Differenza qualitativa pellicole

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia a colori

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Alessio SBAMMM
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Alessio SBAMMM »

Ri.Co. ha scritto:io ho usato abbastanza HC110 e tri-x, però esponevo con criterio (ombre) e sviluppavo per le luci. Diciamo che la Diluizione pensabile è la E secondo me (1+47), più concentrato non lo gestisci, ma proverei anche la H (1+63).
Usando il 35 mm a passeggio, con esposizione meno precisa e un po' tuttofare ho trovato miglior risultato con D76 1+1
Sono dell'idea, che se fatto con criterio possa farsi anche con la fotografia da "passeggio" o di rapidità...
Almeno questo è il mio intento... mal che vada ho comunque imparato qualcosa e senz'altro sarà meglio che con il grigio medio..
Sono una grandissima testa dura?



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Framane
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Framane »

Il ragionamento di Federico parte da un presupposto sbagliato: un rivelatore energico aiuta le ombre nei tiraggi.
Come ha spiegato Andrea nel famoso post Lezioni di fotografia le ombre a differenza delle luci sono molto poco influenzabili in fase di sviluppo, se sono sottoesposte rimarranno sottoesposte, non c'è santo che tenga!! se usate uno sviluppo troppo energico al massimo sfondate completamente le luci e vi trovate un negativo fatto solo di bianchi e neri, uno di quei negativi che a vederlo sembra bellissimo ma poi sotto l'ingranditore vi fa penare amaramente.
Ogni pellicola ha una sua sensibilità effettiva, quella non possiamo cambiarla a nostro piacimento, varia di poco a seconda dei rivelatori usati (MA DI POCO PERO').
Facendo un esempio possiamo dire che il Rodinal non sfrutta al massimo la sensibilità di una pellicola mentre il microphen fa l'inverso, ma vi sfido a trovare una differenza che vada oltre uno stop con questa coppia di rivelatori molto particolare da prendere ad esempio; se paragonassimo due altri rivelatori tipo d76 e hc110 le differenze sarebbero in linea di massima nell'ordine di 1/3 di stop.

Ergo: s evi serve più sensibilità vi serve una pellicola più sensibile, non uno sviluppo più energico.

Quello che possiamo modificare in fase di sviluppo è la latitudine di posa di una pellicola, detto molto semplicemente se abbiamo una scena a contrasto molto alto sottosvilupperemo la pellicola per far rientrare le luci nelle densità stampabili, se viceversa la scena sarà a contrasto molto basso tenderemo a sviluppare di più la pellicola per aumentare il contrasto tra le ombre e le luci.

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Alessio SBAMMM
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Alessio SBAMMM »

Hai ragione! Ho risposto con superficialità e letto male... :((
Provvedo a cancellare il commento

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Federico Pari
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Federico Pari »

Framane ha scritto:Il ragionamento di Federico parte da un presupposto sbagliato: un rivelatore energico aiuta le ombre nei tiraggi.
Beh, io avevo capito che i rivelatori energici (e compensatori non per esaurimento) erano adatti ai tiraggi. Avro' capito male? :-ss

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Alessio SBAMMM
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Alessio SBAMMM »

Si sono adatti ai tiraggi!
Come ha detto framane l'annerimento del negativo non è proporzionale!
Le ombre non vengono determinate dallo sviluppo, bensì dall'esplosizione; le luci vengono determinate solo in parte dall'esposizione, il resto è fatto dal rivelatore.
Con un tiraggio andrai a sottoesporre il negativo e per far si che almeno le luci vengano sviluppate "bene" dovrai sovrasviluppare la pellicola, cosa che con un rivelatore energico è ideale.

