Manifesti pubblicitari fotografici

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Elmar Lang
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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda Elmar Lang » 13/10/2017, 21:48

La pellicola passava dal caricatore pieno a quello ricevente, vuoto.


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda SEVENTH SON » 14/10/2017, 9:15

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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda vngncl61 II° » 14/10/2017, 18:39

ammazzafotoni ha scritto:Come funzionavano questi caricatori "rapid" senza riavvolgimento?


I Rapid erano una riedizione dei vecchi caricatori Karat, nati negli anni '30, utilizzavano della normale pellicola 35mm, l'unica differenza rispetto ai Karat, era che avevano il riconoscimento automatico della sensibilità, con fotocamere predisposte, tutto ciò molto prima che fosse introdotto il codice DX.
Rispetto ai più diffusi caricatori in cassette 126, permettevano l'uso di diversi formati, 18x24, 24x24, 24x32 e 24x36, a seconda delle fotocamere che li utilizzavano, ed avevano il vantaggio di usare un pressapellicola efficiente, cosa mancante nei 126.
Le fotocamere per Karat e per Rapid sono ancora utilizzabili, basta trovare 2 caricatori, Karat o Rapid, metallici, oppure quelli in plastica prodotti nella DDR.
Allegati
welta 2.JPG
Una Welta mezzo formato, all'interno un Karat a sx ed un Rapid a dx.
welta.JPG
I due caricatori, perfettamente intercambiabili, posti nei vani porta rullo.
welta 1.JPG
A sx nell'immagine un caricatore Agfa Karat, a dx un Rapid, la piastrina metallica rappresenta la sensibilità del film, in questo caso ISO 200/21°


Nicola


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda ammazzafotoni » 14/10/2017, 19:13

Mi sembra una modalità davvero funzionale, peccato che poi si sia invece diffusa la versione "riavvolgi con la manovella".



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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda Elmar Lang » 14/10/2017, 20:58

Ciao Nicola,
La bella piccola macchina DDR, mi pare una Penti e non una Welta mezzoformato...


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda vngncl61 II° » 14/10/2017, 21:19

Enzo, è una Welta Penti 18x24, la metà del formato Leica 24x36, pertanto una mezzo formato.
Non è solo bella, ma anche, nella sua semplicità, molto ben fatta, questo esemplare appartiene alla primissima serie, con la scritta Welta made in Germany, successivamente saranno marchiate Pentacon.


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda Elmar Lang » 15/10/2017, 8:29

Non avevo certo messo in dubbio il fatto che si trattasse di una mezzoformato, ma solo che fosse da considerare una Welta. in foto, il piccolo "1" nel triangolo, senza ingrandire la foto, l'avevo confuso con la "Ernemann Turm" di Pentacon.

La "Penti" è un delizioso apparecchietto, con uno strano sistema di avanzamento a pistone, ideato (l'apparecchio) dalla Welta.

La mia, che fu un regalo di mio nonno a mia mamma, è la Penti-II, con esposimetro. L'ottica, un Domiplan "V" 3,5/30. Il cordino in Dederon termina con un trapezio in plastica marcato "PENTI" e la borsa pronto, ha il marchio a torre di Pentacon.

Grazie per aver citato una macchina sicuramente di progetto originale.

E' un peccato che il sistema "Rapid" sia scomparso, perché era molto pratico, ed utilizzava comunque la normale pellicola 35mm.


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda vngncl61 II° » 15/10/2017, 10:45

L'avanzamento a pistone è comodissimo, peccato che allo scatto faccia un po di casino. Meccanicamente è di una semplicità assoluta, è riparabile da chiunque sappia usare un cacciavite, ed è estremamente affidabile, a meno di saltarci sopra, è difficile che si blocchi.
Il sistema Karat/Rapid era molto meglio delle cassette 126 e dell'APS, pur mantenendo grande praticità e semplicità d'uso.
Oltre alla Welta, ho una Petri Auto Rapid, quest'ultima utilizza il classico 24x36, è molto più completa della tedesca, ma molto meno affidabile, purtroppo.


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda Elmar Lang » 15/10/2017, 11:36

Ad un certo punto, mio papà, che era in servizio presso una sede NATO in Germania, acquistò al PX una Minolta HiMatic 7s e la regalò alla mamma, con un grande salto di qualità, ma rispetto alla Penti, a detta della mamma, non riguardo alla maneggevolezza.
La mia prima fotocamera, una Agfa Iso-Rapid C, la ricevetti al Natale del 1968. Era davvero comodissima e ci feci pure un paio di foto al microscopio, quand'ero in III media...


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Re: Manifesti pubblicitari fotografici

Messaggioda vngncl61 II° » 15/10/2017, 12:29

Un grande pregio del Rapid è che se, inavvertitamente, si apre la fotocamera si perde un solo fotogramma.

OT nell'OT, la mia prima fotocamera "seria" fu una Welti 1, col CZJ Tessar 2.8/50T, sia la fotocamera che l'ottica riportavano il triangolino con l'1 dentro, indicazione di "prima qualità", poi scoprii che tale indicazione la mettevano, indistintamente, su qualsiasi fotocamera e obbiettivo, ma non solo, dell'epoca, dai Pancolar ai Meritar, dalle Exakta alle Penti, un po come "l'omino" della produzione sovietica :D


Nicola


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