Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda amonxxx » 22/08/2017, 10:37

Ciao a tutti, inizialmente rimanevo un pochino spiazzato quando leggevo che "uno sviluppo potesse aumentare la sensibilità di una pellicola". Poi studiando meglio, fondamentalmente ho capito che a parità di pellicola uni sviluppo di questo tipo "sposta" la curva caratteristica a sinistra rispetto ad uno sviluppo più classico. Quindi per ottenere un certo annerimento è necessaria un'esposizione minore.
I concetti invece che ancora mi lasciano qualche dubbio sono:
1) quali sono gli agenti rivelatori che più danno a uno svilupppo queste caratteristiche? Lo sviluppo deve essere più energico o meno?
1-bis) mi viene da pensare che questo tipo di sviluppi è adatto al tiraggio e a pellicole sottoesposte in modo da permettere di recuperare qualcosina nelle ombre, giusto?
2) leggo spesso la seguente frase "è uno sviluppo che sfrutta tutta la sensibilità della pellicola". Cosa si intende? Che si fa riferimento ad uno sviluppo abbastanza compensatore capace anche di rendere bene il contrasto della scena e portare delle buoni livelli di densità sul negativo?
Grazie mille!!!
Gianni



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Re: Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda Silverprint » 22/08/2017, 22:32

Ciao!

Mi sa che niente è chiaro... :(

Premessa: bisogna distinguere tra variazione della sensibilità e tiraggio, ovvero variazione dell'IE (indice di esposizione).

Lo sfruttamento della sensibilità non è direttamente collegato all'energia del rivelatore.
Anche l'effetto compensatore non è direttamente legato allo sfruttamento della sensibilità.

A parità di contrasto ottenuto nessun rivelatore "aumenta" la sensibilità effettiva (al piede), casomai qualcuno riesce a "sfruttarla" un po' meglio meglio e con qualcun altro se ne perde un po'. Insomma, al piede la curva trasla poco. Cause di peggior sfruttamento della sensibilità possono essere alcuni agenti rivelatori o loro combinazione, la presenza di un solvente dell'argento per avere grana molto fine ( Microdol-X o Perceptol, per es.) e il dosaggio degli anti-velo (benzotriazolo e potassio bromuro).
Se serve recuperare qualcosa nelle ombre è sicuramente utile cercare un rivelatore che sfrutti bene la sensibilità, evitando per es. Rodinal e HC-110 che se ne mangerebbero un po'.

Se invece mettiamo da parte il contrasto e variamo il tempo di sviluppo, otteniamo anche una modesta variazione di sensibilità ed è eventualmente possibile sfruttare la variazione di contrasto per utilizzare un IE diverso. Caso tipico è il tiraggio, ovvero la sottoesposizione intenzionale unita a successivo sovrasviluppo. Nel caso di sottoesposizioni notevoli l'ammontare del sovrasviluppo necessario può essere davvero consistente e di conseguenza l'aumento di contrasto davvero eccessivo. In queste situazioni è preferibile usare un rivelatore che oltre a sfruttare bene la sensibilità sia anche piuttosto compensatore proprio perché l'effetto compensatore consente di sviluppare di più evitando che il contrasto sia davvero eccessivo.

A questo punto però è anche necessario dire che l'effetto compensatore si può ottenere in modi diversi: per parziale esaurimento (es. rivelatori molto diluiti, quindi a bassa o bassissima energia) o chimicamente. Nel primo caso la bassa energia difficilmente consente un sufficiente annerimento delle aree meno esposte, rendendo tali procedure poco adatte ai tiraggi. Utilizzando invece la compensazione "chimica" è possibile avere rivelatori che siano al contempo anche energici e una buona energia aiuta a produrre una densità leggermente (ma utilmente) maggiore nelle parti meno esposte.


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Re: Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda amonxxx » 08/09/2017, 23:18

Silverprint ha scritto:Ciao!

Mi sa che niente è chiaro... :(

Premessa: bisogna distinguere tra variazione della sensibilità e tiraggio, ovvero variazione dell'IE (indice di esposizione).

Lo sfruttamento della sensibilità non è direttamente collegato all'energia del rivelatore.
Anche l'effetto compensatore non è direttamente legato allo sfruttamento della sensibilità.

A parità di contrasto ottenuto nessun rivelatore "aumenta" la sensibilità effettiva (al piede), casomai qualcuno riesce a "sfruttarla" un po' meglio meglio e con qualcun altro se ne perde un po'. Insomma, al piede la curva trasla poco. Cause di peggior sfruttamento della sensibilità possono essere alcuni agenti rivelatori o loro combinazione, la presenza di un solvente dell'argento per avere grana molto fine ( Microdol-X o Perceptol, per es.) e il dosaggio degli anti-velo (benzotriazolo e potassio bromuro).
Se serve recuperare qualcosa nelle ombre è sicuramente utile cercare un rivelatore che sfrutti bene la sensibilità, evitando per es. Rodinal e HC-110 che se ne mangerebbero un po'.

Se invece mettiamo da parte il contrasto e variamo il tempo di sviluppo, otteniamo anche una modesta variazione di sensibilità ed è eventualmente possibile sfruttare la variazione di contrasto per utilizzare un IE diverso. Caso tipico è il tiraggio, ovvero la sottoesposizione intenzionale unita a successivo sovrasviluppo. Nel caso di sottoesposizioni notevoli l'ammontare del sovrasviluppo necessario può essere davvero consistente e di conseguenza l'aumento di contrasto davvero eccessivo. In queste situazioni è preferibile usare un rivelatore che oltre a sfruttare bene la sensibilità sia anche piuttosto compensatore proprio perché l'effetto compensatore consente di sviluppare di più evitando che il contrasto sia davvero eccessivo.

A questo punto però è anche necessario dire che l'effetto compensatore si può ottenere in modi diversi: per parziale esaurimento (es. rivelatori molto diluiti, quindi a bassa o bassissima energia) o chimicamente. Nel primo caso la bassa energia difficilmente consente un sufficiente annerimento delle aree meno esposte, rendendo tali procedure poco adatte ai tiraggi. Utilizzando invece la compensazione "chimica" è possibile avere rivelatori che siano al contempo anche energici e una buona energia aiuta a produrre una densità leggermente (ma utilmente) maggiore nelle parti meno esposte.


Sempre chiaro!! Appena avrò un pochino di tempo verrò su a fare un tuo corso...con un quaderno pieno di domande!! :D
Venendo al mio dubbio: sfruttare la sensibilità di una pellicola fondamentalmente vuol dire fare in modo che la curva non abbia un piede troppo piatto e che la parte lineare inizi prima (spero che almeno questo l'abbia capito). Rodinal e HC-110 tenderebbero a chiudere troppo le ombre. Alla luce di quanto mi hai detto, secondo la tua esperienza, oltre al Microphen quale altro sviluppo si può consigliare per un tiraggio?



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Re: Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda Silverprint » 08/09/2017, 23:31

In generale i rivelatori con molto solfito (che ha effetto compensante), D-76, X-tol, ID-11 e Microphen vanno bene. L'ultimo è più specifico per la formulazione ancora più compensatrice. Un altro adatto è l'Ars-Imago FD, ma non con tutte le pellicole.


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Re: Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda kiodo » 09/09/2017, 23:06

Strepitoso l'ilford ddx, ma piuttosto caro

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Re: Qualche Domanda tecnica su accoppiata sviluppo e pellicola

Messaggioda amonxxx » 10/09/2017, 11:43

Thanks a tutti ;)




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