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Framane
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Framane »

"Con un tiraggio andrai a sottoesporre il negativo e per far si che almeno le luci vengano sviluppate "bene" dovrai sovrasviluppare la pellicola, cosa che con un rivelatore energico è ideale." :-s

Ma poi che ci facciamo con un negativo fatto di luci decenti e ombre pietose? :wall: ci litighiamo sotto l'ingranditore se va bene, quando va male lo scannerizziamo e poi lo prendiamo a martellate con photoshop!
Chi inizia a stampare poi vendendo le ombre ancora chiuse sotto l'ingranditore nonostante uno sviluppo energico tenderà ad aumentare l'energia dello sviluppo (nella speranza di aprire le ombre che tanto però non si muoveranno da dove sono state messe in fase di esposizione), sfondando irrimediabilmente le luci, il passo successivo è la confusione più totale :-\ che spesso scaturisce nell'acquisto di un apparecchio più performante che non risolverà i problemi ma placherà qualche scimmia. :-bd

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Alessio SBAMMM
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Alessio SBAMMM »

@Framane da notare la tua stessa velata "critica" con il mio "bene" :))

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Federico Pari
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Federico Pari »

Rileggendo mi sono reso conto che ho scritto "ombre" quando avrei dovuto scrivere "parti sottoesposte" (che in un negativo tirato poi sono tutte quante) e pensando alle parti sottoesposte me le sono immaginate un po' scure :D, quindi cio' che ho detto sul rivelatore energico e' diventato sbagliato, ma siete partiti per la tangente con una diatriba "negativo tirato vs negativo non tirato" che non c'entrava niente con la questione "flessibilita' della vecchia tri-x in confronto a quella nuova" , della quale ho provato a dare un'interpretazione, anche perche' era questo il topic della discussione :D

Che poi non ho capito perche' e' nel forum "colore", si e' parlato solo di pellicole bn :-s

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Silverprint
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Silverprint »

Alessio SBAMMM ha scritto:Con un rivelatore tipo Hc-110 immagino non ci sia una particolare semplificazione in questi termini, o no?
(...) "esporre per le ombre e sviluppare per le luci" (piccolo OT. mi conviene fare il test per la S.E. della mia catena? Se sì, prima o dopo l'esperimento di Andrea?).
Partirei con la diluizione 1+50, visto che non dovrei ottenere effetti "compensatori", essendo lo Studio piuttosto energico.
Immagino che i 7 minuti siano riferiti a condizioni di ripresa "normali" (5 stop di indice di gamma) giusto? dovrei perciò andare ad aumentare e diminuire di un 40% per le altre due situazioni di contrasto.

Se mi date "l'ok" ordino stasera stessa i materiali e non appena mi arrivano mi butto a capofitto nel test! :ymdevil:
Grazie di tutto!!!!!!!!!!

Alessio
Le condizioni "normali" variano tanto da catena a catena, per cui non so dirti esattamente cosa otterrai.
Devi provare.
Con diluizioni così alte, quelle che devi usare sia con HC che Studional, si ha una compensazione per parziale esaurimento. Parte della difficoltà è decidere proprio quanto diluire per modellare la parte più alta della curva e si può fare solo stampando e avendo già chiuso la catena.
È difficile trovare un equilibrio tra tempi usabili, possibili variazioni del tempo, e resa dei toni chiari.

Come ti dicevo non è facile e non mi pare una buona idea iniziare dovendo affrontare anche queste difficoltà oltre a quelle del test.

Un test di S.E. è sempre utile.

Però secondo me, ripeto per l'ennesima volta, faresti meglio a cambiare combinazione, almeno finché non avrai maturato una buona esperienza con combinazioni più gestibili.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
http://www.corsifotoanalogica.it/wp

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Alessio SBAMMM
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Re: Differenza qualitativa pellicole

Messaggio da Alessio SBAMMM »

Capisco...
La combinazione è molto critica con tri-x in generale, con un rivelatore più gestibile tipo d76/id11 avrei senzal'tro una semplificazione dell'operazione essendo meno energico, però rimarrebbe comunque difficile... giusto?
Tu mi consigliavi tmax, immagino che come rivelatore possa utilizzarne tranquillamente uno energico tipo hc/studio che avrebbe il pregio di essere one shot.
C'è la possibilità di rimanere su una pellicola di penultima generazione o devo per forza andare su una tabulare?
Magari apx o hp5...

Abbi pazienza, sono un po' di coccio...

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