Lettura Etichette Kodak

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia a colori

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Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 7:12

Mentre cercavo in rete qualche rotolo di carta colore ho notato che le confezioni Kodak riportano due scritte contenenti una data:
MFG
EXP

EXP è sicuramente la data di scadenza. MFG invece cosa significa? MF sta per Manifacturing?
La differenza delle due date è circa un anno e mezzo. La durata delle carte colore è circa un anno e mezzo quindi? Anche per carta di altri produttori?
Poi ho notato che la fuji nelle scatole di carta Crystal Archive non mette la data di scadenza, è normale?
A volte mi piace divertirmi con materiale "vintage" ma a volte avrei anche l'esigenza di arrivare a un risultato ottimale senza diventare pazzo, specialmente nella stampa colore,dove non posso certo dire di essere esperto...



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda -Sandro- » 23/12/2017, 8:59

Sulle diciture Kodak non saprei cosa dire, ma ritengo anche io che MFG sia la data di manifattura.

La carta Fuji cristal non ha scadenza, ma dopo otto mesi già perde sensibilità, ne consumo diverse bobine ogni anno e la conosco bene, quindi usala fresca. Per questo motivo, anche se mi costa di più, nonostante il consumo, non faccio stoccaggio, ma la compro fresca di volta in volta, da un fornitore che ha grandissimo smercio e del quale posso essere ragionevolmente sicuro.



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 11:02

Grazie sandro sei sempre una grande risorsa! Da quello che mi dici deduco che probabilmente anche la kodak possa avere un comportamento simile.
Questo spiega anche (fra tutti gli altri motivi!) come mai molto spesso arrivino stampe di basso livello da tanti laboratori e botteghe di fotografi: sei mesi per dimostrare un calo prestazionale non sono tanti...
In base alla tue esperienza oltre al calo della sensibilità si notano anche scostamenti cromatici nella risposta delle carte? Varia la filtratura che applichi in base all'eta della carta? Suppongo di no perche la usi fresca, ma cosa hai notato su carte colore vecchiotte?
Comunque mi piace l'atteggiamento di kodak, che mette tutto in chiaro con una bella scrittina, è sintomo di serietà e trasparenza.



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 11:12

Altro dubbio sempre rimanendo in tema di conservazione della carta, vado a memoria ora ma mi sembra di ricordare che la kodak indichi come temperature di stoccaggio dai +5 a +13 o giu di li...
Ma se volessi conservarla nel freezer insieme alla pellicole rischio che si rovini? Ovviamente sigillandola in un contenitore stagno e protetta con un bel po di silica gel.



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda -Sandro- » 23/12/2017, 11:17

Mi è capitato di tenere una finitura di carta che non andava molto, la "matte" che è molto opaca e sul colore ha una resa piuttosto anonima, quindi la sostituii prima del termine della bobina con la "lustre" che è un semilucido molto bello. Diversi mesi dopo me la chiesero e la tirai fuori dal sacco nero, notando una perdita di sensibilità di circa mezzo stop rispetto alla carta fresca; conosco molto bene la quantità di luce che richiede per un provino a contatto, l'ho misurata per ogni tipo di pellicola ed ogni volta regolo l'ingranditore su quella soglia per non perdere tempo. Sul colore non mi parve deteriorata altrimenti l'avrei gettata nella rumenta, ma all'epoca non avevo densitometri e control strip, quindi non posso esserne certo.

Onestamente sul frigo non so cosa dirti, ma occhio che con l'umidità del frigo il gel di silice si satura immediatamente perdendo subito efficiacia, dovresti passarlo nel microonde a giorni alterni.



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 11:27

Grazie Sandro. Penso che tenterò l'azzardo comprando una bobina di kodak a tre mesi dalla scadenza. Se fa come la Fuji e tutto rimane limitato alla sensibilità direi che problemi non me ne dovrebbe procurare, vedremo.
Per la silica io abbondo sempre e specialmente uso contenitori sigillati quindi separati dall'umidita del frigo. Con le pellicole a cui tengo molto allego anche un indicatore di umidita di quelli per uso militare, che sono in grado di segnalarmi il tasso di umidita presente nella scatola, li lascio visibili dal vetro del contenitore cosi posso verificare il tutto senza dover aprire. Rimangono attivi anche per oltre 40 anni, da quello che ho pototuto verificare, molto comodi ;)



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda -Sandro- » 23/12/2017, 11:37

Sono a base di cloruro di cobalto?



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 11:47

Oddio... non ne ho idea. Da come me lo chiedi ho gia la certezza che possano essere dannosi! cosa rischio? Le pellicole se sono in contenitori sigillati non rischiano vero?



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda -Sandro- » 23/12/2017, 11:56

Il cloruro di cobalto è usato negli indicatori di umidità: colore azzurro=secco, colore rosa=umido (era solo curiosità).

Il cobalto è un metallo pesante che recentemente è stato tolto di mezzo come il cromo. Però se non lo mangi non avrai problemi, né avranno problemi le pellicole.



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Re: Lettura Etichette Kodak

Messaggioda t-patte » 23/12/2017, 12:11

Mi avevi fatto venire un coccolone (per non usare un termine piu gergale...). Comunque ho visto che è supertossico e cancerogeno, ma questo è un problema relativo #:-s
Piuttosto mi sono subito venute in mente le mie esperienze di quando lavoravo in ceramica. Il cobalto infatti lo usavamo per la preparazione degli smalti blu e neri, ero caporeparto alla macinazione smalti. Il problema per noi non era la tossicità, in maniera piu o meno marcata ogni polvere che si usava alla macinazione smalti era pericolosa per ingestione e inalazione, ma la possibilità che fosse radioattivo.
L'emissione radioattiva, se non ricordo male, non era causata dal cobalto (infatti io non ho mai trovato lotti radiottivi) ma da altre impurita che potenzialmente potevano contaminare il lotto durante la produzione dello stesso.
Per scrupolo ci faccio un controllino che non si sa mai...





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