Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Discussioni sugli accessori per il formato 35mm

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-MarcoN-
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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda -MarcoN- » 17/02/2018, 15:43

Allora, ecco gli aggiornamenti. A mirino l'immagine è ben distinta e perfettamente a fuoco. Il riquadro "giallo" del telemetro è chiaramente distinguibile, ma l'immagine al suo interno è realmente quasi inintelleggibile. C'è movimento comunque: inquadrando una forma ben distinta e magari in forte contrasto rispetto allo sfondo, si riesce poi a "supporre" con una certa ragione di ritrovarla nell'immagine spezzata, sebbene davvero molto ma molto difficilmente. A quel punto la si riesce anche a far combaciare con l'immagine del mirino, e mi pare anche con una certa approssimazione (non precisissima comunque) rispetto all'indicazione della scala della distanza. Se si inquadra un soggetto in piena luce è in ogni caso impossibile distinguere nè immagini nè movimenti.

Nel frattempo ho caricato, con la spoletta di un normale rullino 35mm, una sacrificabile Fomapan 200 - una pellicola che tra l'altro non conosco molto. L'idea è quella di valutare se ci sono altri interventi da considerare.


M. N.

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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda Elmar Lang » 17/02/2018, 18:45

Credo che il problema sia nel gruppo di elementi ottici mobili, se non addirittura -caso estremo- una "frattura composta" del lungo prisma che forma la base del telemetro,che consente nonostante tutto, una parziale, per quanto imprecisa percezione dell'immagine mobile nel riquadro centrale del mirino.


"Evitate il tono troppo aspro e duro, usato dalla maggior parte di coloro che debbono nascondere la loro scarsa capacità".
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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda Scordisk » 19/02/2018, 17:12

-MarcoN- ha scritto:Allora, ecco gli aggiornamenti. A mirino l'immagine è ben distinta e perfettamente a fuoco. Il riquadro "giallo" del telemetro è chiaramente distinguibile, ma l'immagine al suo interno è realmente quasi inintelleggibile.


Potrebbe anche essere soltanto la sporcizia che si è cumulata, ma è più probabile quello che scrive l'altro collega. Il problema non fa parte della battuta aneddotale "Ohh, quante Kiev 4 io ne debba comprare, per averne una buona", ma è un guasto che succede, ed è atipico.

Per via della lunga serie delle semplificazioni introdotte sulla Kiev 4 soprattutto, ma non per via del progressivo aumento delle tolleranze di precisione che sulla Kiev 4 non erano molto realizzabili, la Kiev 4 negli anni 1963-1981, era sempre meno di una buona replica della Contax II e III, ma Kiev 4 e basta. Il buono con le Kiev a telemetro, che tutte le ottiche dopo la 2.guerra con tale attacco, sono utilizzabili e non presentano differenze "telemetriche": maf sui 3 M è sempre sui veri 3 M, per esempio, su tutte le ottiche, senza bisogno di taratura. Il che non era mai ottenibile neanche in una sola generazione di un qualsiasi singolo modello del FED-3,4,5 o del Zorki. Per fortuna, questa taratura è molto facile da eseguire, mi riferisco a queste due ultime.

Nel tuo caso, potresti pensare di comprare un buon corpo di Kiev 4 della stessa epoca, ma non di quelle degli anni '70, riconoscibili con il perno di riavvolgimento nero e piccolo e con l'otturatore fino al 1/1000sec, anziché 1/1250sec.

Gli obiettivi interessanti sono: Jupiter-12 da 35mm, Jupiter-3 1,5/50mm, Jupiter-11 4/135mm, Jupiter-9 2/85 - e l'accessorio sotto forma del mirino revolving (turret viewfinder).



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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda -MarcoN- » 19/02/2018, 17:33

Scordisk ha scritto:Gli obiettivi interessanti sono: Jupiter-12 da 35mm, Jupiter-3 1,5/50mm, Jupiter-11 4/135mm, Jupiter-9 2/85 - e l'accessorio sotto forma del mirino revolving (turret viewfinder).


A questo proposito segnalo che questo ottimo articolo del dottissimo Marco Cavina (http://www.marcocavina.com/articoli_fot ... 00_pag.htm) si può leggere un'interessante e dettagliatissima storia dei Sonnar e dei suoi derivati, ivi compresi i diversi Jupiter di casa Kiev. Se la mia Kiev 4 sarà recuperabile (secondo me si) dovrò proprio per forza dotarmi di qualche altra lente, e anche del bellissimo mirino a torretta (che conferisce un'aria piuttosto bellicosa al pur "pacioso" apparecchio sovietico).


