precisione otturatore

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Re: precisione otturatore

Messaggioda Acutanza Umbra » 28/02/2012, 23:59

Guarda guarda, Jim Galli
L'ho conosciuto via email poichè mi ha venduto un soffietto grandangolare per una Zone VI, Folding spaccona e patinata come solo gli americani sanno fare, a cui però voglio bene...( alla macchina non agli americani :D ).
Lui è un simpatico ed ironico pensionato americano che arrotonda vendendo e comprando (commerciando in pratica) in oggetti del primo periodo della fotografia. Evidentemente c'è un mercato negli States. Riporto inoltre la mia esperienza di compravendita di qeusto soffietto che in Europa la sua reperibilità è forse minore di una UR-LEICA! (Scherzo).
Gli chiesi di questo soffietto che era compreso in una vendita di un corredo ZONE VI. Lui mi rispose che aveva venduto tutto e quindi non era più disponibile. Poi dopo un mese mi riscrisse dicendo che aveva messo a posto la soffitta ed aveva ritrovato il soffietto e che non si era ricordato di averlo smarrito per la precedente vendita. Così lo presi, dopo che mi fece un onestissimo prezzo che fugò ogni mio dubbio sulla sua buona fede.
Quindi la morale della favola è: se a qualcuno serve un rapid rectilinear f/11,5 (quindi per la luce ambiente del 1866 :D ) potete scrivere a Lui, che magari lo troverà sotto il tavolino della cucina, a mò di spessore per non farlo dondolare.
Concordo però con Silverprint quando parla dell'universo "Famolo strano" come lo chiama Lui, che a me sembra, personalissima opinione, stia prendendo il sopravvento nel mondo analogico. Che ne pensate?



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Re: precisione otturatore

Messaggioda Silverprint » 29/02/2012, 12:32

Ciao Gabriele!
Acutanza Umbra ha scritto:... Concordo però con Silverprint quando parla dell'universo "Famolo strano" come lo chiama Lui, che a me sembra, personalissima opinione, stia prendendo il sopravvento nel mondo analogico. Che ne pensate?


Ah! Boh? Non so se stia prendendo il sopravvento, non saprei come misurare il fatto, né come tracciare un confine netto tra "il famolo strano" e altre cose! :)) Però una mezza riflessione, in parte seria, l'argomento la merita.

Il "famolo strano", si potrebbe tradurre in termini "seri", sia come un pittorialismo* con insufficiente consapevolezza e ragione d'esistere (ovvero senza motivo per una immagine di presentarsi in un certo modo e non in un altro), sia come sopravvalutazione "del procedimento"; procedimento che dovrebbe garantire dignità all'immagine per il solo fatto di essere stato scelto ("l'ho scattata con un ottica dell'800, l'ho sviluppata col caffè, è fatta col foro stenopeico, è una impossible, etc, quindi è bella/valida).

*) Pittorialismo da intendersi in senso lato, come effetto di superficie, ovvero comprendente tutto quanto abbia come risultato quello di far osservare l'immagine per il modo particolare con cui è realizzata mantenendo in secondo piano il resto.

A questo punto tocca dire che le antiche ragioni dei pittorialisti d'un tempo non sono certo state superate: la fotografia è ancora troppo "trasparente". Vale a dire che in una immagine fotografica è abitudine guardare cosa è fotografato e li fermarsi, considerare esaurita la comunicazione (anche quando non lo è). Una qualsiasi forma di pittorialismo aggira sicuramente il problema, ma non lo risolve ed è per questo che -imho- si continuano a fare immagini pittoriche.

Il problema della "trasparenza" del mezzo fotografico è di improbabile soluzione essendo, a mio vedere, più un atteggiamento culturale che una caratteristica del mezzo in sé, ma è cosa complicata, una faccenda da lunghi saggi potenzialmente barbosi... ;)

Tornando coi piedi per terra il digitale ha cancellato un paio di generazioni (si è "persa" molta cultura) il ritorno all'analogico (che c'è) è forse in parte dovuto alla sensazione che la fotografia digitale sia veramente troppo "trasparente" e che col suo alone (irreale, ma percepito) d'esattezza informatica non permetta un sufficiente livello d'espressione personale. Ora, se l'esigenza di una maggior personalizzazione è un fatto positivo, è vero anche che identificare questa maggiore possibilità di personalizzazione in un pittorialismo spicciolo (il "famolo strano") non lo è.


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

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Re: precisione otturatore

Messaggioda Acutanza Umbra » 01/03/2012, 11:43

Quoto e straquoto tutto.
Andrea, hai espresso con parole concise e mirate anche il mio pensiero.





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