Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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Scordisk
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Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda Scordisk » 04/01/2018, 14:23

Non mi è proprio chiaro "da quale pellicola, o rullo cinematografico", nell'altro filone, fossero state estratte le leggendarie, belle e complesse Kiev 10 e la sua successiva Kiev-15 - due macchine prodotte dalla metà degli anni '60 fino al 1983-4 ?! Gli eredi dello sviluppo della Kiev che fu portata allo spazio e che oggi nelle aste arriva sui valori di 14-15 mila euro! (L'interessato non ne menzionava, stava nella cerchia di potenziale Nikon, Canon, Pentax...)

Lo dico, perché queste due costruzioni non venivano esportate al Zahod, cioè all'Occidente. E non potevano competere con paragoni di qualità, sebbene fossero regalati ad uno visitatore occidentalizzato, con numerazione di molti zeri.

E mi veniva già molte volte in mente un pensiero, un ragionamento che l'USSR al Zahod, in verità, non poteva esportare i propri gioielli di tecnologia fotografica, ma i muli semplificati, idonei a soddisfare le tasche, e bene, anche i bisogni ideologico-merceologici di noi che le consideravamo bandierole del ns. stile di pensiero e del consumo. Ovvero, non soltanto idonei per noi, ma dall'altro canto commerciale, AMMESSI sulla piccola porta, per non rovinare i mercati.

Io sono un fortunato possedente di una Kiev-10 ben funzionante e mi appronto di comprarmi anche una Kiev-15. E perché no?



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Re: Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda graic » 05/01/2018, 7:03

Chiamare quelle macchine gioielli è molto più che esagerato. La inutile complicazione meccanica realizzata con scarsa precisione, e la rudimentale elettronica le rendevano pochissimo affidabili, e quando funzionavano, non avevano nulla di speciale. In pratica l'unico motivo per collezionare ora è per osservare un esempio di pessimo progetto, mal realizzato


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda graic » 05/01/2018, 7:08

Per inciso nelle aste online dei paesi dell'Est i prezzi difficilmente superano quelli di una Zorki e lo stesso obiettivo, in montatura Automat costa la metà di quello in M42


Saluti
Gianni


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vngncl61 II°
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Re: Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda vngncl61 II° » 05/01/2018, 10:03

Per tanto tempo, dalla metà degli anni '80 fino al 2014, per motivi di lavoro sono stato spesso, 3-4 volte l'anno, nell'ex URSS, non dico di conoscere benissimo tutta la loro produzione industriale, in qualsiasi campo, ma la loro mentalità si. Il concetto di qualità era semplicemente qualcosa di sconosciuto.
Nella ditta di macchine agricole dove mi recavo più spesso, era la più grande al mondo, esiste ancora, la Belarus, per "testare" un trattore, ad esempio, si girava la chiave, se partiva era buono, nessun altro controllo, nonostante questo la percentuale di mezzi scartati era notevole.
Appassionato di fotografia, una volta chiesi ad collega se riuscisse a procurami una Kiev 90, mi guardò con aria incredula e :" Ti pagano così poco da non poterti permettere una delle vostre?" spiegai che volevo vedere come andasse, : "Come i trattori, nessuna differenza"
Con qualsiasi ingegnere parlassi, in privato, le considerazioni sui prodotti d'oltre cortina erano sempre le stesse, bisognava produrre, in numeri enormi, il resto era aria fritta. Ogni industria aveva un rappresentante del partito al proprio interno, ed era quello che aveva l'ultima parola su tutto, solitamente capiva meno di niente di quello che era preposto a controllare, ma una cosa non gli sfuggiva : "se voleva salire nelle gerarchie politiche, i livelli di produzione dovevano essere altissimi".
A volte capitava persino che i livelli di qualità fossero così bassi, che le alte sfere del partito dovessero intervenire per sanare la situazione, è successo all'Arsenal di Kiev per le fotocamere, alla Lada di Togliattigrad per le auto, ed in moltissime altre realtà produttive.
Non è che dopo gli interventi, miracolosamente, la qualità salisse, diciamo che almeno tornavano a controllare girando il nottolino d'avanzamento delle fotocamere e mettendo in moto le 124.
Naturalmente c'erano le eccezioni, spesso notevoli, i vettori spaziali ad esempio, andavano, e vanno ancora, benissimo, non conosco, da dentro, le Kiev 10 e 15, ma dubito che appartengano alle eccezioni.


Nicola


Meglio farlo, e poi pentirsi, che rimpiangere di non averlo fatto.

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Re: Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda Scordisk » 05/01/2018, 10:42

Ma, sono d'accordo con i pensieri dei colleghi:

- i prezzi sul mercato secondario, sono bassi per le macchine sovietiche e post-sovietiche (Kiev 18/19, Kiev formati 6x6), ma aggiungo che sono ugualmente bassi, o poco superiori, i prezzi per i modelli giapponesi, inclusi quelli da pochi anni fa (le ultime reflex analogiche di Canon, Nikon, Minolta, Pentax). Ma è anche vero che per questi prezzi identici o quasi, le macchine giapponesi recenti, le predette), assicurano un funzionamento alla media. Questo ci porta ad affermare che dovremmo paragonare due aspetti: valore collezionistico analogico con tutto che porta con se (comparazioni storiche per l'epoca in questione, anni '70 per esempio, per entrambe le sfere produttive, progetti), e il valore utilitario odierno, ma non solo odierno, anche il precedente.

Estraendo la sostanza da due predetti attributi, potrei concludere che ci siano validi motivi per il collezionismo ed utilizzo odierno. Perché ciascuno di questi due elementi contribuisce ad arricchire i motivi per i quali siamo legati all'argento, come Spinosa ai suoi prismi e lenti e la filosofia.



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Elmar Lang
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Re: Etica delle "Kiev 10 " e "Kiev-15"

Messaggioda Elmar Lang » 07/01/2018, 17:50

Quando si parla di fotocamere sovietiche, le passioni si scaldano, con difensori a spada tratta e detrattori incorruttibili.
Sembra che le posizioni intermedie non esistano.

Dunque, personalmente sono tra coloro che non sputazzano per principio quelle attrezzature ed anzi, mi piace adoperarle.

Devo purtroppo osservare che se è pur vero che la Kiev-10 spesso succede di trovarla funzionante (la mia è perfetta ed ho pure ovviato al problema alla chiusura del dorso cui accennai tempo fa), va detto che trovare una Kiev-15 (TEE o TTL) funzionanti, è cosa piuttosto inconsueta. Non lancerei grida di pessimo prodotto mal progettato, e via così. Si trattava anzi di un prodotto autonomo che se costruito e controllato bene, aveva una sua originalità e caratteristiche interessanti, nonostante l'estetica da "Contarex col raffreddore".

Ho qui il manuale di riparazione della K-15, con tutti gli schemi, compresa la parte elettronica: un giorno mi metterò a tradurlo o farlo tradurre e poi, magari un riparatore si potrà divertire o impegnare a cercare di riportarne in vita una.

Personalmente, pur avendo in passato collezionato fotocamere dell'est con un certo impegno, non mi capitò mai di trovarne una in ordine, in questo mi mancò la fortuna.

La Kiev-15 che raggiunse un rispettabile prezzo di vendita, è il kit donato a Breznev. Altrimenti, la si trova solitamente a pochi euro.

Sarà molto interessante se riuscirai a trovarne una funzionante (sono certo che ne esistano, sono un ottimista) e che gli esperimenti che farai, potranno essere di notevole interesse.

In bocca al lupo!


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
(Erwin Rommel)



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