è, è di semplice realizzazione, nel vano lampade è stato alloggiato un pannello in acciaio forato, sopra al pannello due portalampade per tubi al quarzo da 17 cm, il vano lampade è chiuso da un vetro opalino, bianco latte, sicuramente anticalore, tenuto su da una cornice in lamierino, nel retro del vano lampada, nella parte superiore c'è uno sfiatatoio circolare da 10-12 cm di diametro, collegato ad una ventola tramite un tubo flessibile in alluminio.
Le lampade sono a circa 5 cm dal vetro, ed i collegamenti alle stesse eseguiti con cavo elettrico monofilo da 1,5 mm, rivestito con calza anticalore, con entrambe le lampade accese il calore generato è notevole, ma non è mai scattato il disgiuntore termico, non vi sono nemmeno segni di scottatura sull'esterno della testa.


EDIT
Ho scritto tubi al quarzo per errore, sono lampade alogene, i tubi al quarzo sono quelli della riscaldatrice pre saldatura, che è crepata :((


Nicola


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Re: Durst Laborator 138

Messaggioda franz » 25/08/2017, 14:01

Ciao Nicola

A te sembra semplice in quanto conosci (bene) la materia ma per me non è così scontato....
Se ci riesci con le foto bene: ma senza fretta.

Avevo capito che per tubi al quarzo intendevi le alogene che se non ricordo male - anni addietro (molti) - si definivano comunemente lampade al quarzo. E se sono di forma tubolare ci sta.

Vetro anti calore bianco latte (opalino): dove trovarlo? Se è un vetro "temperato" bisogna farselo fare a misura. O no?

Grazie di tutto. :-h :-h

Francesco




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