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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda Scordisk » 19/02/2018, 17:57

Grazie, MarcoN, per le info.
Infatti, gli obiettivi sovietici Orion, Jupiter, Helios, Industar, Caleinar, Mir, Zenitar, Volna, ecc - non si possono considerare repliche degli schemi ottici; per esempio, gli schemi furono modificati già nel '48-'49 per adattarli alle terre rare sovietiche. Perfino agli Industar nella 2/2 degli anni '60 furono conferiti i vetri al lantanio, il che era di moda anche altrove.
Più dettagli: sovietcams.com, http://www.photohistory.ru/

La mia dottrina personale è "meno vetri dentro, meglio è". :-)

-MarcoN- ha scritto:
Scordisk ha scritto:Gli obiettivi interessanti sono: Jupiter-12 da 35mm, Jupiter-3 1,5/50mm, Jupiter-11 4/135mm, Jupiter-9 2/85 - e l'accessorio sotto forma del mirino revolving (turret viewfinder).


A questo proposito segnalo che questo ottimo articolo del dottissimo Marco Cavina (http://www.marcocavina.com/articoli_fot ... 00_pag.htm) si può leggere un'interessante e dettagliatissima storia dei Sonnar e dei suoi derivati, ivi compresi i diversi Jupiter di casa Kiev. Se la mia Kiev 4 sarà recuperabile (secondo me si) dovrò proprio per forza dotarmi di qualche altra lente, e anche del bellissimo mirino a torretta (che conferisce un'aria piuttosto bellicosa al pur "pacioso" apparecchio sovietico).
Ultima modifica di Scordisk il 19/02/2018, 20:27, modificato 1 volta in totale.



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Re: Recuperare una splendida Kiev 4a del 67

Messaggioda Elmar Lang » 19/02/2018, 18:23

Come detto, io credo che la cosa migliore sia di farla vedere ad un riparatore che, probabilmente anche senza aprirla potrà avere un'idea più precisa di quale possa essere il guasto anche solo osservando attraverso il mirino o attraverso le finestrelle del telemetro.

Lo so, è ricorrente, per ogni apparecchio dell'Est Europeo, il refrain "quante se ne deve comprare, per trovarne una che funzioni?", ma io vorrei sempre rammentare che la ipotetica Kiev-4 del 1970 che capitasse nelle nostre mani, è sempre una macchina che ormai ha 50 anni e non sappiamo come possa essere stata trattata, chi e come l'abbia usata, nel mezzo secolo precedente.

La Contax-II/III (della quale la Kiev è una discendente, non una "copia"!) è una macchina meccanicamente assai complessa; progettata con logica, ma complessa. Per questo, essa richiede qualche attenzione e qualche riguardo in più, dando in cambio un formidabile strumento fotografico, dalle ottime prestazioni.

E' vero che le Kiev, dal 1947 in poi, si sono sempre più allontanate -nella qualità generale- dalla Contax "originale", partendo da ottimi prodotti, scendendo giù giù fino agli esemplari dell'ultima serie, attorno al 1983-84: eppure, nonostante tutto, esistono numerosi esemplari di queste ultime, bruttine, fotocamere, che funzionano egregiamente.
Ripeto, il problema dell'industria fotografica sovietica, risiede soprattutto nella scellerata "direzione politica" degli stabilimenti che, avulsa completamente da criteri tecnici, pretendeva che strumenti di precisione venissero costruiti in una sorta di gara, ove i livelli di produttività erano più importanti di quelli qualitativi.
Per questo, da una parte, gli operai erano costretti a ritmi sempre più veloci, i tecnici montatori vedevano i tempi di assemblaggio sempre più ridotti, come pure ridottissime erano i tempi per i controlli qualitativi ove, specie vicino alle date quando venivano registrati i dati per la valutazione dei conseguimenti nel piano quinquennale, al controllo tecnico venivano messi dei politici che, del compito loro assegnato ne avevano idee vaghissime, ma erano ben consci di quello che il Partito voleva da loro.

La conseguenza: macchine che sarebbero state scartate, "passavano" e finivano nel circuito commerciale assieme a quelle ben montate; così come macchine scartate inequivocabilmente, o "rientravano", o venivano portate fuori di nascosto dagli operai che se le rivendevano specie a stranieri o in cambio di beni di prima necessità. In fondo, "click" lo facevano e tanto bastava.

Le macchine sovietiche, quando ben costruite e controllate, sono dei buoni apparecchi, in taluni casi anche ottimi e dotati di ottiche pure -generalmente- di qualità. Questo, se si sorvolano finiture magari ben lontane da quelle che ci si aspetterebbe da fotocamere tedesche occidentali, giapponesi o comunque occidentali.

Tornando al discorso iniziale, non possiamo pretendere di comprare ad un mercatino o via web una vecchia fotocamera, senza nulla sapere di sicuro circa la sua "vita" precedente, sia essa una Leica, un'Alpa, una Nikon o una Zorki.

Una macchina sovietica, costa solitamente molto poco quindi, se si guastasse o malfunzionasse, il primo pensiero è "ne compro un'altra"... e poi,m arrivati alla terza, restare delusi e convincersi che "le macchine URSS/DDR fanno schifo" (cosa che posso condividere se parliamo delle Kiev-15 e Kiev-35...); quando magari sarebbe bastato portare la prima acquistata da un buon fotoriparatore e farla revisionare in base al preventivo proposto, trovandosi poi per le mani un apparecchio che potrà funzionare correttamente per molto, molto tempo (o cicli di lavoro).

E.L.


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